LA FATA SMEMORINA

La fata del dentino che bazzica da queste parti deve essere strettamente imparentata con la fata Smemorina. O con me d’altronde.
La maggior parte delle volte si dimentica di passare, la salva in corner spesso Patapà, ma ancor più spesso viene narrato di come sia impegnatissima, di come il topo che le fa da cavallo si sia rotto una zampa, di come ci fosse stato un ballo proprio in quella sera. Credo che Patasgurzo si sia rassegnato ad avere una madre, hem una fata, decisamente stordita, già dal terzo dente.
Patasgnaffa è ancora piena di fiducia anche se l’obolo è stato versato solo per il suo primo dente, da Patapà.
Il suo secondo dente è stato per sei mesi in cucina, in una scatolina, che se non viene messa vicino al letto non vale, si sa.
Ogni tanto lei se ne è ricordata, ma non l’ha mai messa dove avrebbe dovuto. Io tantomeno.
Per fortuna perché questa sera tutta questa sbadataggine mi ha salvato la vita (si fa per dire ovviamente).
Erano giorni che il terzo dente di Patasgnaffa (li perde con una lentezza esasperante, temo che al suo diciottesimo sfoggerà ancora una finestra da qualche parte) dondolava pericolosamente, facendola sembrare una piccola befana. Ma non cadeva e io non ho certo il coraggio di intervenire in certi casi.
Questa sera ero sola con i bambini, un via vai al tavolo, prima le mani di uno poi quelle dell’altra, poi il ciuccio che non si trovava. Tra una assenza e l’altra, davanti a un piatto di spaghetti con le polpette (ero sola, piatto unico ovvio) il grido di Patasgnaffa e il suo sorriso sdentato grondante di sangue.
Ogni volta mi viene un colpo, non ci posso fare niente. Subito cerca il suo dente. Non si trova. Distrattamente le dico che potrebbe averlo ingoiato. L’avessi mai fatto, Patasgurzo grida allo schifo lei scoppia a piangere, la bocca ancora insanguinata.

Cerco di calmarla e capisco che non le fa impressione averlo mangiato, ma che teme che la fata del dentino non verrà. Le dico che è una sciocchezza che la fata non ha bisogno di prove, che magari ha già nascosto i soldi da qualche parte.
Creando un diversivo sono corsa al portafogli, ma c’erano solo 20 euro, un po’ troppi per un dente, anche per due.
Ho ricominciato a cercare in quel marasma che è la mia cucina, ho trovato un seme di limone e per un attimo ho pensato di spacciarglielo per il dente. Poi ho avuto una folgorazione, ho preso la scatolina con il dente numero due e l’ho buttato sul tavolo.Ho urlato di averlo trovato e lei ha gridato di gioia, anche se quando l’ha preso subito ha chiesto perché fosse così pulito…neanche fosse cresciuta a pane e C.S.I.
Ovviamente riesco a trovare solo pezzi da venti….mi sa che la fatina rimarrà bloccata dalla pioggia!

8 thoughts on “LA FATA SMEMORINA

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