SRANGER THINGS

Che il matrimonio si barcameni sui compromessi credo sia una cosa che ti insegnino al corso prematrimoniale. Non lo so, non l’ho fatto. Però credo che sia scritto anche nei Baci Perugina, nei bagni degli autogrill, ricamato sui centrini delle vecchie zie, sussurrato infidamente dal vento mentre salti alla corda al parco quando hai solo cinque anni e i calzettoni con i buchi continuano a scivolarti giù, verso la caviglia.

I compromessi probabilmente misurano anche l’amore, il numeri di quelli a cui sei disposto a scendere definiscono la durata di un rapporto.

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Sono dei più svariati, dai più piccoli e insignificanti, ai più grandi, che talvolta arrivano a stravolgere un universo morale.

Per esempio, prendete me e Patapà. La televisione insieme l’abbiamo sempre vista pochissimo, per il semplice fatto che lui l’ha sempre vista meno di me. Qualche film, ma quando non c’erano figli soprattutto, perché adesso la sera è troppo corta, e tanto sport. Sto parlando di lui ovviamente, restate concentrati.

Io invece sono una seriale, lo sono sempre stata, sin da quando da piccola rimanevo appesa a quegli incomprensibili ideogrammi che comparivano a lato della scena gelata del cartone di turno.

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Credo che insieme ci siamo riusciti a guardare un paio di serie. Friends, quando alle 19 non si usciva a prendere l’aperitivo dopo aver controllato la segreteria (la segreteria vi rendete conto, mio dio, la segreteria), e forse le prime serie di ER e DRHOUSE….poi nel tunnel dei camici bianchi mi ci ha lasciato scorazzare da sola. Ora però io saprei fare una craniotomia bendata dopo aver fatto cose innominabili nello stanzino delle scope…lui non so.

Adesso con l’avvento di Netflix ci stiamo riprovando, ma che vi devo dire….non è che funzioni benissimo. Tra Patagnoma che deve essere messa a letto (ancora, sì, uccidetemi. O uccidete lei, potete scegliere.), partite di basket che comunque vanno viste (pare), libri che vanno letti (per fortuna), sonno che va recuperato (opinabile), un ragazzo adolescente con cui condividere una serie tv (io, lui, il DoctorWHO e il divano, i momenti che preferisco in assoluto della mia settimana ♥), vedere una serie tv vista con mio marito è uno stillicidio.

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Non sto scherzando. E non è solo perché di solito io una me la guardo in due giorni perché mangiare, dormire e occuparmi dei figli nel frattempo sono cose superflue. Perché davvero è un affare che coinvolge ere geologiche.

Sense8 l’abbiamo visto in tipo 4 mesi. Vederlo all’incontrario, cercando messaggi demoniaci sarebbe stato più veloce. Ho resistito solo perché l’avevo già visto.

Siamo riusciti a vedere Sherlock in tempi rapidi, ma su quello temo che a compromessi non sarei mai scesa….

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Poi abbiamo cominciato Stranger Things. Insomma, solo otto puntate, che diamine, potevamo farcela. Bene. Ci abbiamo messo tre mesi. A un certo punto non ci ricordavamo più cosa stesse succedendo. No ma dico, ma si può?! E io qui però sono stata bravissima. Non me lo sono guardata da sola. Volevo condividere. Sono scesa a un compromesso.

È stato molto doloroso. Inutile dire che ho dovuto vendicarmi.

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Le prossime notti Patapà le passerà così, dormendo sotto un allarme per il Demogorgon, che poi magari funziona anche per i mostri che vivono sotto al letto e io finalmente dopo trentacinque anni, o giù di lì, potrò ricominciare a dormire con il braccio a penzoloni da letto.

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La prossima serie tv comunque me la guardo da sola!

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THE WALL

Ci sono parti della casa che più ci infastidiscono, che sono vittime più di altre di continui ripensamenti e cambiamenti.

In effetti poche stanze in questa casa si salvano. Per dire, a settembre ho cambiato nuovamente la camera delle bambine…poi non ve l’ho mai fatta vedere perché non ho mai voglia di metterla in ordine!

Però questi sono cambiamenti dettati dall’esigenze della famiglia che continuano a cambiare.

Ci sono quegli angoli che invece non ce la fai più a vedere sempre uguali.

A un certo punto non riuscivo più a passare vicino al muro del piano di mezzo che improvvisamente mi sembrava trasandato. E sicuramente anche sta volta il degrado ambientale ha fatto la sua parte. Le foto che avevo appeso cadevano ogni due per tre, e avendole attaccate con il Patafix in alcune parti si portavano via anche la tappezzeria…un effetto molto shabby, che a coltivarlo forse sarebbe potuto diventare cool…

E così ho tamponato come potevo, che a tamponare sono sempre abile. bambiLe foto le ho messe in cornice sta volta, così la prossima volta dovrò fare i conti anche con i buchi dei chiodi…sia mai detto che non mi rendo la vita interessante.pelliccelapiscasafienoAlcune foto le ho attaccate su stoffa, che quando comincio con le #patasagome poi faccio fatica a fermarmi.martellopomponAltre molto coraggiose hanno anche preso il volo su una mongolfiera!mongolfieraPerché ricordate le foto possono essere solo l’inizio di un’eventuale decorazione. Bastano un paio di forbici e un poco di colla e subito possono diventare qualcos’altro.pioggia e armata rossaconigliocolbacco e fioreimage-1A una vecchia canna fumaria chiusa avevo attaccato delle stelle di carta che con il tempo però si erano raggrinzite. Ho provato a fare dei mobile a forma di diamante utilizzando le cannucce di carta e del fil di ferro. Visto che bere dalle cannucce di carta fa decisamente schifo, diciamocelo, ma sono molto carine, trovarne usi alternativi dovrebbe essere una missione per tutti noi!tuto1tuto2Ora bisogna a vedere quando mi stuferò di nuovo…diamanti colbacco

 

LAMPAMONDO

La barzelletta dei carabinieri che per avvitare una lampadina girano l’intera casa è vecchia come il cucco, io però forse sono anche peggio perché ogni volta che devo cambiare una lampadina tendenzialmente cambio anche il lampadario.

E per fortuna che hanno inventato le lampadine a basso consumo.

Ieri sera Patasgurzo laconico mi ha comunicato la dipartita di una sua lampadina, accidenti, non aspettavo l’ora. Avevo da riutilizzare un mappamondo di quelli che si illuminano che avevo smontato perché mi serviva una palla per questo post…ehm sì, succedono anche queste cose, e inoltre mi serviva uno dei due lampadari di carta che erano nella sua stanza. Perché raramente le cose poi vengono buttate, una seconda, terza, quarta vita non la si nega a nessuno.

Per realizzare il nuovo lampadario ho dovuto procedere a un brutale discioglimento della calotta glaciale artica, sentendomi come un cattivo nei film dei super eroi, e la cosa peggiore è che in un certo senso è stato anche stato esaltante (muahahahaha) . Per rendere più credibile la cosa ho tenuto i tacchi mentre ero in piedi sulla scala, perché i super cattivi sono anche super stilosi. Questa ovviamente è stata la parte più difficile di tutta l’operazione.

libreria

E così ora la stanza del fanciullo sembra sempre di più un centro geofisico, piena di mappe e cartine, mentre lui cresce sempre più, tracciando nuovi percorsi, nuovi tracciati che ancora non si sa dove lo porteranno.

mappamondoluce

Anche se di una mappa, un navigatore, in questo periodo avremmo bisogno poiché è venuto il momento di scegliere la scuola superiore. A vederlo scritto mi viene male, del resto mi sono sentita male anche l’altro giorno quando gli ho dovuto prendere i vestiti nel reparto da uomo.

stanza

E così sono cominciati i primi open day, incontri in lande vaste, affascinanti, misteriose e inesplorate, che quasi quasi una mappa me la metto sul letto pure io.

mappalight

LA CREDENZINA VINTAGE

Quando ci siamo trasferiti sul lago siamo venuti a vivere in una grande casa completamente vuota. E per vuota intendo dire che non aveva neanche il lavandino della cucina.

Visto che non eravamo proprio sicuri di quello che stavamo facendo non volevamo svuotare la nostra casa di Milano e così sono andata in giro per robivecchi e ho arredato tutta casa. Con 800 euro. Sono soddisfazioni mica da ridere.

Tra gli acquisti c’era anche questa credenzina che aveva  quattro gambette instabili (via subito) e degli improbabili vetri con sopra delle pastorelle (via anche loro). Quelli in verità un pochino li rimpiango, mi consolo pensando che forse erano rotti…

Stranamente, negli anni è rimasta indenne da mie pennellate furibonde, ha cambiato casa e collocazione, rimanendo stranamente del suo colore originario.

Quando la guardavo con velleità pittoriche mi gridava a gran voce “sono un Mondrian”, e forse proprio per questa sua assurda pretesa l’ho sempre lasciata perdere. Troppa fatica e troppa precisione per i miei gusti…e per le mie abilità, parliamoci chiaro.

Però ultimamente mi faceva tristezza, e soprattutto era venuto il momento drammatico di doverla riordinare un po’…e riordinare senza paciugare non è mica poi tanto divertente.

Per fortuna che Silvia e Federica hanno aperto GustoMenta, e tra le meravigliose meraviglie che si sono messe a vendere c’è anche una carta adesiva, per di più removibile, per le banderuole al vento come me una manna dal cielo!

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Il gusto vintage dei disegni si sposa benissimo con il mobile, che con un sospiro mi ha detto di non sentire più la mancanza delle pastorelle.

particolari

bambaloon

In più mi sono accorta prendendo le misure delle antine che lo deve aver costruito un pazzo ubriaco perché non ce ne è una uguale all’altra, e così mi sono spiegata il mobile bar…

openbar

Come al solito, la compulsione ha preso il sopravvento e mi sono messa a ricoprire mezza sala, poi per fortuna i bambini sono usciti da scuola e ho dovuto smettere….

bancovolpino

dietrodivanocollage

banchetto

autoscattoinvolontario

CASA DOLCE PATACASA, COME CAMBIARE LA CASA DELLE VACANZE IN POCHE, POCHISSIME MOSSE

Estate vagabonda vuol dire cambiare anche un sacco di case, alcune le trovi già perfette per puro caso, così perfette che vorresti portarti via almeno un mobile, che per fortuna, o purtroppo è troppo grande. Alcune sono bellissime e intoccabili, alcune sono le patacase versione summer edition e su quella già si sono sprecati post (#bovgo) .

Altre sono temporanee, vecchiotte e non proprio bellissime, ma proprio per questo meravigliose, perchè personalizzarle con poca spesa e con soluzioni provvisorie tiene impegnati i primi dopopranzi accaldati mentre Patasgnaffa fa i compiti…e si sta parlando di tanti compiti e temperature molto elevate.

prima

Il kit per rendere più patacasa una casa delle vacanze, non potendo intervenire con latte di vernice (ahimè poiché verrebbe con nulla un gioiellino) è veramente minimo : carta colorata ( Tiger ), washitape, bandierine di plastica, lanternine di carta. Il tutto credo sia costato meno di dieci euro.

materiali

Ho portato biancheria colorata, anche i cuscini dei letti che lasciati sopra i copriletti hanno subito cambiato il tono della stanza.

girlboy

lanterna

cuscini colorati

Gli asciugamani colorati in bagno lo hanno illuminato, anche se in effetti l’effetto caos avrebbe potuto essere dietro l’angolo.

asciugamani

Il quadro dietro il letto matrimoniale non mi piaceva molto, l’ho tolto e l’ho sostituito con delle bandierine anche se non mi piacciono molto di solito (muahahahaha).

lettomatrimoniale

Le perline della cucina che bianche o azzurre sarebbero bellissime si sono dovute accontentare di essere ingentilite con la carta Tiger che ha continuato il suo decoro nella vetrinetta a muro davvero molto carina già di suo (certo color menta….)

ghirlandedicarta

elasticopercapelli

La credenza in formica si è beccata i washitape e qualche animaletto di carta ritagliato e fissato con il santissimo subito patafix.

dispensa

Stesso trattamento per le piastrelle della cucina.

lavandino

L’ingombro in valigia di questo set è minimo, l’impatto sul portafoglio praticamente nullo, il tempo impiegato irrisorio, ma la casa è diventata improvvisamente “patacasa”.

benvenuti

TENDE: PIU’ LUNGO A DIRSI CHE A FARSI

the gilr is on the table

Spesso le tende sono causa di stress, lo so. Perché non sono mai lunghe giuste, perché sono troppo strette e soprattutto perché in qualche modo vanno pur appese.

Una soluzione è quella nordica, di strabattersene le scatole, lasciar entrare la luce, e far felice i guardoni come me. Se vorrete adottarla vi ringrazio anticipatamente perché adoro sbirciare nelle case degli altri.

la lettrice

Altrimenti sapete che sono la regina del raggiro e qualche soluzione la trovo sempre.

the skirt is in the chair

Qualche anno per esempio fa avevo fatto le tende con strisce di stoffa , ma un evergreen per me restano i parei da spiaggia che si adattano bene a quasi tutte le finestre. Per quelle più grandi li lascio interi, per quelle più piccole li strappo (sì, strappo, a metà) lasciando la parte rifinita al centro della finestra in modo che il beautiful mess si noti meno. Solitamente per mettere questo tipo di tende è sufficiente usare quei bastoni che si tengono su con i gancetti auto filettanti (ma anche le puntine da disegno se siete particolarmente frettolosi), una manna dal cielo per chi è trapano fobica come me.

madre o figlia

La parte alta della tenda basta rifinirla con una passata veloce a macchina o a mano, ma non nego di averlo fatto anche con una graffettatrice, tiè. Se il tessuto è abbondante è anche carino farlo ricadere semplicemente sul davanti del bastone e fermarlo con un nodo o con un fiocco.

Con lo stesso spirito ho fatto le nuove tende della sala da pranzo.

teiera smaltata

Un’amica di NonnaMi, una sarta molto carina, mi aveva regalato una stoffa meravigliosa che sarebbe stata perfetta per un abito da sera, che non avrei saputo quando mettere e soprattutto come cucire.

stoffa fiori

Non avrei saputo farne neanche delle tende diritte con l’orlo e tutto per la verità. Ho quindi applicato la premiata tecnica pareo a una stoffa preziosissima e in tipo dieci minuti avevo delle bellissime tende che nell’insieme non sono riuscita neanche a fotografare perché anche fotografare delle tende è un’arte che ancora non possiedo!

barchetta di legno

Ne è però venuta fuori una gonna anche per Patasgnaffa che alle cene sarà assolutamente la più elegante poichè nessuno mai credo abbia avuto la gonna in pendant con le tende della sala da pranzo….

gonna con ghirlanda

CORTESIE PER GLI OSPITI

Una volta si trattava di un bel sorriso e di una tazza di caffè.

quadretto password wi fi all'ingresso della casa

Magari di tirar fuori il servizio buono, di stirare la tovaglietta, quella più candida e di sprimacciare i cuscini del salotto.

password wi fi

Ci poteva essere il cabaret di paste o la torta fragrante di forno. I fiori freschi sul tavolo e gli asciugamani puliti in bagno.

quadretto password wi fi riflesso nello.jpg specchio

Ma adesso la vera gentilezza che potete fare a chi vi viene a trovare è dargli la password del vostro wifi appena entra in casa,  siamo sinceri…..

quadretto password wi fi ricamato punto croce

una piccola traccia per voi…..

cortesie per gli ospiti traccia

E TUTTE FAN LA NANNA (PIU’ O MENO). #PATARIVOLUZIONE. LA FINE

Eccoci finalmente al capitolo finale della #Patarivoluzione, quello in cui tutti, ormai sfranti dopo mesi di rimescolamenti di stanze e armadi (non è vero, ci ho messo tre giorni, sono psicopatica da ricovero), ci buttiamo nei nostri letti e, appoggiate le nostre teste sui cuscini, automaticamente, chiudiamo gli occhi e cominciamo a colare bavetta arcobaleno dalle labbra appena dischiuse.

E neanche questo è vero, perché Patasgurzo, ormai fuori controllo nell’altra ala della casa,probabilmente avrà trafugato l’ipad e starà guardando qualche youtuber cerebroleso ridendo così forte che il dubbio che stia male vagamente attraverserà l’anticamera annebbiata del mio cervello.

E sicuramente Patagnoma dopo aver frignato che era stanca e non poteva mangiare, che era stanca e non potevo mangiare neanche io, che era stanca e che dovevo portarla a dormire immediatamente, una volta raggiunta la sua camera sulla sommità della casa avrà riacquistato tutte le sua energie e prosciugato tutte le mie rimaste. Così in un amen.

decorazioni a nido d'ape

La camera da letto è sempre in mansarda, divisa dalla sala giochi da un grande armadio, il cui retro è stato foderato da una carta da parati la cui esistenza è spesso messa in pericolo da questi repentini risvegli serali di Patagnoma.

parete armadio

Devo dire che le ore, sì le ore serali che passo in questa stanza cercando di mettere al letto la piccola tiranna sono le più difficili di tutta la mia carriera materna, forse calcolando anche gli anni (tre) insonni che mi ha fatto passare Patasgurzo.

vestiti appesi al soffitto

Ma che i terzi ti rendano una mezza calzetta pare sia una cosa inevitabile……

E per fortuna che tra i tanti doni che ha Patasgnaffa c’è anche quello, modestamente ereditato da me, di dormire anche sotto le cannonate…o in discoteca, così, per dire.

letto nella nicchia

CON TUTTO IL SUO CANDOR: TUTTI A NANNA

letti a castello per una stanza a treno

Ritornando ai muri imbiancati della casa in campagna, nonostante all’inizio volessi prendere tempo e magari fare ogni stanza di un colore diverso, alla fine un po’ per indecisione e un po’ perché non potevo esserci quando veniva l’imbianchino, ho deciso di fare tutto bianco e bona lì.

Tra l’altro sta cosa degli imbianchini e dell’era digitale è una vera meraviglia. Hanno fatto una foto, hanno tolto tutto, hanno imbiancato e poi rimesso tutto a posto quasi perfettamente.

Mi sa che me ne vado in vacanza e faccio rimbiancare anche la Patacasa. Poi però temo che dovrei anche pagare la riabilitazione psichiatrica dell’imbianchino.

pompon is the new black

La camera delle bambine ha avuto molte vite. Lunga e stretta ma con due finestre ha ospitato prima Patasgurzo da solo, in un lettino in fondo alla stanza. Poi lui ha guadagnato la brandina in cui dormivo io da piccola e si è aggiunta Patasgnaffa.

A un certo punto brandina e lettino sono scomparsi e al loro posto ho messo due letti a castello. e la stanza si è trasformata in un vagone letto…biglietti prego!

lucine e pizzi per un letto un po'

Adesso ci dormono le ragazze di casa, infatti il rosa abbonda, ma c’è spazio per un sacco di amici.

Patasgurzo si è guadagnato la stanza che in origine era destinata agli ospiti, che al settanta per cento vuol dire nonne.

Se ne sta come un pascià in un letto a una piazza e mezzo e anche se è la stanza in cui finiscono pian piano tutti i mobili che hanno fatto più o meno la loro ora, pare non accorgersene molto.

targhette da cantiere edile, poca spesa,

Era una stanza abbastanza femminile, con armadio e cassettiera ricoperti con carte fiorite. Ho aggiunto qualche quadretto, e qualche targhetta da cantiere cercando di rendergliela un po’ più adatta a lui. Non so se ci sono riuscita, so solo che pur di non stare con le sorelle probabilmente accetterebbe di dormire in una bomboniera.

iniezione di autostima

Il letto abbondante e un materasso nascosto sotto il letto fanno sì che anche qui gli amici possano fermarsi a dormire.

decupage a casaccio e l'armadio torna

In camera nostra invece tendiamo a ospitare solo minorenni consanguinei in casi di estrema necessità.

Sopra il letto campeggia un quadro di due antenati, non so di chi, certo non miei.

dove vai se l'antenato finto non ce

E’ la stanza che ospita i mobili che più hanno da raccontare. La cassapanca di NonnaFi, il comodino dei miei genitori, il cassettone di mia nonna e l’armadio di Patapà quando era piccolo, e le lampade di suo nonno.

lanternine di carta e una mano di

strano, un tappeto di plastica 2

E sulle pareti un sacco di foto…che tra l’altro non ho ancora aggiornato con Patagnoma….del resto è nata solo da quattro anni! #madredegenere

carta colorata al posto di corni ci (2)