FINE ESTATE

Quest’estate è stata troppo calda, la salute troppo discutibile e la bolla in cui avevo galleggiato l’estate scorsa non è riuscita a gonfiarsi abbastanza.

E così ho vissuto momenti irrequieti, con mani impazienti che volevano fare ma incontravano solo quelle piccole e bisognose di Patagnoma.
E’ successo cosi’ che l’ultima settimana di Agosto ho preso i bambini e ho fatto una mini fuga nella, a sorpresa, vicina Versilia.

Il sole ancora caldo, ma più accomodante, un vento di sale, spiagge enormi e un’atmosfera un po’ retró.
E le batterie si sono ricaricate e il naso si è spellato.

Al ritorno la festa di fine estate, mai come quest’anno così veritiera.

Doveva essere l’anno delle Olimpiadi ed era tutta l’estate che Patasgurzo pianificava squadre, perfezionava discipline e sognava il podio. Invece il freddo improvviso, le gocce di pioggia grasse e luminose hanno scoraggiato i più. E così eravamo in pochi, e per la prima volta in otto anni ho dovuto apparecchiare in fienile.

Eppure il tempo ci è stato amico e i bambini si sono anche buttati in una improvvisamente gelida piscina.

Come sempre il modo più piacevole di chiudere una lunga estate.

DULCIS IN FUNDO

L’avevo detto che la vacanza era finita. Che mi sentivo come alla fine degli antipasti ma ero arrivata al dolce. Ma è stato un dolce con sorpresa quello che la vacanza ormai al termine ci ha servito. Una serata speciale, semplice e luminosa. Probabilmente la migliore che io ho mai passato qui. Niente di sconvolgente, una sagra di paese, ma con tanti piccoli particolari che si sono incastrati alla perfezione. Una bella passeggiata, in salita tra case e ulivi accompagnati da nuvoloni neri e cicale.

Il mare sempre più lontano e l’orizzonte sempre più grande.

In un giardino dietro una vecchia chiesa ordinati tavoli e pochi gazebi bianchi.

(qui Patasgnaffa sta pregando…chissà come e chissà chi….prima era sdraiata a terra con le braccia in alto. Comunque ha chiesto che non piovesse e accidenti, ha funzionato!)

Anche le tovagliette delle piccole opere d’arte.

Bandierine colorate e palline dolcemente luminose a incorniciare il panorama. Una compagnia piacevole e numerosa, un tavolo dei grandi e uno dei bambini.

C’era una pista da ballo in legno con il borotalco sopra, e un campetto da calcio con un’alta rete a dominare il tutto. Dopo mangiato Patasgurzo, ovviamente, è sparito dietro a un pallone mentre Patasgnaffa si è data alle danze.

E peccato che mi si fosse scaricato il cellulare e per pigrizia non avessi portato la macchina fotografica. Perchè ha trovato un compagno di ballo, più piccolo di età ma non di altezza, che serio l’ha fatta danzare cingendole le spalle con una mano e stringendole saldamente l’altra. Hanno volteggiato tra le altre coppie, tutte compunte e comprese come solo sanno essere le coppie di liscio. Il tutto al suono di un’orchestra incredibilmente giovane e fresca che, nonostante non sia il mio genere di musica preferito, è stato un piacere vedere e ascoltare. Per un po’. Poi tutti insieme siamo tornati in paese, le lunghe ombre giù per la discesa, le chiacchiere e i gechi che occhieggiavano dai muri. Una serata forse come tante altre, ma nel suo piccolo preziosa e bella.

 Ps.niente di tutto questo sarebbe stato possibile se non ci fosse venuta trovare Nonnafi, che si è tenuta la piccola Patagnoma; sicuramente lei non avrebbe trovato in questa serata alcuna poesia e divertimento, anche se le patatine fritte se le sarebbe mangiate.

FINITA

Anche per quest’anno la vacanza al mare è finita. Anche quest’anno è durata un sacco ed è volata via. Anche quest’anno mi sento come dopo un aperitivo, pronta per fiondarmi su altre succulente pietanze, ma in realtà ho già finito.
Questo paese che mi sta stretto, io che di solito sto larga in uno sgabuzzino.

Questa spiaggia di sassi e ombrelloni, dove il mare sembra più un’intuizione.

Queste facce, sempre le stesse, che ti passano accanto, ma che raramente sorridono. Ecco questo non mi mancherà.
Mi mancheranno le chiacchiere, poche ma buone, con i pochi ma buoni che si fermano a sorridere.
Mi mancherà la focaccia. Mi mancherà il fatto che scendessero a comprarla i Patasgnaffi da soli.

Mi mancherà la casa, estremamente bisognosa di un restyling nel profondo, ma per questo pane per le mie fantasie.

Il verde goduto dalle finestre, senza fatica perchè di altri.

Le tende verdi un po’stracciate e la corrente che accarezza gli angoli anche nei giorni più caldi.
Le vecchie tapparelle che lasciano danzare lame di sole nell’aria sonnolenta del primo pomeriggio

I tempi lenti e sempre uguali, un po’ mi mancheranno, ma un po’ no.
Oggi, nella migliore tradizione piove e a parte il fatto che non so come asciugare le lenzuola, rende tutto comunque più facile.

Le valigie sono quasi pronte, i bambini buttati agonizzanti di noia negli angoli più morbidi della casa.

Un tenue raggio di sole ci tiene legati qui ancora per una notte, ma domani, quando anche il mare avrà calmato la sua furia, saremo pronti per tornare a casa.

NEL CALCIO PUÒ SUCCEDERE….

I Patasgnaffi sono approdati al mare. Nella casa del nonnobistecca, un coacervo di mobili raffazzonati che vanno dagli anni sessanta fino a un più recente anni ottanta. Poi basta, troppa gente che la usa, troppa incuria ed è tutto fermo lì, sospeso tra il ricordo e lo sfacelo. Patamà, per i quindici giorni che ci passa, potrebbe anche soprassedere, ma proprio le risulta impossibile. Il primo anno è passata come una furia con smalto e pennello, ma non ha ricevuto plausi e consensi e da allora si arrangia come puó con copri divani, cuscini e stikers. Quest’anno si è limitata a una nuova tovaglia per la cucina

ma il salotto con la vetrinetta anni ottanta in vetro fumè la intristiva troppo e così ha cercato tra le produzioni artistiche patasgnaffe degli anni passati per decorare le pareti insieme a festoni di carta colorata, e ha trovato questo libretto scritto e illustrato da un Patasgurzo alla soglia della sua prima elementare. Scritto evidentemente durante gli scorsi europei si intitola “nel calcio può succedere”:

Nel calcio può succedere che uno tiri via la palla a un suo avversario e che poi segni goal Nel calcio può succedere che non sempre si fa goal ma che ogni tanto il portiere pari Nel calcio può succedere che uno faccia una rovesciata e che dopo un altro ne faccia un’altra Nel calcio può succedere un cartellino giallo, che vuol dire che hai fatto fallo Nel calcio può succedere un cartellino rosso, che vuol dire che hai fatto un fallo gravissimo Nel calcio può succedere che se metti la palla per terra con un calcio puoi farla volare Nel calcio può succedere che puoi prendere la palla al volo Nel calcio può succedere che prima un giocatore può colpire la palla di ginocchio, poi con una rovesciata, poi di petto ed infine di testa e poi GOAL!

LA NINNA NANNA DEI COLORI

Pensavate che avessi finito con le ninnananne, ebbene vi sbagliavate! Ne ho anche una collettiva, che mi gioco come jolly o  come intrattenimento collettivo. Ed è l’unica homemade…
…Era fine giugno, Patasgurzo un ribelle quasi treenne caricato a molla. Io lavoravo ancora e le vacanze erano un gioco di equilibrio. Gli anni precedenti mi ero giocata la carta Zoagli ma il pupo ogni volta si era violentemente ammalato, rendendo la vacanza una prigionia. Ovviamente avevo deciso che fosse il luogo a portare sfortuna, quindi mi ero organizzata altrimenti.
Accantonata la Liguria era il momento di un ever green: la Romagna! Albergo con piscina, spiaggione con 23 file di ombrelloni, pineta e biciclette.
Partenza da Milano Porta Garibaldi ma non in treno, bensì in pullman. Pronte con la valigia in mano io, Pallala e NonnaResi, la Cecia (ebbene sì, avevamo anche l’infiltrata quattordicenne!) e i due nani della carovana, Patasgurzo e Chicco di un anno più grande.
Il viaggio è lungo e Patasgurzo non brilla per autogestione del tempo in luogo chiuso e limitato…e mostra una resistenza al sonno quasi stoica.
Ma a un certo punto riesco ad agguantarlo, lo stringo forte e inizio a cantare snocciolando omini colorati… e incredibilmente lui si addormenta….E’ successo solo quella volta, ma chi se lo scorda più!

ninna nanna ninna o questo bimbo a chi lo do
io lo do all’uomo giallo che ha un cane e pure un gallo
ninna nanna ninna o questo bimbo a chi lo do
io lo do all’uomo rosso che ride a più non posso
ninna nanna ninna o questo bimbo a chi lo do
io lo do all’uomo verde e guai se me lo perde
ninna nanna ninna o questo bimbo a chi lo do
io lo do all’uomo viola che lo porta anche a scuola
ninna nanna ninna o questo bimbo a chi lo do
io lo do all’uomo turchese che è gentile ed assai cortese
ninna nanna ninna o questo bimbo a chi lo do
io lo do all’uomo rosa che gli spiega ogni cosa
ninna nanna ninna o questo bimbo a chi lo do
io lo do all’uomo arancione che gli canta una canzone
ninna nanna ninna o questo bimbo a chi lo do
io lo do all’uomo azzurro che gli da del pane e burro
ninna nanna ninna o questo bimbo a chi lo do
io lo do all’uomo d’oro che lo porta al lavoro
ninna nanna ninna o questo bimbo a chi lo do
io lo do all’uomo argento che felice è un cuor contento
ninna nanna ninna o questo bimbo a chi lo do
io lo do all’uomo bianco che lo tiene finchè è stanco
ninna nanna ninna o questo bimbo a chi lo do
io lo do all’uomo grigio anche se finirà in litigio
ninna nanna ninna o questo bimbo a chi lo do
io lo do all’uomo marrone che è un gran simpaticone
ninna nanna ninna o questo bimbo a chi lo do
io lo do all’uomo lilla che ha una grande villa
ninna nanna ninna o questo bimbo a chi lo do
io lo do all’uomo nero che lo tiene un anno intero
ninna nanna ninna o questo bimbo a chi lo do
io lo do all’uomo blu….e così non ci penso più!


ERCOLE

Continua l’appassionante avventura dei Patasgnaffi in albergo!
sul finire, decisamente, dell’estate l’allegra famigliola decideva di regalarsi gli ultimi giorni di mare, magari con annessa fastidiosissima ma altrettanto amata sabbia.
Il lusso della doppia comunicante tuttavia, apparve improponibile sin dalle prime timide e incasinate ricerche. Alla fine però fu trovato un alberghetto proprio davanti al mare, in modo da concedere anche a Patamà e a Patagnoma un poco di spiaggia, con una stanza sufficientemente grande, almeno all’apparenza, per contenere armoniosamente l’eterogenea tribù.
Tuttavia la notte precedente la partenza Patapà si rotolava nel letto in preda all’angoscia: ” ci sarebbero stati tutti davvero?…Non uno sopra l’altro?….non i Patasgnaffi nel letto e i libri letti nella vasca da bagno?….”
Oggi la patatruppa è sbarcata all’hotel Del Sole dove ha trovato una grande camera, senza numero ma chiamata opportunamente Ercole, con due divano letto separati parzialmente dal letto matrimoniale.
Nonostante gli iniziali gridolini e le solite resistenze i due Patasgnaffi grandi si sono rassegnati a spegnere la luce e hanno iniziato al rigirarsi nel letto.
La Patagnoma si è intrattenuta nel solito balletto serale che comporta masticamento tette di Patamà, contorsioni e gargarismi.
La luce è stata spenta, il computer ha tenuto compagnia a Patamà e Patapà è stato dotato di una graziosa lucetta da libro.
Nonostante questo fremeva, si agitava, guardava nervosamente verso i bambini e si alzava ogni due per tre per ordinare di smetterla…di rigirarsi nel letto!
Finalmente a un certo punto si è addormentato….e gli altri di conseguenza!

DI POCHE PAROLE:VITA DA MARE

Svegliarsi e coccolarsi è un piacevole obbligo,

Poi con molta calma ci si reca in spiaggia…alla spicciolata e Patagnoma è sempre l’ultima…pigra che non è altro!

Si ritorna a casa e i Patasgnaffi svolgono la bassa manovalanza

dopo pranzo c’è chi dorme, chi fa i compiti e chi si dedica al suo”lavoratorio”

A questo punto urgono nuove coccole, e viene chiamato anche Patapà…

Un bagnetto in compagnia, sperando che Patagnoma non arricchisca l’acqua con elementi interessanti….

Si progetta la serata….la giornata non è mica finita, aperitivo da amici…e che vista!

Cena al ristorante, con tavolo rigorosamente under 10…per la gioia di tutti…tranne che del cameriere e dei vicini!

E perchè poi farsi mancare la discoteca….già perchè!?

Finalmente a casa…un libro nell’acquario e buonanotte a tutti!

STAGIONI

La notte di Aprile del giorno in cui è nata Patagnoma, Patamà si è messa il cappotto ed è andata al piccolo ospedale sotto il castello.
Durante la settimana di degenza ha visto, sotto un terso cielo blu, riempirsi di fiori la collina di fronte. Ha visto medici, infermiere, puericultrici, ostetriche, parenti, visitatori, gente che non c’entrava niente, passare nei corridoi sempre più nudi e arrossati. Quando finalmente è uscita è stata avvolta da una morbida ondata di aria calda, gli occhi le si sono riempiti di verde e colori e il naso di profumo d’estate.
E ha pensato che non ci fossero proprio più le mezze stagioni.
Le ultime due settimane al mare sono passate piacevolmente tra nuvole passeggere, sprazzi di sole azzurro, ventate di caldo e aria frizzantina. La spiaggia era semi deserta, le sdraio chiuse e tal volta la prima fila spariva per lasciare spazio al mare che giocava ad alzare la voce.
Lungo la strada del ritorno il cielo si è incupito, i toni ingrigiti e una persistente pioggerella ha avvolto Zazà.
Il lago si è manifestato in un giunglesco tripudio di verde e amici hanno accolto gli ex marini per passare insieme un uggioso pomeriggio, intorno al tavolo, confortati dalla luce delle lampadine.
Patamà, dopo una notte passata a sentire il ticchettio della pioggia sulla sua testa si è alzata baldazosa e ha prontamente portato i Patasgnaffi a scuola. I cancelli erano chiusi e un signore gentile le ha spiegato che era metà luglio e l’estate era appena cominciata.
E ha pensato che le mezze stagioni esistono ancora….nei momenti sbagliati!

"LA MATERNITÀ"

Una spiaggia assolata, un cielo terso e un mare limpido. Una mamma bionda tiene in braccio una bianca frugoletta tutta nuda. Un capolavoro di panna e zucchero. La creatura spalanca la sua boccuccia, come un uccellino nel nido. La madre sorride e le porge un turgido seno pieno di latte e miele. La piccola si attacca e con le manine disegna cerchi delicati sulla pelle appena arrossata dal sole della mamma. Parte un coro di cicale e un quartetto d’archi. Una meraviglia bucolica….La bambina cambia di appena un tono il colore alle gote e piega leggermente una paffuta gambotta…parte un geyser di cacca che inonda il passeggino vicino…il nostro per fortuna!