BRUTTA DENTRO

Dopo anni che scrivo di futilità su questo blog, è giunto il momento di affrontare un problema davvero spinoso. Di guardare negli occhi quel flagello che affligge i nostri giorni. Di affrontare la vera piaga di questo millennio.

Ora, mano sul cuore, e sinceramente con sincerità, chiediamo a noi stessi e al mondo intero  “perché gli interni delle automobili devono essere così brutti?”

Girano macchinine divertenti dalle forme aggraziate e alcune con colori accattivanti. Certo il grigio impera e ancora non me ne capacito. Il grigio di per sé non è neanche un  brutto colore, ma porca miseria si mimetizza con la strada e non si vede, soprattutto nei giorni di pioggia. È come fare una barca blu, semplicemente bisognerebbe evitare.

Però gli interni fanno immancabilmente schifo. Se sei molto fortunato saranno tinta unita nera, ma è una rarità e solo se sono sedili in pelle umana che costano un botto. Altrimenti ti vedrai costretta a sederti su immancabili bicolor nella migliore delle ipotesi. Perché quasi sempre dovrai condividere le tue ore di viaggio con texture improbabili e a mio parere offensive tanto sono brutte.

Che non per fare la solita vecchia rompiscatole, ma una volta non era così. Mi ricordo interni in finta pelle beige, non proprio da sbellicarsi dalle risate, ma quanto meno neutri. Persino i sedili in quell’orrido tessuto pelosino colo cacca svezzamento (pardon) erano meglio. Credo che la chiave del loro successo fosse essere in tinta unita, non ho veramente capito come si sia deragliati in questo modo.

Fatto sta che da quando ho un età per avere una macchina mia cerco in tutti i modi di ovviare al problema.

Perché non è che le foderine che a caro prezzo trovi in giro poi siano molto meglio.

due sedili

Di cucirne a misura neanche a parlarne, non saprei mai farlo. Una volta me le faceva NonnaMi, ma era una cosa che metteva a dura prova anche la sua sanità mentale. Anche la tecnica di buttarci su teli, ormai non funziona più, seggiolini e un via vai continuo, lo rendono impossibile.

E così mi adatto come posso, facendo conto sulle mie scarsissime capacità sartoriali. Ma ho scoperto che se prendi dei coprisedili di quelli un po’ rigidi da appoggiare solo sopra, puoi cucirci della stoffa carina.

Basta sovrapporvi quella che più vi piace e cucire seguendo la sagoma del coprisedile, e solo a cucitura finita ritagliare la stoffa seguendo i contorni del coprisedile. Non viene certo un lavoro preciso e i bordi della stoffa con il tempo si sfalderanno, ma qualsiasi cosa è meglio degli interni originali.

sedili davanti

La stessa tecnica la si può usare sui seggiolini dei bambini, e chiedersi perché pure loro siano decisamente deprimenti a sto punto potrebbe portarci direttamente al reparto psichiatrico.

Qui il lavoro è più complicato lo ammetto, ma usando una stoffa leggermente strech è più facile. Probabilmente vi ritroverete in mano una fodera sghembissima e inguardabile e sarete tentate di piangere, ma una volta rinfilata sul seggiolino le magagne saranno meno visibili, soprattutto mettendoci un bambino sopra.

sedili dietro

Ah , a proposito, in queste foto sono presenti le bambine, non per mia volontà. È uno dei risvolti inevitabili di fare non la mamma blogger, ma la blogger mamma e di decidere (essendo l’unico momento disponibile) di scattare mentre loro sono a casa. Che poi a pensarci vanno anche bene, perché si sa che il connubio donne e motori è sempre vincente.

penna

Tornando agli interni della macchina, risolvere il problema dei poggiatesta è più facile, se sapete lavorare a maglia o all’uncinetto, perché basta fare un rettangolo e questo più o meno si adatterà a tutti i modelli. Se non sapete lavorare la lana sacrificate un vecchio golfino o una vecchia t-shirt.

poggiatesta

Mi sarebbe anche piaciuto raccontarvi di come fosse divertente personalizzare anche l’esterno della macchina con stikers personalizzati realizzati con la stampante di casa, ma sorvolerei visto che la prima pioggia ha cancellato tutto!

patamobile

Tutto questo lavorare, cucire e ricoprire è ovvio che mi piaccia, tuttavia una petizione ai costruttori di auto, per interni che siano più piacevoli da guardare, io la farei.

11 thoughts on “BRUTTA DENTRO

  1. Hai ragione, è possibile anzi probabile, che l’uncinetto in macchina, come un po’ ovunque d’altronde, faccia un po’ quell’effetto lì. Io, lo ammetto, ho una soglia del kitsch piuttosto bassa, passa di ogni ;-D
    L’unica cosa su cui mi sento di dissentire è la possibilità di scegliere gli interni monocromi. Ho sempre avuto macchine di seconda mano e quindi quel che c’è c’è. Ma anche guardando quelle nuove, io di monocromia ne ho vista ben poca…ma è possibile che abbia guardato nei posti sbagliati.

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  2. @patamaga: fai bene a stare su progetti di rapida realizzazione, io mi lancio sempre in cose mega e poi le pianto a metà 😦
    p.s. ti chiami come mia figlia 🙂

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  3. in effetti quando ero piccola il Traspanonno aveva una Dyane 6 color verde prato con gli interni “muccati” in tre o quattro toni di verde e giallo. Bellissimi e allegrissimi!
    Ora la mia macchina ha un pied-de-poule crema_grigio un po’ anonimo, ma era il meno peggio.

    I poggiatesta all’uncinetto sono spet-ta-co-la-ri. Ma non riesci a fare tutto il copri sedile?

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