Ottobre è finito, e devo dire che non posso che esserne felice. E’ stato un mese orribile perché sono stata molto male.
Non ho intenzione di ammorbarvi con particolari e dettagli, anche se come una vecchia in ciabatte che rincorre il postino per avere nuove orecchie che la ascoltino, sarei molto tentata. Chissà perché gli avvenimenti dolorosi ci sembrano mille volte più interessanti da narrare di quelli felici. Chissà perché le mamme si soffermano sui dettagli raccapriccianti di un parto, e meno sulle capriole che fa il cuore al suo primo sorriso.
Vi dirò che ho passato momenti bui, freddi e duri, attanagliata da un dolore che reclamava tutto per se.
Gli attimi in cui la mente riusciva a fuggire erano pochi, pochissimi, ma sapete dove andava?
All’Ikea a comprare un tappeto. Eh sì, uno grande grande, possibilmente bianco e nero. Perché anche se quando qualcuno di molto autorevole, già molto tempo, fa mi aveva detto che il nero sarebbe stato il nuovo bianco, io avevo pensato che mai, io mai, avrei potuto cedere all’assenza di colori.
Però nella vita ho imparato che la cosa più stupida da fare è dire mai, e comunque ieri ho fatto una risonanza magnetica alla testa per cercare di spiegare questa strana pulsione.
E così settimana scorsa, nonostante sarebbe stato più saggio me ne restassi tranquilla a casa, proprio non ho resistito e all’Ikea ci sono andata lo stesso. Pare si chiami TRS (terapia di recupero svedese), e mi sono comprata un grande tappeto bianco e nero.
A quel punto ho dovuto comprare anche delle tende bianche e nere, perché se no lui si sarebbe sentito drammaticamente solo. E non voglio vedere musi lunghi in casa mia!
Certo, le tende bianco e nere sono rimaste ben poco, ma almeno ci ho provato. Non è colpa mia, è che sono state subdolamente attaccate da pennarelli e pezzi di stoffa mentre ero distratta.
Oggi Patagnoma, al posto di mettere via un puzzle lo ha infilato pezzo per pezzo sotto al tappeto, come faccio io per le pulizie al volo. Sì, faccio anche certe nefandezze.
La stessa cosa voglio fare di questi miei tristi giorni di ottobre, li voglio coprire con un grande e bel tappeto nuovo. in modo da camminarci e ballarci sopra nei mesi successivi, tanto da ridurli in minuscoli granelli di polvere che dispersi nell’aria voleranno via.
Ecco.






