SULLA STRADA…DEL CIRCO

Da settembre, tutti i giovedì, io e Patasgnaffa passiamo il Ponte Di Ferro e raggiungiamo l’altra parte del lago dove ci aspetta un tendone da circo.
Qui Patasgnaffa, insieme a bambini di ogni età si attorciglia a un nastro rosso, sfida la fune, penzola giù da un trapezio. Rotea piattini cinesi, si inerpica sui trampoli, schiva monocicli impazziti. Cerca si saltare su un trampolino, ma ha le gambe troppo corte e non ci arriva, e passeggia su un’enorme palla rossa.
Ovviamente l’unica cosa che sa fare da sola è parlare senza sosta e arrampicarsi sui santissimi istruttori.
I bambini sono scalzi, spettinati e felici e starli a guardare, anche se di inverno fa un tantino freddo, è sempre un piacere.
Durante il viaggio lei dorme, chiacchiera, fa indovinelli e racconta improbabilissime barzellette senza capo nè coda ma dove non manca mai la cacca.
Ultimamente però tocca a me parlare, lei vuole, pretende ed esige che io le narri, ininterrottamente, due avvenimenti della sua vita.

ANEDDOTO UNO
La mattina ti eri svegliata, e la mamma non c’era. La nonna ti ha detto che era andata in ospedale per far nascere la sorellina. E tu non stavi più nella pelle. Una volta all’asilo hai costretto la maestra a chiamarmi ripetutamente ( e cosa incredibile, lei l’ha fatto ). Quando sono uscita dalla sala parto ho visto tutte ste telefonate dell’asilo e preoccupatissima ho richiamato. Ha risposto una vocetta piccola e acuta, a me piuttosto nota. Tu. Cosa ci facessi a rispondere al telefono in segreteria è un enigma ancora non risolto.
Subito mi hai chiesto se Patagnoma fosse nata. Io ti ho detto di sì, ti ho detto che era piccolissima, bellissima e che stava bene.
Tu con vocetta rotta dall’emozione, fattasi ancora piu piccolina, mi hai chiesto “mamma, questo pomeriggio, posso….posso….posso…” io aspettavo intenerita che mi chiedessi di venire ad abbracciare me e conoscere la tua nuova sorella, ma tu hai preso fiato ed hai esclamato:” posso vedere la televisione?”.

ANEDDOTO DUE

Avevi tre anni ed era il giorno prima del trasloco. Sei stata il pomeriggio dalla nonna, e qundo papà è venuto a prenderti lei gli ha detto che forse, forse, avevi preso una sua pastiglia di sonnifero ( Patasgnaffa lo chiama sonnambulo ). Non ne era sicura perchè non sapeva quante ce ne fossero nella scatola.
In macchina avevi ridacchiato, ma sembrava fosse tutto sotto controllo. Una volta a casa però ti sei messa a leccare le righe del pavimento. A quel punto ho dovuto portarti al pronto soccorso. Qui mi hanno dato un beverone nero (carbone vegetale) e mi hanno detto che dovevi berlo tutto, anche se era cattivo. Tu lo hai afferrato, te lo sei scolato, e ne hai chiesto ancora. Quando poi hai scoperto di avere la lingua nera e i baffi eri felicissima e li mostravi a tutti.
Poi ci hanno ricoveratove e ci hanno messo in stanza con un povero bambino che aveva duemila di febbre e vomitava a getto. Tu hai passato tutta la notte a parlare, ridere e rimirarti la lucetta rossa che ti brillava sul dito.
Ogni tanto ti giravi verso il bambino, lo salutavi e lo invitavi a a giocare nel salone.Sooprattutto gli sventolavi le tue barbie davati alla faccia intimandogli di guardarle.
Finalmente è sorto il sole, ti hanno cacciato a calci dall’ospedale e io sono andata a fare il trasloco. Fresca come una rosa.

7 thoughts on “SULLA STRADA…DEL CIRCO

  1. Devo ricordarmi di non leggerti più quando ho la faringite perchè nel ridere mi si tirano talmente le corde vocali che ho un dolore assurdo!
    Tu e quella Tulipana della mamma Anna che ti commenta 😛

    Patafamilia siete un vero circo, fra i migliori!
    😉
    Kat

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  2. Sembra quasi come quando il Tulibimbo grande, da piccolo, s'è bevuto l'acqua del deumidificatore con tanto di concentrao balsamico al pino mugo. O di quando il Tulibimbo piccolo si fa raccontare che quando aveva due giorni di vita ed eravamo ancora in ospedale, ha fatto talmente tanta cacca, che ho finito i pannolini in dotazione (i suoi e quelli degli altri due neonati in stanza con noi). Son cose belle.

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