VIAGGIARE?

La seconda tappa della caccia al tesoro prevede che io vi sveli qual’è il mio blog/ viaggi preferito. E già mi impantano. Io che pensavo, che pur non sapendo organizzare una caccia al tesoro avrei però saputo partecipare con scioltezza, sbatto il mio nasino così, già al primo ostacolo.
Perchè io sono un ” culo di piombo ” di quelli veri. E da quando mi sono triplicata lo sono di più. E sono così culo di piombo che pur ammirando le mamme che girano allegre con truppa al seguito, e magari ne scrivono anche, non mi fermo neanche più che tanto a leggere delle loro, eroiche, avventure. Forse perchè mi sento inadeguata, forse perchè una parte di me vorrebbe essere più propensa alla follia, più rilassata, più organizzata;insomma vorrebbe avere tutte quelle caratteristiche che servono a una mamma viaggiatrice.
E invece soffro di trasportofobia, entro in sbattimento cosmico quando devo preparare le valigie del weekend….e andiamo sempre in case già stipate di cose nostre. Mangiare al ristorante con i bambini, anche se arrivo munita di colori, pupazzi e telecomandi, mi fa andare di traverso il cibo, il più delle volte. Stiparci in cinque in camere d’albergo, soprattutto con Patapà che di questo soffre orribilmente, mi getta in una comatosa insonnia (o qualcosa di simile).
Però quando Patapà si impone e mi trascina via, stufo della solita solfa, poi mi diverto. Non abbiamo viaggiato molto con i bambini, ma in realtà siamo stati sempre bene e siamo sopravvissuti.
In fondo, almeno in questo, ho bisogno di essere trainata, se poi inventassero il teletrasporto sarei perfettamente felice.
Tutto questo pippolone per dire che non seguo un blog di viaggi, non amo fomentare i miei sensi di colpa, non più del necessario. Però una mia amica si è trasferita in Kenya. E questo mi sembra un vel viaggio. Si è messa a scrivere, della sua vita di viso pallido e delle sue escursioni fuori città. Così non mi perdo i cambiamenti di Sveva, la sua primogenita, che merita un posto d’onore e non solo perchè è bella e brava, ma perchè può fregiarsi del titolo “prima amica” di Patasgnaffa, e certi marchi te li porti dietro tutta la vita, anche in Kenya.
E così un po’ viaggio anche io, senza prendere l’aereo, senza dover imparare una nuova lingua e dormendo tutte le sere, o quasi, nel mio letto. Sono prorpio un culo di piombo.

Giunta alla fine del post però mi rendo conto che sono stata anche in Giappone con Jill, ma il suo blog mi sa che me lo voglio spendere più avanti. Lei è una di quelle mamme che io guardo sbalordita, che tre figli non hanno mai fermato, che si è spinta in posti come la Cina….se non la conoscessi davvero potrei pensare sia una creatura immaginaria.
C’è anche la mia amica Leo, quella del compleanno ricordate? Anche lei dopo due marmocchi ancora non ha perso l’abitudine di farsi un weekend lungo in giro per l’Europa di tanto in tanto; ma lei non ha un blog, quindi che ve lo dico a fare.
E poi infine, ma forse all’inizio, c’è Nonnolu. E lui ha anche un blog e sul suo viaggiare ci scrive anche libri. E forse avere un padre ramingo per il mondo in barca a vela da quasi sempre è uno dei motivi per cui il mio sedere è saldamente incollato al divano. Ma qui forse bisognerebbe scomodare tipi muniti di barba e chaise longue….e correrei il rischio di non alzarmi proprio più!

10 thoughts on “VIAGGIARE?

  1. Ma grazie!! Continui a farmi una pubblicità spudorata, sei meglio di un agente!! Io poi rovino tutto lasciando il blog languire per settimane, ma sto cercando di darmi una mossa.
    Comunque, siamo quasi pronti a migrare ancora una volta (stagionale eh!).
    E poi ci facciamo una chiacchiera su come ti vedo io, che non è proprio come ti vedi tu 😉
    A prestissimo (è una minaccia!)….

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  2. Avevo sempre avuto il sospetto di avere in qualche modo a che fare col tuo sedentarissimo, o se preferisci “culo di piombo”.
    Ma sei in numerosa compagnia, ho incontrato tanti navigatori-giramondo, i cui figli sono radicati profondamente a terra.
    A volte ė bene che i figli non seguano le cattive abitudini dei genitori!

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  3. Cara Patamà, come ti capisco. Il massimo dei miei viaggi, quando erano patasgnaffi pure i miei, era a Roma dove Patapà ci scaricava ed io me li spupazzavo per la città, il grande nel passeggino con la piccola a cavalcioni. All'epoca a Roma gli acquazzoni improvvisi erano all'ordine del giorno, per cui abbiamo conosciuto chiese e musei delle cere, posti in cui trovavamo ospitalità. Coraggio, sii forte!

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