A VOLTE RITORNANO

Non parlo solo di me, lo so, me ne sono stata zitta per un po’, ogni tanto si ha bisogno di un profilo più basso, ma non vi prometto di continuare a mantenerlo….

Sto parlando di Enolago, la manifestazione vinicola (ma si dice poi così? i mosti si rivolteranno nelle botti) che Patapà aveva organizzato quasi casualmente l’anno scorso per un evento nel posto dove lavora. Nonostante una pioggia torrenziale, che sembrava quasi una maledizione, la cosa era piaciuta così tanto, che le richieste di riproporla, nel corso di un anno e mezzo non sono mancate, e così, eccoci di nuovo (lui in verità) in ballo con produttori, bicchieri e tasche per il vino.enolago2016Nulla di questo sarebbe stato possibile senza la follia di Deborah e della Prologo di Angera che ha tirato le fila di un’organizzazione che per me equivarrebbe a fare una partita a Tetris bendata.prologoenolagoCome al solito mi sono ritagliata la parte divertente del lavoro e ho riempito il tendone di pompon e bandierine…non so proprio come mi sia venuta in mente questa idea.tenutabelvedereenolagoI giorni della manifestazione li ho poi passati seduta alla cassa, anche questa una mossa piuttosto furba direi, non solo perché me ne sono stata seduta, ma perché ho avuto una costante e perfetta visuale del fluido divenire di chiacchiere e risate, di bicchieri svuotati con cura, perché pieni di fluidi preziosi, di bottiglie passate di mano in mano e di sorrisi scambiati.valleroncatienolagoA fianco, lo stand gastronomico non si è mai fermato, c’era sempre da mangiare per chi aveva fame, per chi doveva riprendersi un po’ da un’intensa degustazione…o da chi voleva degustare mangiando.enolagosottolaroccaSono stato giorni intensi, ma passati con allegra leggerezza, i bambini erano bradi in riva al lago, tranne Patasgurzo che il più del tempo lo ha passato a casa, si spera a studiare perché siamo arrivati alla terza media, no, cioè vogliamo parlarne? No vero? glissiamo….

Non potevo pensare di passare in modo migliore il mio compleanno, sì perché riduciamo tutto a un post egocentrico e diciamo che in fondo è stata tutta una grande festa per me, per avere in torno amici e famiglia, sotto il sole e con l’erba tra i piedi.

bdaygirl

 

Perfetto. (il vino dicono poi fosse buonissimo, io avevo mal di testa e non ho bevuto, recensioni più appropriate spero le scriva qualcun’altro!!!)

NOVE ANNI. PATASGNAFFA

E con il sole che tinge di arancio i tramonti del campo di grano oltre la siepe del giardino di Bovgo è arrivato anche il giorno del tuo compleanno.

bdgirl

Ieri in macchina pregavi che non fosse brutto come quello dell’anno scorso, ma io sinceramente non è che me lo ricordo brutto. Forse il fatto che io non me lo ricordi è indice di qualcosa, povera figlia mia con mamma con il mal di testa. Ma quest’anno sto bene, c’è il sole, che forse l’altr’anno non c’era, ci sono un discreto numero di nonni e c’è pure lo ZiChicco con Lucia che ti sta ad ascoltare, ma soprattutto si fa pettinare da tua sorella e la tiene impegnata e questo è uno dei regali più belli che tu possa ricevere.

Perché con lei ci giochi tanto, sei la nostra bambina con l’aureola, ma si vede che i vestiti da bambina, anche se come taglia ti calzano ancora a pennello, sei pur sempre il mio piccolo gioiello tascabile, iniziano a tirarti qua è là.

MissT

E allora le principesse continuano a popolare la tua sfrenata fantasia, che straborda e deborda, e in schemi, lettere, numeri e sequenze, imbrigliata non ci sta, e a questo metteremo delle pezze, colorate e piene di glitter, parola di crafter, ma si tagliano i capelli, si strappano spalline ( solo una che pare sia più fashoin, bah ) e altro che walzer, è rock quello che rimbomba dal loro ipod.

i'mbad

E noi continuiamo a ballare con te, ogni tanto infilandoci il nostro ipod, che la tua musica è un filino troppo tamarra, ma ho fiducia che passerà amor mio biondo e azzurro, vero?

13 ANNI #PATASGURZO

Quello dei tuoi tredici anni è stato un compleanno in itinere, da Ancona a Bovgo, da amici nuovi con lunghe gambe da stambecchi come le tue, ai nonni. Per poi risalire in macchina, ripassare le montagne per guardare le onde di un altro mare bagnare ciottoli più scuri. Un compleanno anomalo, un po’ faticoso. Concluso con una pizza poco cotta e una partita a pallone in piazza, come poteva essere un tuo compleanno di mille anni fa.

Ma nessun compleanno probabilmente è più adatto a questi tuoi tredici anni che così in itinere tu non sarai mai. Che stai compiendo un viaggio pazzesco e noi ti stiamo a guardare incantanti. E riusciamo a vedere solo quello che da fuori si vede, il ragazzo che ogni mattina di soppiatto esce da quel letto in cui era entrato la sera prima un bambino, che più che un letto sembra una capsula del tempo… se penso che sono stata io ad assemblarlo forse avrei dovuto stare un pochino più attenta.

E lo fai pure con una grazia che quasi non ti appartiene che forse era essere piccolo che non era il tuo elemento, tu sei un principe e i principi si sa sono dei baldi giovani, stupida io a non averlo mai considerato prima.

Chissà poi cosa sta succedendo dietro quei tuoi occhi blu, che mandano lampi di furbizia, e ancora mi vengono vicini vicini per chiedere un bacino….o per tirarmi una testata per poi scoppiare a ridere, ma in fondo hai tredici anni e nessuno è perfetto.

Auguri Amore Mio

13 anni

CRAFT&GIN

Un breve post anomalo, per una piccola riflessione.

Io che rifletto, lo so è una cosa anomala, anche quando stampo, infatti nel post precedente ve lo ricordavo apposta.

Nulla di serio o impegnativo neanche sta volta, tranquilli, una semplice considerazione, un darmi ragione, che fa sempre piacere.

E’ che quando  ero più giovane e sfogliavo ammirata le riviste, soprattuto estere, le poche su cui si riusciva a mettere le mani, e ringrazio il cielo non ci fosse ancora Pinterest, altrimenti la mia frustrazione sarebbe stata pessochè cosmica temo, e vedevo le crafter immerse nei loro atelier a sfornar creazioni incredibili, in un recondito angolino del mio cervello, un diavoletto pensava che bella forza creassero meraviglie certe con quel po’ po’ di materiale che disponevano. Pensavo che così era un gioco facile, e che chiunque sarebbe stato capace di farlo.

Ora forse sul chiunque il diavoletto del mio cervello, carico di corna glitterate e ardore giovanile forse esagerava, ma sull’accumulo di materiali e sulla sua influenza sulla creatività secondo me aveva ragione da vendere.

Perché spesso è proprio il materiale intorno a te a parlarti e a farti venire un’idea.

Oppure può capitare che ti venga un’idea, e se hai un sacco di cose in casa la puoi realizzare subito senza dover aspettare e uscire a fare acquisti, che poi magari l’idea ti scappa via, che le idee sono tipi volubili.

Per esempio l’altro giorno era il compleanno della mia amica Deborah (tanti auguri a teeee) e io non ho molto raggio d’azione non guidando ultimamente, non sono sicura che una foglia di zucchina gigante sarebbe stato regalo gradito….

Nell’attesa di giungere in città ( oggi, yuppi! ), volevo farle quello che si chiama “pensierino”.

E qui potete smettere di leggere se volete perché sto iniziando a scrivere post tipo vecchia arteriosclerotica che ripete sempre la stessa cosa.

In effetti le ho confezionato un quadretto utilizzando un’immagine di MollieMakes ( già fatto ), usando la carta da stampare e stirare ( impossibile linkare post per numero eccessivo ), che ho stirato su un pezzo di stoffa che poi ho attaccato con le puntine su un quadretto di quelli in tela bianca da dipingere. Sarebbe stato bello poterci stirare direttamente sopra la carta, ma non prende, ve lo dico con cognizione di causa…almeno servo a qualcosa!

when life hands you lemons...
Immagine Mollie Makes

Con un taglierino ho inciso il punto in cui la cannuccia nel disegno entra nel barattolo e ci ho infilato una cannuccia vera.

diy lemon tonic

Con della stoffa gialla ho ritagliato un limone, e con del banalissimo filo da cucito ci ho “ricamato” le venature dello spicchio. La stoffa l’ho incollata con la colla….tutto il materiale lo avevo già in casa.

Bella forza, avrebbe detto la Gaia ventenne e in un certo senso le dò ancora ragione.

un barattolo di limoni

IL SOLSTIZIO D’ESTATE

festa di inizio estate

Anche se abbiamo comprato il condizionatore per la mansarda dove dormono le bambine e da allora le temperature hanno avuto un notevole crollo, l’estate, tra alti e bassi, a giorni alterni pare essere arrivata, quantomeno sul calendario.

E comunque è arrivato il compleanno di NonnoRo, che essendo un commercialista, è un tipo un filino più affidabile.

Patapà quindi ha caricato la macchina con bambini, mamma e flaconi di medicinali e siamo partiti alla volta della casa dei nonni in campagna, altrimenti nota come #Bovgo.

Finalmente Patagnoma ha potuto provare ad annegare in piscina, che era un anno che aspettava, e speriamo che quest’anno impari a nuotare che ormai ha raggiunto il limite d’età consentito all’ignoranza.

Il venerdì sera un repentino temporale ha gettato il panico tra la folla, ma il sabato è stato pieno di meraviglioso sole neanche troppo caldo e la sera neanche una goccia di pioggia.

NonnAnto come sempre ha organizzato tutto alla perfezione, ha anche pensato ai vestiti delle bambine che erano bellissime. Se conoscessero quello strano oggetto che gli umani chiamano pettine sarebbero state ancora più carine.

tra i tavoli

tra le sedie

Io barcollando per il giardino mi sono limitata a raccogliere un po’ di fiori per riempire ben sei vasetti da usare come centrotavola e per fare una pseudo ghirlanda da solstizio d’estate…credo che così sbilenche vengano solo dopo molta assunzione d’alcool, ma sono molto fiera della mia modella…

con dei fiori ci puoi fare

La serata è stata al solito molto piacevole

ortensia

il palloncino bianco

party!

con il palloncino

anche se le bambine erano veramente molto stanche, per fortuna, l’erba era morbida…..

due sorelle e un palloncino

dormiente

 

 

……ah, dimenticavo!

cinderella

ORIENTEERING PARTY

Ieri siamo stati a una festa di compleanno. Non c’era il sole, ma le gocce di pioggia si rifiutavano di cadere, c’era il vino nei bicchieri, una montagna di fave, bambini a rincorrere un pallone o farfalle o chissà cosa.

drink inentifiers
drink identifiers celebrities, Funky Table

C’erano alberi su cui arrampicarsi, e vecchi amori da riscoprire.

albero

spallucce

E già così andava benissimo, ma non era una festa qualunque perché per i bambini era stata organizzata una gara di Orienteereng.

gazza

Remo, l’artefice di tutto, prima ha spiegato ai bambini che cosa fosse, cioè uno sport nato un secolo fa in Scandinavia che consiste nell’effettuare un percorso, solitamente in un bosco, utilizzando una particolare cartina per orientarsi. Ha raccontato che seppur da noi non è molto praticato ci sono paesi in cui gli atleti di Orienteereng sono considerati alla stregua di calciatori, raccogliendo un sacco di consensi.

Ha spiegato a un pubblico incredibilmente attento che avrebbero dovuto trovare delle lanterne, e no, che non potevano portarsele a casa. Che su queste lanterne c’era una sorta di pinza che lasciava un segno (punzone) su un foglio di carta che avrebbero dovuto portarsi dietro chiamato testimone di gara, e che ogni lanterna aveva un punzone diverso, quindi di fare poco i furbetti.

lanterna

Ha arricchito la gara aggiungendo la ricerca di specifici oggetti e la risposta a domande che facessero capire che i bambini fossero passati in un determinato luogo.

mappe

Ha spiegato loro come leggere le mappe che lui stesso realizza, il suo vero lavoro è proprio questo, e ha consegnato una bussola a ogni squadra.

bussola

I bambini sono partiti poi a scaglioni, il primo in massa verso il bagno è stato decisamente impressionante.

Dopo i primi minuti in cui qualcuno (tipo me) si è chiesto se la seconda parte del gioco consistesse nel mandare i genitori ubriachi a cercare i figli dispersi nel bosco, ci siamo rilassati e goduti un pranzo senza bambini intorno. Più o meno. Una mossa veramente geniale.

mentre

I bambini sono tornati tutti, chi prima e chi dopo, anche se il tempo di percorrenza influiva sulla classifica finale solo a parità di punteggio ottenuto con lanterne, ricerca oggetti e risposte.

trofei

La squadra di Patasgnaffa se l’è giocata tutta sulla velocità, restituendoci una bambina al limite dell’infarto ma speranzosissima di vincere.

winner

E il secondo posto guadagnato è una gioia che scorderà difficilmente….

FROZEN PARTY

Non so se la primavera porti il disgelo, so solo che è ormai un anno, o anche più, che girano post su Frozen Party e io ci arrivo solo ora, anche se ne avrei anche fatto a meno. Sono vecchio stampo, non lo so, ma preferisco Cenerentola a Elsa. Preferisco Anna a Elsa. Forse preferisco anche Malefica a Elsa.
lolelsafiocco

Ma Patagnoma, come l’ottanta per cento delle bambine nella sua fascia di età, la ama follemente. Quasi un’ ossessione che ormai va avanti dalla fine dell’estate. L’unico lato positivo è che l’azzurro sembra piacerle più del fucsia ormai.

frozen buffet 1

Elsa per lei è bellissima, anche se ammette che un po’ stronzetta lo è. Non dice stronzetta…forse, spero.

naso di olaf carota

L’altra sera mi ha detto che ero bella quasi come Elsa, poi mi ha detto che ero bella quanto Elsa, e in un crescendo che neanche il Bolero di Ravel, mi ha detto che ero più bella di Elsa. Inutile dire che non potevo esimermi dal farle una festa tutta ghiaccio e azzurro.

lola candeline

Sul fatto che la mattina della festa si sia svegliata dicendo che ora preferiva Anna, sorvolerei.

È stato un bel pomeriggio, pieno di sole, che forse a Elsa non so se sarebbe piaciuto. In compenso è piaciuto un sacco a Olaf.

Patagnoma era totalmente fuori di testa, che a quell’età vuole dire anche un sacco di capricci. Ha pianto disperatamente ogni volta che un ospite se ne è andato, spero che lo prendano tutti come un complimento.

Abbiamo mangiato…..

palline di neve

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buquet di bucaneve

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olafmellow

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tavolo e bicchieri

e abbiamo giocato….

palle di neve

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attaccailnasoaolaf

linea

la pignatta1la pignatta 2

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pignattacollage1

pignatta collage2

maiapignatta

linea

PROFESSIONE DITTATORE

Che tu sia una bestiola gelosetta lo si è capito ben presto. Nessuno dei tuoi fratelli può stare un po’ vicino a me se tu sei nella stanza. Anche se stai facendo qualcos’altro, che pure ti appassiona molto, molli tutto e ti fiondi a reclamare ciò che consideri esclusivamente tuo.

Sarà per questo che hai deciso di emularli nel far cadere il tuo compleanno durante le vacanze. Io che pensavo di dover consolare solo loro, nati sotto il sole dell’estate, di dovermi inventare soluzioni per non fargli pesare compleanni senza amici, mi sono ritrovata nella stessa situazione in un piovoso giorno d’Aprile.

PicMonkey Collage1

Per fortuna ho amiche splendide, che sfidano giorni uggiosi di pioggia, e così le tue quattro candeline sei riuscita comunque a spegnerle in presenza di minorenni non consaguinei.

Abbiamo così posto il segno sul trascorrere di questi primi anni in cui non hai mai smentito la tua natura.

Da grande sarai sicuramente un dittatore. Pretenderai dal tuo popolo amore e devozione incondizionato. Dovranno scattare a ogni tuo ordine e anche velocemente. Grazie. Non li punirai altro che con il tuo sguardo che gela le montagne come neanche la tua amata Elsa.

PicMonkey Collage

In compenso saprai ricambiare la loro devozione con sorrisi che portano la primavera anche in un giorno di bufera. Li confoderai con slanci di incredibile generosità e saprai anche farli ridere a crepapelle.

Soprattutto scioglierai i loro cuori con abbracci improvvisi e ripetuti, con baci dati sul serio, con le labbra, con lo schiocco e con gli occhi che si incontrano. Si abitueranno alle tue carezze delicate come alle tua improvvise sfuriate.

E non potranno far altro che amarti alla follia.

Ne sono sicura perché ti stai allenando benissimo con noi.

FIORI VINTAGE

Ormai è una tradizione. Almeno per festeggiare il quarantesimo compleanno, prendiamo e ce ne andiamo. Lasciando i nostri undici figli ai cinque rispettivi padri.
Siamo state ad Amsterdam in giornata, in Piemonte per un weekend e questa volta per il compleanno di Jill ci siamo spinte addirittura fino a…Milano!
Eh sì perché tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare ma pare anche il varesotto, e tutte e cinque insieme non c’eravamo mai state. Fermandosi a dormire poi si ha tempo per fare le cose con la calma che un rientro in serata, sporche di marciapiedi e treni, ma pronte a baciare, nutrire, addormentare i bambini, non ti concede mai.

E così ci siamo perse per un giorno intero tra i colori e i profumi di Orticola. Eh sì perché quando vengo in città chissà perché finisco spesso in cascina o in un parco. Ci siamo mescolate alle sciure Milanesi che per concentrazione superavano quelle di rose e ninfee, pur condividendone lo splendore, il profumo e quell’aria di un tempo che fu (le ho descritte aulicamente, in realtà ho riso dall’inizio alla fine, sia messo agli atti).

Ci siamo concesse un aperitivo, in un parco ovviamente. Abbiamo mangiato vietnamita e giapponese, ma anche gallina lessa e salsa verde. Abbiamo girato per negozietti vintage perché un weekend cominciato con il profumo delle rose non può continuare altrove.
Io mi sono comprata un vestito giallo che sembra una nuvola e chissà mai se oserò metterlo, ma devo ammetterlo, abbiamo soprattutto mangiato!

Nel pomeriggio del sabato ho lasciato le mie amiche e mi sono infilata in un treno che viaggiava a sud, mentre loro salivano su uno che andava a nord; ciao ciao amiche mie, e chissà se davvero, come ci siamo promesse, lo faremo più spesso. Quello di lasciarci alle spalle i quaranta o più anni con quello che portano con sé, che sono qualche ruga in più, ma sopratutto case da curare e coperte da rimboccare, per far finta, anche se per un piccolo attimo, di essere ragazze con una città tutta nelle loro mani.
Scesa dal treno ho trovato una fatina addormentata al sapore di lollipop e nulla poteva essere più bello.
Ma i fili della sorte ti portano ad intrecciare tessuti che non saresti riuscita a creare neanche volendo, e così se il venerdì e il sabato avevano profumato di fiori e naftalina, la domenica sono finita in una villa vicino a casa dove vedeva la luce una nuova manifestazione dal nome Art…è.

Nel parco dolcemente struggente di una villa invecchiata quanto basta, tra intonaci affaticati e muretti di pietra si erano dati appuntamento abili artigiani che lavorano il ferro, il legno e la terracotta.

Ho rincontrato gli stessi fiori che avevo salutato a Orticola, e mi sono arenata sotto un albero. Qui le ragazze de La Barbiera di Piacenza, pazientemente acconciavano capelli, intrecciando fiori

infilando diademi

e addirittura tagliando frangette.

Più avanti ancora borse e cappellini, abiti e stoffe del tempo che fu. Inutile dire che la mia nuova acconciatura reclamava a gran voce l’adatto copricapo.

I bambini si sono mossi in libertà tra gli allestimenti ma soprattutto si sono fermati all’ingresso dove da un magico Ludobus erano stati scaricati giochi di un tempo che fu, così divertenti che mi ci sono persa anche io, fino a che il sole ha vinto su capricciose nuvole, regalando a tutto una luce davvero magica.

L’ora perfetta, peccato fosse anche quella di tornare a casa, avvolti in un incessante nevicata di pollini, leggeri come il tempo che lieve era volato.