PATADRESS: EAST MARKET

Domenica siamo stati all’East Market, per me è stato un atto d’amore portarci tutta la famiglia ( Patasgurzo in realtà si è rifiutato ) per Patapà è stato un atto d’amore accompagnarmici. Alla fine è stato bello averli attorno, e Patapà si è divertito quindi l’amore ha trionfato ancora una volta. Evviva.

In realtà Patapà è stato contento perché lì abbiamo incontrato dei nostri amici che abitano vicino a noi, dopotutto, mangiare insieme dopo aver fatto 50 chilometri, quando ne potevi fare solo miseri cinque, dà molta più soddisfazione, volete mettere?

Loro hanno una figlia che è la migliore amica di Patasgnaffa e così si sono incontrate in questo enorme capannone industriale, entrambe bionde con gli occhi azzurri, una alta, una meno, una con le scarpe glitterate, l’altra con una gonna di tulle ricoperta di stelle. Quando se ne sono andate in giro sole per le bancarelle, diciamo che si sono fatte notare. Del resto finivano sempre per stare sempre e soltanto davanti a un unico banchetto sfiorando lo stalkeraggio estremo, ma devo dire che vendeva cerchietti davvero divertenti.

Io, mentre Patagnogma si divorava un panino lungo quanto il suo braccio, e sto esagerando, ma di pochissimo, me ne sono andata in giro, un po’ da sola, un po’ con le principesse, come Alice nel paese delle Meraviglie.

Sono molto soddisfatta del mio bottino, e adesso ve lo faccio vedere, che ormai ho capito, che mi date grandi soddisfazioni.

Però un bidone devo confessarvi che l’ho preso, ma in anni di peregrinazioni pulciose, in fondo ci sta. Mi spiace un sacco perché si tratta di una gonna pantalone che mi piaceva un tantissimo. L’avevo presa, non tanto per il modello, che comunque era molto divertente, ma per la stoffa che aveva disegnate sopra delle sagome di bambini in un bosco…bellissima. Peccato che lavata a freddo si sia disintegrata, perdendo colore e riempiendosi di buchi…ci ho messo una pezza sul più grande, ma mi sa che dovrò inventarmi qualcos’altro…sob.

bonjourtristesse

Gli altri vestiti invece mi hanno dato grande soddisfazione!

Questo ha una piccola macchia sul fondo ma è così lungo che prima o poi mi deciderò ad accorciarlo, prima o poi…È un po’ trasparente, ma posso anche decidere di metterci un body sotto e epater le bourgeois ( hem…lo farò senz’altro), oppure metterci una sottoveste sotto ( più facile). Oggi per esempio lo indosso come camicia, con sotto i jeans…

bergère

Poi ho preso questo vestitino a fiori, avevo paura di non entrarci, ma l’ho scelto con Patasgnaffa, e abbiamo deciso che al massimo lo avrebbe messo lei.

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Questa camicetta e questa gonna probabilmente molto vintage non sono, essendo H&M e Zara, ma il prezzo sì. e quindi non sono stata così fiscale.

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Poi ovviamente foularini, che il freddo sta tornando!

teamfoulard

La zuppa di miso mangiata per strada con la mano stretta in quella della mia bambina ha reso la giornata assolutamente perfetta.

LA CREDENZINA VINTAGE

Quando ci siamo trasferiti sul lago siamo venuti a vivere in una grande casa completamente vuota. E per vuota intendo dire che non aveva neanche il lavandino della cucina.

Visto che non eravamo proprio sicuri di quello che stavamo facendo non volevamo svuotare la nostra casa di Milano e così sono andata in giro per robivecchi e ho arredato tutta casa. Con 800 euro. Sono soddisfazioni mica da ridere.

Tra gli acquisti c’era anche questa credenzina che aveva  quattro gambette instabili (via subito) e degli improbabili vetri con sopra delle pastorelle (via anche loro). Quelli in verità un pochino li rimpiango, mi consolo pensando che forse erano rotti…

Stranamente, negli anni è rimasta indenne da mie pennellate furibonde, ha cambiato casa e collocazione, rimanendo stranamente del suo colore originario.

Quando la guardavo con velleità pittoriche mi gridava a gran voce “sono un Mondrian”, e forse proprio per questa sua assurda pretesa l’ho sempre lasciata perdere. Troppa fatica e troppa precisione per i miei gusti…e per le mie abilità, parliamoci chiaro.

Però ultimamente mi faceva tristezza, e soprattutto era venuto il momento drammatico di doverla riordinare un po’…e riordinare senza paciugare non è mica poi tanto divertente.

Per fortuna che Silvia e Federica hanno aperto GustoMenta, e tra le meravigliose meraviglie che si sono messe a vendere c’è anche una carta adesiva, per di più removibile, per le banderuole al vento come me una manna dal cielo!

primaedopo2

Il gusto vintage dei disegni si sposa benissimo con il mobile, che con un sospiro mi ha detto di non sentire più la mancanza delle pastorelle.

particolari

bambaloon

In più mi sono accorta prendendo le misure delle antine che lo deve aver costruito un pazzo ubriaco perché non ce ne è una uguale all’altra, e così mi sono spiegata il mobile bar…

openbar

Come al solito, la compulsione ha preso il sopravvento e mi sono messa a ricoprire mezza sala, poi per fortuna i bambini sono usciti da scuola e ho dovuto smettere….

bancovolpino

dietrodivanocollage

banchetto

autoscattoinvolontario

GIOCO DA MACCHINA

Questo è un post che una brava blogger avrebbe pianificato a Giugno, o forse anche prima, magari anche a Maggio, per darvi il tempo di copiare l’idea, cosa che tra l’altro ho fatto io. Questo è un post da finire in galera per aver violato non so quanti copryright e da essere bandita dal web per aver scaricato immagini ad uffa.

Collageprontivia

Quando Patasgurzo era piccolo aveva questo gioco molto carino, contenuto in una macchinina di cartone blu. C’erano delle carte con delle cose che si potevano trovare durante un viaggio in macchina, ogni giocatore ne prendeva un tot, ogni volta che vedeva qualcosa raffigurato sulla carta, la scartava. Il primo a rimanere senza carte vinceva. Un gioco bellissimo, anche perché non era necessario saper leggere, scrivere o contare, anche se sulle carte c’erano anche numeri e lettere.

Nel corso degli anni le carte sono state stropicciate, strappate, disperse, disciolte e temo anche mangiate. In più credo fossero nate per un pubblico tedesco quindi ve ne erano di strane, con improbabili sigle e numeri che qui a trovarli dovevi fare gli anagrammi nelle targhe. Per me devo dire sufficientemente stimolante.

E così il gioco da macchina l’ho rifatto, in extremis, prima di un viaggio lungo, da qui la mia brillante pianificazione del post, e poi no, c’è più stato tempo, l’estate ci ha preso la mano.

buon viaggio

Ho scaricato immagini tra Pinterest e Google, cercandole con un sapore vintage, ma perché così ero più contenta io. Ho scelto di usare solo 500 fiat come macchine ( blu, rossa, verde, gialla…della polizia, taxi, con bagagli, con cani, con valigie….) per dare un filo conduttore. Per le scritte ho usato Canva. Ho irrobustito le carte foderandole sul retro con del cartoncino colorato, anche perché così sono molto più carine e ho plastificato il tutto in maniera molto professionale utulizzando dello scotch.

Collagegiocomacchina

Durante i numerosi viaggi estivi abbiamo poi stilato un elenco delle carte nuove che ci sarebbe piaciuto avere e l’elenco è davvero lungo, mi sa che anche questa è una parte molto divertente del gioco.

No, perché non so da voi, ma in macchina da noi questo spettacolo è rarissimo…..

zzzz

Questo post sarà quindi fuori tempo massimo per quanto riguarda l’estate, ma spesso anche un viaggetto di mezz’ora può essere insostenibile se il passeggero dei sedili posteriori decide di vestire i panni dell’ “oscuro passeggero”!

BUONVIAGGIO

TU PARLI, IO ASCOLTO

Tu parli io ascolto.

No, non è un post su come gestire i capricci dei bambini. Un post così dovrei leggerlo, non scriverlo, che Patagnoma ci sta facendo vivere tutte le sette piaghe d’Egitto, o quante diavolo erano non lo so, tutte insieme. I capricci si sa, sono una richiesta d’ascolto, anche se non so come sia possibile ascoltarla più di così. Ultimamente allora glielo dico “parlami, ti ascolto”, così per provare ad essere più incisiva….

Mi riesce meglio con i vestiti, quelli vintage che mi piacciono tanto.

vestito

Io li guardo, e loro mi raccontano una storia. Anche più di una.

Me li immagino indossati, a volte da più di una persona. Me li immagino in situazioni diverse, ondeggianti al ritmo di una musica allegra, sollevati da un vento leggero. Scompigliati da un bacio rubato, tirati da una manina impaziente. Macchiati da un gelato fuori stagione, piegati con cura in un armadio che profuma di lavanda o gettati con rabbia in una valigia marrone.

heart

Altri mi parlano con voce più calda e quando li indosso mi stringono come un abbraccio. Sono quelli che arrivano da casa, passati casualmente da nonna a madre e da madre a figlia.

redpassion

Ci sono poi vestiti come questo che arrivano in pacchi stropicciati da noncuranti postini. E alle storie che racconta, di donne slanciate con fragili tazze di te, posate per battere veloci le dita smaltate su rumorose macchine da scrivere, aggiunge quella di un’amica che questo vestito ha saputo ascoltarlo a tal punto che ha sentito chiaramente invocare il mio nome, e allora niente, me lo ha spedito.

diritto al cuore

Grazie Camilla! ♥

cin cin
un Campari con te, amica….cin cin

VECCHIA SIGNORA MODE ON

È da un po’ di anni che indosso costumi interi, vorrei dire perché ho sposato totalmente la moda degli anni cinquanta ma credo che il terzo figlio abbia avuto un peso maggiore su questo tipo di scelta.

Poi prediligo quelli da vecchia signora, e in questo l’influenza anni cinquanta ci picchia duro senz’altro.

materiali1

Trovarli così, che siano da vecchia signora, ma da vecchia signora di una volta non è semplicissimo. Ne ho raccattati un paio in mercatini dell’usato (nuovi per fortuna),o li compro da Boden (ma più di due dello stesso modello forse è da ricovero…o forse no?).

davantiCollage

E così mi arrangio, me li compro il più neutri possibili, e me li aggiusto: un po’ meni sgambati, un pochino più stretti sotto il seno, un pochino più decorati e soprattutto un pochino più rigati!

dietroCollage

Per l'”aggiustamento” di questo costume ringrazio il cestino degli scarti del RATTO VOLANTE , che è anche l’artefice di questo vestito con i fenicotteri rosa… al mio tre innamoratevi.

rattovolante

Al mio quattro passate delle fantastiche vacanze!

buone vacanze

vintage dinner

Ti compri sottogonne, fasce a pois, riempi la casa di bandierine, centrini, e giri con l’uncinetto in borsa?

the party

Il minimo che tu possa fare è cominciare a nutrirti come cinquant’anni fa…no troppo faticoso. Le casalinghe, quelle vere, quelle che si infilavano il grembiule per cucinare, non solo per fare le foto, che sotto i foularini nascondevano i bigodini, che avevano lo smalto perfetto e non so come, probabilmente perché di loro restano solo le foto, cucinavano un sacco. Aperitivo, antipasto, primo, secondo con contorno e dessert…ma stiamo scherzando?

lola&coco

Per fortuna in quegli anni hanno anche inventato il fast food…e allora via che si va di patatine fritte e  pop corn, che se metti la friggitrice in giardino ( o nella casetta dello zio Andrea … ) non hai neanche problemi di odore.

patatine pronte

E poi di mini Hamburgher : carne trita e sale per la polpetta e panini al latte. Formaggio caprino, pancetta, e patè di olive. Buona anche la variante con il gorgonzola.

minihamburgher

Ci sarà chi berrà birra, chi berrà Coca Cola, rigorosamente in bottiglie di vetro.

hamburger e popcorn

E per dessert le Banane Split finte più veloci del mondo: bananine piccole tagliate a metà, panna montata, sciroppo al cioccolato e lamponi.

bananasplit

Per apparecchiare la tavola comprate Case Da Sogno, sull’allegato L’ABC del fai da Te trovate le istruzioni per cucirvi le tovagliette a forma di disco, che ho fatto me medesima io stessa, in collaborazione con A Little Market ma pare, si mormora, che una tovaglia, negli anni cinquanta fosse sufficiente. Ovvio che non è la stessa cosa, come non è la stessa cosa senza le girelle alla liquirizia.

lovleyfriend

Per gli amici, che dire, io sono sfacciatamente fortunata, ma scommetto che lo siete anche voi, buon appetito!

LA SOTTOVESTE BIANCA

la sottoveste ev

Sicuramente è stata confezionata per una bambina bionda. Il ricamo delicato, il tessuto leggero, le piccole balze sul petto.

pensosa

Indossata sopra leggeri mutandoni, con il merletto fino a far capolino e sopra magari un vestito in seta azzurro con dei piccoli fiori in rilievo.

l'albero

Poi è finita in un baule lassù nella soffitta, con i raggi di sole a tagliar di sbieco la luce che filtrava dai coppi leggermente spostati, con i granelli di polvere che danzavano nell’aria, leggeri a scandire gli anni che parevano quasi un secolo. E forse è stato quasi così.

le temps des cerises

NonnaMi poi chissà dove l’ha scovata e me l’ha portata. Un dono prezioso, un vestito speciale, non da indossare tutti i giorni. Per eventi speciali, che non ricordo essere mai arrivati. Troppo delicato per essere usato come gioco e così l’ho indossato quasi solo il giorno in cui ha deciso di scattarmi delle foto (mi ricorda qualcuno…).

l'altalena del tempo

Però è stato anche uno dei pochissimi abiti che ha superato anni e traslochi e che possiedo ancora. È appeso nell’armadio di Patasgnaffa, ma non può certo metterlo un giorno qualsiasi, è troppo delicato. Non può quindi neanche usarlo per giocarci…mi è toccato scattarle delle foto…

la sottoveste bianca

V PER BOTTINO

Succede che c’era un negozietto dell’usato dove andavi quando eri una giovincella ma adesso che sei usata anche tu sei dimenticata della sua esistenza.

Zoccoli Sholl Pescura Corallo, sottoveste fiori , Mollie Makes
Zoccoli Sholl Pescura Corallo, sottoveste fiori , Mollie Makes

Anche se se ne stava lì a due passi dalla tua nuova amica del cuore che il web i quarant’anni ti hanno regalato.

E va bene che di solito ci vai in macchina, perché appunto hai più di quarant’anni e abiti a più di quaranta chilometri.

abito rosso vintage
Vestito rosso grafico, sandali gialli, Valentine

E va be’ che le ultime volte che ci sei passata davanti a piedi avevi con te le bambine che quando passeggiano sui marciapiedi cittadini sono uno spettacolo di stupore da ammirare. Chiamiamoli alibi.

gonna a righe b:n vintage
Gonna righe bianche e nere, maglietta Funkymama, foularino. scarpe Camper

Grazie al cielo ci sono anche le fortunate convergenze, i disguidi che fa fanno sì che quella strada che avresti dovuto fare in compagnia della tua amica, quindi chiacchierando, finisci per farla da sola. Potrei anche raccontarvi come siamo arrivati a questo punto ma poi dovrei uccidervi. Di noia.

abito giallo vintage Zoccoli Sholl Pescura Corallo, vestito giallo con papaveri, cappello paglia rosso, borsa gallina
abito giallo vintage
Zoccoli Sholl Pescura Corallo, vestito giallo con papaveri, cappello paglia rosso, borsa gallina

Fatto sta che l’occhio cade sul cartellino timido lì in basso, Mercatino Di Milano, e i piedi da soli cambiano  direzione, e mi ritrovo in un posto inaspettato quanto conosciuto. Pieno di oggetti con una storia, diversi da quelli che conteneva vent’anni, fa ma sempre uguali. Mi ritrovo a casa insomma.

gonna jeans vintage
gonnellona jeans vintage, camicia kimono, ghirlanda fiori Ikea

E a far bottino sinceramente non ci metto neanche molto, più o meno una mezz’oretta e 50 euro. Ma il mio sorriso se chiudete gli occhi lo vedete ancora.

abito rose vintage
Abito rose vintage, sandali gialli, espressione defishente

FIORI VINTAGE

Ormai è una tradizione. Almeno per festeggiare il quarantesimo compleanno, prendiamo e ce ne andiamo. Lasciando i nostri undici figli ai cinque rispettivi padri.
Siamo state ad Amsterdam in giornata, in Piemonte per un weekend e questa volta per il compleanno di Jill ci siamo spinte addirittura fino a…Milano!
Eh sì perché tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare ma pare anche il varesotto, e tutte e cinque insieme non c’eravamo mai state. Fermandosi a dormire poi si ha tempo per fare le cose con la calma che un rientro in serata, sporche di marciapiedi e treni, ma pronte a baciare, nutrire, addormentare i bambini, non ti concede mai.

E così ci siamo perse per un giorno intero tra i colori e i profumi di Orticola. Eh sì perché quando vengo in città chissà perché finisco spesso in cascina o in un parco. Ci siamo mescolate alle sciure Milanesi che per concentrazione superavano quelle di rose e ninfee, pur condividendone lo splendore, il profumo e quell’aria di un tempo che fu (le ho descritte aulicamente, in realtà ho riso dall’inizio alla fine, sia messo agli atti).

Ci siamo concesse un aperitivo, in un parco ovviamente. Abbiamo mangiato vietnamita e giapponese, ma anche gallina lessa e salsa verde. Abbiamo girato per negozietti vintage perché un weekend cominciato con il profumo delle rose non può continuare altrove.
Io mi sono comprata un vestito giallo che sembra una nuvola e chissà mai se oserò metterlo, ma devo ammetterlo, abbiamo soprattutto mangiato!

Nel pomeriggio del sabato ho lasciato le mie amiche e mi sono infilata in un treno che viaggiava a sud, mentre loro salivano su uno che andava a nord; ciao ciao amiche mie, e chissà se davvero, come ci siamo promesse, lo faremo più spesso. Quello di lasciarci alle spalle i quaranta o più anni con quello che portano con sé, che sono qualche ruga in più, ma sopratutto case da curare e coperte da rimboccare, per far finta, anche se per un piccolo attimo, di essere ragazze con una città tutta nelle loro mani.
Scesa dal treno ho trovato una fatina addormentata al sapore di lollipop e nulla poteva essere più bello.
Ma i fili della sorte ti portano ad intrecciare tessuti che non saresti riuscita a creare neanche volendo, e così se il venerdì e il sabato avevano profumato di fiori e naftalina, la domenica sono finita in una villa vicino a casa dove vedeva la luce una nuova manifestazione dal nome Art…è.

Nel parco dolcemente struggente di una villa invecchiata quanto basta, tra intonaci affaticati e muretti di pietra si erano dati appuntamento abili artigiani che lavorano il ferro, il legno e la terracotta.

Ho rincontrato gli stessi fiori che avevo salutato a Orticola, e mi sono arenata sotto un albero. Qui le ragazze de La Barbiera di Piacenza, pazientemente acconciavano capelli, intrecciando fiori

infilando diademi

e addirittura tagliando frangette.

Più avanti ancora borse e cappellini, abiti e stoffe del tempo che fu. Inutile dire che la mia nuova acconciatura reclamava a gran voce l’adatto copricapo.

I bambini si sono mossi in libertà tra gli allestimenti ma soprattutto si sono fermati all’ingresso dove da un magico Ludobus erano stati scaricati giochi di un tempo che fu, così divertenti che mi ci sono persa anche io, fino a che il sole ha vinto su capricciose nuvole, regalando a tutto una luce davvero magica.

L’ora perfetta, peccato fosse anche quella di tornare a casa, avvolti in un incessante nevicata di pollini, leggeri come il tempo che lieve era volato.