Me li ricordo tutti i miei primi giorni di scuola.
La prima elementare con il grembiule nero e il fiocco rosa fortissimamente voluto e assolutamente inutile. La cartella rossa con la patta in cavallino. La salita, il salone e Suor Mirella.
Il primo giorno delle medie e l’abbigliamento concordato con l’amica del cuore. Golfino bianco ( golfino?) jeans blu scuro e scarpe in plastica traforate ( abbinate al golfino di lana…. Va beh avevo 11 anni, pietà ). Il parco da attraversare, l’odore del tasso e le file in giardino.
Il primo giorno del ginnasio, la magliettona rosa con le spalline imbottite, il pullman e l’alfabeto greco sulla lavagna.
Il primo giorno di liceo, una nuova città, pantaloni a fiori e compagni finalmente più alti di me ( e non ci vuole tanto! ).
Oggi toccava a Patasgnaffa, emozionata da giorni, ridacchiava tra se.
Pensava a che giochi portare, ma quando le ho detto che non era una cosa possibile se ne è fatta anche una ragione.
Si è messa il suo zaino, più grande di lei e ha appiccicato al viso il sorriso dagli angoli inamidati.
Era pronta anche ad andare da sola e quando ha sentito la campanella si è fatta seria come un corridore ai blocchi di partenza.
Siamo stati tutti in palestra, un brusio fremente, ad aspettare che ogni chioccia chiamasse i suoi pulcini.




