JAT LAG INVERNALE

L’ho già detto e lo so, non è bello essere ripetitivi, ma non c’è niente da fare Gennaio non mi va proprio giù. E siamo solo al 3.
E’ che fa freddo freddo, buio buio e dopo gli sberluccichii del Natale è tutto tristanzuolo.
E non sono sufficienti i rari momenti rubati al sole, ai suoi pallidi e taglienti raggi obliqui, che non bastano a scaldarti, ma sono perfetti per svelare lo sporco in casa. Solo ospiti dall’imbrunire in poi, grazie.
˜

Le vacanze di natale meritano poi una menzione di #cacanze a parte. Se non sono lunghe come quelle estive, sono però più difficili da gestire, con le infinite ore da passare in casa, senza neanche poi poter cercare di soffocarsi con un piumone, avendo creature da accudire.
Che poi dopo l’adrenalina del Natale è come trovarsi sfatti dopo una sbronza. Cosa che talvolta può in effetti capitare. E’ come tornare da un viaggio dall’altra parte del mondo, con sulle spalle il peggior jet lag di sempre.
Il pigiama diventa il tuo migliore amico, talvolta scalzato dalla tuta, gli orari serali impossibili tenuti sotto Natale per confezionare improbabili regali, vengon mantenuti in vita dal capodanno e dal lassismo.
Tanto poi la mattina si dorme, eh sì, perché Patagnoma rimbalza in giro per casa come la palla pazza che strumpallazza fino ad orari indecenti ma poi la mattina alle 11 ti tocca svegliarla.
E quindi ti ritrovi con il bioritmo di un sedicenne senza però poterti chiudere in camera con la musica a palla a rotolarti tra calzini spaiati…anche se di quelli ne hai sempre di più.
Per fortuna Patagnoma ha già ricominciato il nido, Patapà il lavoro, e quindi la nave sta cercando di ritrovare la sua rotta. Certo il fatto che sia mezzanotte e mezza e io sia qui a scrivere non depone a mio favore, ma ce la faremo.
Intanto abbiamo cercato di andare al cinema, ma non c’era più posto, e così ci siamo incagliati sul divano a vedere film che faranno piangere Patasgnaffa fino ai suoi 18 anni (Vita di Pi), a guardare Masterchef sognando polpette giganti di carne con un misero brodino in pancia, e registrando tutta la saga di Guerre Stellari che chissà mai quando vedremo, perché le vacanze starebbero pure per finire.
Dovevamo anche andare a vedere Van Gogh, perché la buona volontà ci ha provato a uscire di casa, ma poi a Patasgnaffa è venuto mal di pancia e così mi sono ritrovata con la casa piena di bambini che giocavano a Cluedo e con Patagnoma che andava distratta, altrimenti l’avrei trovata morta nello studio, uccisa dal candelabro che aveva cercato di rubare.

E così l’ho messa sotto ad impastare. L’idea era quella di fare i Kanelbulle, o Cinnamon Rolls, o Girelle di cannella, così per semplificare. Ma conosco i miei polli e la cannella è diventata crema di nocciole e marmellata di cotogne. E udite udite, Patagnoma ha finito il barattolo di marmellata, tralasciando quello di crema di nocciola. Nonnafi ne deve essere ben fiera.
Le girelle sono venute discretamente, non una cosa da leccarsi i baffi ma neanche una tragedia. Tuttavia la ricetta io ve la darei lo stesso, ma così a memoria, per provare un po’ di brividi.

Si prende mezzo chilo di farina e lo si unisce a una bustina di lievito da 15gr (forse son tutte così). Poi 80 gr di zucchero, anche se forse la prossima volta ne metterò qualcosina di più, due uova, 70 gr di burro fuso e 250 ml di latte. Si impasta bene, che come al solito vuol dire finché ne avete voglia e poi si lascia riposare la pasta, il tempo di sedare qualche rissa tra fratelli.

Poi si stende la pasta a formare un rettangolo, avendo cura di dare il matterello più grosso a Patagnoma, che è un tipo assai esigente. Si spalma la crema di nocciola/marmellata di cotogna/crema di burro e cannella, si arrotola il tutto fino ad ottenere un salsicciotto che andrà tagliato a fette per ottenere le girelle.

Quindi si spennella di latte, si cosparge di zucchero e si inforna a 200 gradi per un quarto d’ora.
Lo so che ci tenevate ad avere una ricetta di un dolce dopo tutti questi giorni di deprivazione, e io davanti ai compiti ingrati non mi tiro mai indietro.

Ho intenzione di soffocare nello zucchero la mia disperazione invernale, giorno dopo giorno, impegnandomi seriamente a non formulare neanche un buon proposito per l’anno che verrà. Tanto sotto i baffi di zucchero trovo sempre un motivo per sorridere.

4 thoughts on “JAT LAG INVERNALE

  1. anche noi cluedo. Tutti tranne me, malgrado la adori, perché Anche io ho una Viola da tenere distante dal veleno e dalla carabina! 😀
    E comunque tu hai la capacità di rendere deliziose e desiderabili le cacanze! 😀

    Mi piace

  2. anche noi in pieno jet lag..e non riesco a lavorare ovviamente! La domanda scema del giorno: ma quelle mensole montate a libreria dove le hai prese? in cerca di soluzioni librarie 😉 Per non parlare del tavolino/vassoio: bellissimo 🙂

    Mi piace

i tuoi commenti mi riempiono di gioia

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...