MA QUANTI CAPELLI

Quando ancora erano giovani e soli i Patagenitori, talvolta, fantasticavano sulla futura prole. In particolare un giorno in Bretagna persero del tempo in un negozio a guardare tutine, calzini e cappellini tutti rigorosamente a righe. L’indumento che più sciolse loro il cuore era un piccolo cappellino. Un cappellino fondamentale per la loro futura creatura che ancora non esisteva ma era dotata di affettuoso nomignolo: Pelatino.
Quella vacanza fu decisiva, piccoli bellissimi vestiti, spiagge sconfinate e francesissime e numerosissime giovani famiglie da cartolina convinsero i Patagenitori a diventare tali, e il Pelatino fu messo in cantiere.
Un mese prima del parto durante una visita la ginecologa comunicò a Patamà di aver sentito i capelli e un’ostetrica di nome Rugiada (non è un nomignolo da blog!)disse, rincuorando una sofferente donna appena entrata in sala parto, di vedere già i capelli.
Patamà poi spinse per altre quattro ore ma quando Patasgurzo nacque subito (forse non subito…per un po’ i suoi pensieri furono alquanto vacui) capì sia l’ostetrica che la ginecologa. Infatti aveva avuto due bambini, Patasgurzo e i suoi capelli. Dei capelli folli, tantissimi, biondissimi e perfettamente acconciati. Venivano a vederlo da altri reparti. Ci furono visite di puericultrici ormai pensionate e Patamà cominciò ad abituarsi, andando in giro con la carrozzina, a sentirsi dire sempre, per prima cosa: “ma quanti capelli!”.
Poi rimase incinta di Patasgnaffa, una femmina, lo specchio materno per eccellenza, e si preparò ad accogliere tra le sue braccia una biondissima pelatina.
Ma ecco comparire un’altra testa piena di capelli e questa volta erano pure scuri.
Di nuovo il primo commento della gente davanti a questa minuscola creatura fu quasi sempre: “ma quanti capelli!”.
Arrivò anche il turno di Patagnoma. Patamà a quel punto aveva rinunciato al suo “Pelatino”, però ancora cullava il sogno di una biondissima e boccolosa creatura.
Ma ecco sbucare fuori lo stampino dei primi due, con folti capelli forse ancora un poco più scuri.
E ancora la prima cosa che tutti dicono è: “ma quanti capelli!”.