UNA FAMIGLIA A PEZZI

Gli ultimi week-end la nostra famiglia è andata letteralmente a pezzi.
La prima ad andarsene è stata Patasgnaffa, salita sulla macchina di Nonnafi e sparita dal radar per più di ventiquattro ore.
La seconda è stata Patagnoma, salita sulla macchina gialla di nonnaMi.
Quella sera la ormai snella famiglia si è recata fuori a cena da amici. Nessun bambino sotto i nove anni, sei adulti seduti a tavola, aperitivo in salotto, chiacchiere con per sottofondo il silenzio.
Il giorno seguente la Patagnoma è stata liberata, ma in cambio è stato preso Patasgurzo.
La famiglia, più snella per peso ma non per chiasso si è recata a mediare il rilascio di Patasgnaffa. Scenario opposto alla sera precedente, nessun bambino sopra i sette e la maggior parte sotto i tre.
Tentativi di aperitivo, in salotto a raccogliere giochi, una cena con chiacchiere urlate per sovrastare il caos circostante. Detta così non sembra un granché, ma fidatevi, è stato divertente. Perché se nella confusione ci sono persone speciali va bene lo stesso.
La domenica dovevamo rientrare in possesso di Patasgurzo, che però ha scelto l’esilio volontario da Nonnami. Chissà perché!
Il fine settimana successivo ad essere abbandonate per prime sono state le due giovani fanciulle. Il biondo giovane è stato portato fino a Milano, ma poi è stato lasciato a tradimento (non è vero) mentre i due genitori si abbandonavano a vicenda per farsi ognuno gli affari suoi.
Una famiglia snellissima, ma ogni tanto ci vuole. La sera poi i due patagenitori l’hanno passata insieme però, non preoccupatevi.
La domenica a pranzo con altri amici, nessun bambino sotto i dieci anni, credo, perché praticamente io non ho visto nessuno. Poi io me ne sono andata per i fatti miei e i signori uomini alla partita di Basket.
La famiglia si è riunita solo a sera inoltrata.
Questo fine settimana è iniziato con l’abbandono delle bambine per andare a cena da amici. Nessuno sotto gli undici anni, di meglio non possiamo sperare per ora, aperitivo in salotto e chiacchiere con per sottofondo lontane risate.
Poi però siamo stati tutti insieme, con piccole brevi defezioni, ed è stato ancora più bello.
Tutto questo lunghissimo post per dirvi che nel mio tempo libero di domenica scorsa sono andata all’Ikea, dando prova di ormai conclamato squilibrio mentale, per accaparrarmi qualche pezzo della collezione Bråkig. Temevo di restare l’unica blogger al mondo ad esserne sprovvista e stavo iniziando a preoccuparmi.

Ora sappiate che sono più tranquilla.

15 thoughts on “UNA FAMIGLIA A PEZZI

  1. mi ero preoccupata per il titolo del post…di solito prelude altre situazioni…invece vedo che è andata alla grande…ogni tanto anche a noi fa piacere….un week-end sporadico i bimbi contenti e anche i genitori…

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  2. Hahahaha! Ecco vedi, non preoccuparti anche io ne sono ancora sprovvista… tanto che mi è toccato arrangiarmi come potevo e farmela da me!
    comunque quella ciotola e quella tazza sono in assoluto i miei due pezzi preferiti. Punto.

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  3. Io ce l'ho. Perché qui di speciale ce n'è solo una. (Se non si considera la speciale cazzara che fa casino con il calendario e riesce ad invitare a cena tre coppie tutte dotate di almeno tre bambini con (molto) meno di sette anni tutte la stessa sera…)
    Lov' U #pciù

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