Gennaio è il mese più lungo dell’anno. Freddo e buio, avanza strusciando logore ciabatte. Ha i capelli arruffati e lo sbadiglio impigliato tra i denti.
Forse perchè inizia con le ultime ore del Natale, quando l’adrenalina scema via e lentamente il torpore si insinua su per le gambe.
Sono giorni in cui pian piano gli ormeggi vengono mollati. Aumentano le ore di sonno, pesante e letargico.
Il cibo continua a moltiplicarsi sul tavolo, e solo i bambini sembrano trovare nascoste energie.
Un sole insperato ricarica per poco le batterie, per regalare la forza di mettersi in macchina e tornare a casa.
Ed è un giorno, lento d’attesa.
La sera il vecchio anno prenderà la sua valigia e ci saluterà per sempre.
Per far posto a un anno nuovo, neonato, che come tale succhia energia, dorme spesso e vive in pigiama.
Io mi abbandono a un feroce mal di testa e mi preparo ad affrontare questo lunghissimo e freddissimo mese, che per me è sempre in salita.















