PORTOGALLO: GIORNO DUE

Anche il sole sorge in Portogallo, un’ora prima o un’ora dopo, adesso non riesco a fare il conto, ho appena finito una birretta fresca fresca. Comunque il giorno due il sole è sorto, ma io di certo non l’ho visto. Perché non dovete pensare che questa mia pedissiquea divisione temporale del nostro viaggio in Portogallo celi un’ accurata guida che voi potrete in un futuro sfruttare proficuamente. Noi siamo andati in Portogallo, sfidando la sorte in maniera assurda salendo su un aereo, ma siamo anche andati in vacanza. E io in vacanza da sempre dormo. Da piccola perché ero piccola,  da ragazza perché ero una ragazza, quando ero incinta perché ero incinta, quando i bambini erano piccolissimi, e di piccolissimi ce ne sono stati tre a rotazione, perchè di notte non dormivo una cippa, e ora perché prendo delle pilloline per l’emicrania. Domani non lo so perché dormirò, ma appena mi invento una scusa plausibile ve lo dico di sicuro.
Resta il fatto che la mattina se è vacanza, e non importa se è in Portogallo, la patafamiglia si muove con una lentezza assurda, quindi quando i nostri dieci piedi hanno calcato le bellissime strade di Cascais era ormai ora di pranzo. E definire le strade di Cascais bellissime non è licenza poetica è vera verità. Non hanno marciapiedi normali lì, né lì né a Lisbona. Le strade sono bianche e nere, con sampietrini così lucidi che sembra abbia appena piovuto, che giocano tra loro creando disegni sempre nuovi. Devo aggiungere che ho ringraziato ogni giorno che non avesse appena piovuto davvero, perché con le salite e le discese che ci sono io mi vedevo già rotolare con le gambe all’aria, un’immagine netta e ben definita.
Insomma una vera fatica perché devi continuamente camminare guardando per terra perché è bello, guardare per aria perché il cielo è di un blu assurdo, e ogni tanto guardare i bambini perché non si sa mai. Però ne vale la pena e se cammini  cammini a un certo punto arrivi all’oceano. Quel mare grande grande con spiagge grandi grandi davanti. Con un vento che ti arruffa i capelli, fa volare la sabbia e volare anche via le ore, tanto che alla fine della giornata abbiamo portato a casa sorrisi smaglianti e una bella scottatura. Eh sì, da questa accurata guida sul Portogallo imparerete almeno che la protezione solare la dovete mettere anche se non sentite caldo. Un errore da veri pivellini, in cui siamo incorsi anche dopo aver visto gli amici portoghesi per finta e milanesi di fatto che eravamo andati a trovare (eh, sì questo viaggio aveva un losco doppio fine), incremarsi accuratamente nonostante siano dotati di una scorta di melanina ben più ricca della nostra.
La giornata è finita a casa loro davanti a un piatto di carbonara, perché in fondo a pranzo avevamo mangiato crêpes. Per il baccalao c’era ancora tempo, in fondo era solo il giorno due.

3 thoughts on “PORTOGALLO: GIORNO DUE

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