DULCIS IN FUNDO

L’avevo detto che la vacanza era finita. Che mi sentivo come alla fine degli antipasti ma ero arrivata al dolce. Ma è stato un dolce con sorpresa quello che la vacanza ormai al termine ci ha servito. Una serata speciale, semplice e luminosa. Probabilmente la migliore che io ho mai passato qui. Niente di sconvolgente, una sagra di paese, ma con tanti piccoli particolari che si sono incastrati alla perfezione. Una bella passeggiata, in salita tra case e ulivi accompagnati da nuvoloni neri e cicale.

Il mare sempre più lontano e l’orizzonte sempre più grande.

In un giardino dietro una vecchia chiesa ordinati tavoli e pochi gazebi bianchi.

(qui Patasgnaffa sta pregando…chissà come e chissà chi….prima era sdraiata a terra con le braccia in alto. Comunque ha chiesto che non piovesse e accidenti, ha funzionato!)

Anche le tovagliette delle piccole opere d’arte.

Bandierine colorate e palline dolcemente luminose a incorniciare il panorama. Una compagnia piacevole e numerosa, un tavolo dei grandi e uno dei bambini.

C’era una pista da ballo in legno con il borotalco sopra, e un campetto da calcio con un’alta rete a dominare il tutto. Dopo mangiato Patasgurzo, ovviamente, è sparito dietro a un pallone mentre Patasgnaffa si è data alle danze.

E peccato che mi si fosse scaricato il cellulare e per pigrizia non avessi portato la macchina fotografica. Perchè ha trovato un compagno di ballo, più piccolo di età ma non di altezza, che serio l’ha fatta danzare cingendole le spalle con una mano e stringendole saldamente l’altra. Hanno volteggiato tra le altre coppie, tutte compunte e comprese come solo sanno essere le coppie di liscio. Il tutto al suono di un’orchestra incredibilmente giovane e fresca che, nonostante non sia il mio genere di musica preferito, è stato un piacere vedere e ascoltare. Per un po’. Poi tutti insieme siamo tornati in paese, le lunghe ombre giù per la discesa, le chiacchiere e i gechi che occhieggiavano dai muri. Una serata forse come tante altre, ma nel suo piccolo preziosa e bella.

 Ps.niente di tutto questo sarebbe stato possibile se non ci fosse venuta trovare Nonnafi, che si è tenuta la piccola Patagnoma; sicuramente lei non avrebbe trovato in questa serata alcuna poesia e divertimento, anche se le patatine fritte se le sarebbe mangiate.

10 thoughts on “DULCIS IN FUNDO

  1. Si chiama ancora così e la piccola, essendo morto trucemente ed essendo sempre o quasi rappresentato sanguinante o con il cuore in mano lo adora. Le faró una tenda con i rosari di plastica che si illuminano di notte e aspetteró che passi. Altrimenti la chiudo in convento 😉

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