QUADRIGLIA

In un tempo dolce e remoto, all’inizio della loro storia d’amore, Patamà e Patapà, allora ancora solo Ragazza Bionda e Ragazzo magro con la Barba (qui) passarono una meravigliosa vacanza in Puglia.

Una casetta bianca in mezzo a campi di angurie, una pineta e un mare cristallino.
Una coppia di amici, allora nuovi per la Ragazza Bionda, ora indispensabili, a condividere trecce di mozzarella e friselle.
E la sera le sagre. Con la via dello struscio addobbata a festa, l’odore della griglia mescolato a quello delle frittelle e la pista da ballo. La pista da ballo dove vecchietti agili come farfalle ritornavano a essere i ragazzi di un tempo e bambini scatenati si atteggiavano seriosi a piccoli adulti.
Walzer, tarantelle, mazurche, polke e cha cha cha.
La Ragazza Bionda se ne stava incantata a bordo pista, ma neanche il vigoroso amore del primo anno smuoveva i piedi di Ragazzo Magro con la Barba.
A un certo punto però una voce invitava tutti a ballare la quadriglia, ballo totalmente sconosciuto ai giovani cittadini. Forse venivano trascinati in pista, di questo non c’è più memoria, ma eccoli lì tutti e quattro a volteggiare, girare, incrociarsi, cambiare direzione, cambiar dama e cavaliere. Bellissimo, divertente e indimenticabile, anche per Ragazzo Magro con la Barba al secolo Patapà.
La quadriglia, mai più ballata, ripensata con nostalgia e, a pensarci adesso, forse sostituita nella quotidianità con la numerosa prole. 
Che al ritmo serrato di una trascinante musica ti costringe a volteggi, giri e mirabolanti incroci, lasciandoti senza fiato ma felice.