ESONDA

Il cielo è così spesso che ne puoi sentire il peso, gli occhi frugano le nuvole cercando di capire se sia sera o mattina. La pioggia non è fatta di gocce, ma è acqua che viene giù senza soluzione di continuità. Il rumore è assordante. È l’acqua che colpisce i sassi, che rimbalza e si mangia la strada. Che rimescola la terra e che scompiglia i prati. Che lucida le tegole, che si fionda contro i vetri. Che tamburella sulle auto, che si mescola alle pozzanghere. Che si infila nelle giacche, che gorgoglia nelle grondaie. Che ribolle dai tombini, che si insinua nelle crepe.
Poi il mattino ancora la luce fatica a entrare dalle finestre, distratta e con gli stivali di gomma apro la porta e la prima cosa che noto è il silenzio. Non piove più.
Il lago è cresciuto tanto ed è stranamente popolato. Di uccelli di ogni tipo, di oche anatre e cigni, che banchettano su quel che un prato sommerso inaspettatamente loro regala. Di bipedi, quasi tutti dietro un obbiettivo, in quasi religioso silenzio.
Ecco, soprattutto, quello che mi ha colpito il giorno dopo la grande pioggia è stato l’irreale silenzio, come se l’acqua avesse ricoperto davvero ogni cosa, come se fossimo diventati tutti dei lenti pesci colorati.
Stiamo andando avanti così a giorni alterni, uno sotto un muro d’acqua, il seguente con un sole che sembra primavera.

giorno di sole 1




giorno di sole 2

segnaletica fuorviante
…e domani piove ancora

 

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i tuoi commenti mi riempiono di gioia

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