IMPUT

Ormai siamo immersi in un mare di imput. Qualche idea magari ci sembra originale, magari lo è, ma molte sono state stimolate da cose fatte da altri. E questo non è assolutamente un male.
Certo se uno dovesse dare retta a tutti gli imput che riceve, dovrebbe smettere anche di respirare per portare a termine tutte le idee che gli nascono in testa.
Per questo molti imput si spengono dopo poco, altri vengono ingabbiati in cartelle elettroniche, altri si depositano nel fondo del cervello, per tornare fuori….ehm magari anche come inconsapevole idea geniale.
Ci sono imput però che sono più forti, forse perché appena accennati, forse perché sono una sfida o forse perché ti raggiungono nel momento giusto.
E a quel punto non c’è più niente da fare. Puoi avere il bucato da stendere, la cena da preparare i bambini da prendere a scuola (no, quello non puoi saltarlo, fai un bel respiro e rimanda di mezz’oretta) ma quell’ imput ha acceso qualcosa e non puoi più fermarti.
Una cosa così mi è successa qualche giorno fa quando Gaia (Segattini, aka Seigattini…capirete che una Gaia Ottogalli già si innamora anche solo semanticamente parlando) ha postato su Instagram delle foglie di magnolia….fiori lussureggianti dirà qualcuno di voi, profumo inebriante aggiungerà qualcun’altro…foglie malefiche dirò invece io.
Eh già con la magnolia io ho un rapporto di amore e odio. Per anni ho portato il suo profumo, guardo con cupidigia i suoi fiori (inutile raccoglierli, non dureranno), ma da quando abito nella Patacasa il mio rapporto con la nobile pianta si è decisamente incrinato.
Dovete sapere che al confine del mini Patagiardino, a ridosso della casetta dello zioAndrea svetta un’ imponente magnolia. Quando dico che è a ridosso della casetta, lo dico testualmente, se non interveniamo una mattina di queste il povero ZioAndrea verrà destato non dalla sveglia ma da una radice della magnolia che gli bussa gentilmente alla spalla. Con i suoi ricchi rami poi tiene in ombra la Patacasa, cosa che in estate è anche gradevole, ma in inverno porta via luce davvero preziosa. Luce che viene negata anche alle piante del piccolo Patagiardino. Sono sicura che le azalee stiano organizzando una mobilitazione sindacale, e il rododendro intenda far causa per procurate vertigini.
Ma questo non è nulla in confronto al disturbo che arrecano a me le sue foglie quando cadono in terra. Cioè praticamente sempre, e se ne restano lì coriacee e indistruttibili finché io non mi decido a raccoglierle, cosa che lo ammetto, non faccio quasi mai.
Coriacee e indistruttibili, una caratteristica negativa se vuoi occuparti della pulizia del cortile il meno possibile, ma forse interessante se decidi di fare qualcosa con quelle foglie…niente, Gaia è un genio, mica per niente la chiamano la Guru del Conero!

Ho preso i bambini a scuola e prontamente li ho abbandonati a loro stessi… io avevo da fare e sono una persona che stabilisce le sue priorità molto rigidamente….

Questo è quello che ho fatto io…ora correte a vedere cosa a fatto lei, ma prima se non lo avete fatto, prendete i bambini a scuola, suvvia che è l’ultimo giorno, e passate in libreria a comprare il suo meraviglioserrimo libro, che è pure tempo di cambio degli armadi (probabilmente voi lo avete già fatto, sia comprato il libro che il cambio degli armadi. Io il libro ce l’ho da un pezzo, e il cambio degli armadi l’ho fatto a novembre…più o meno, vale?)