#PATARIVOLUZIONE: LA CAMERA DEL FANCIULLO

Patasgurzo è sempre stato un gran produttore di muco. Lo so non è una bella immagine, ma lui si, amore di mamma.

Quando aveva cinque anni gli abbiamo anche fatto togliere le adenoidi, di notte andava in apnea, e probabilmente per quello fino ai tre anni non ha dormito. Spero, perché l’alternativa è che sia proprio farabutto lui.

Però la sua produzione non si è arrestata, le adenoidi sono ricresciute (sì può succedere, evviva!) e ogni tanto in estate si ritrova con due occhi che a Nosferatu piacerebbero molto.

Ovvio che prima o poi dovesse fare il test delle allergie, e finalmente mi sono decisa a portarlo.

Ha vinto un’allergia alle graminacee, un classicone, una leggera a betulla, noce e nocciolo (che abbiamo in giardino) e una agli acari della polvere.

Il dottore serio mi ha spiegato come avrei dovuto lavare biancheria e indumenti e che avrei dovuto togliere i tappeti e ridurre al minimo il numero dei cuscini.

A quel punto, dall’alto dei miei Swedish Hasbeens, l’ho guardato con disprezzo e scuotendo la coda di capelli rosa, me ne sono andata sbattendo la porta dopo aver esclamato “lei non sa chi sono io”.

No scherzo, non l’ho fatto, ma solo perché mi ha detto che avrei dovuto prestare attenzione solo alla camera di Patasgurzo. In effetti a dodici anni in giro per casa lo vediamo poco, e dubito che con il passare del tempo le cose miglioreranno.

Però ho dovuto fare qualche cambiamento, e la cosa non è che mi sia spiaciuta un granché, era tipo sei mesi che non cambiavo niente in quella camera!

Il suo era un vecchio letto in legno a barca, che avrebbe dovuto essere cambiato comunque perché più corto di una letto normale. Data la sua forma era una vera pacchia per la polvere che si incastrava ben bene ovunque.

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Guarda che ti guarda in giro non avevo trovato nulla che mi piacesse davvero e così ho optato per una comunissima branda di legno che ho dipinto di grigio. Aveva però le gambe troppo alte e per sbaglio avevo comprato un materasso altissimo (uno di quegli acquisti online a mezzanotte, avete presente?). Per qualche giorno l’ho tenuto così e ogni volta che vedevo Patasgurzo abbarbicato lì sopra storcevo il naso. Poi stanotte la folgorazione, avevo ancora le zampe del divano che si era sfondato e ora se ne troneggia in salotto sdraiato sulla pancia, come una grande balena bianca. Un vero peccato perché quelle zampe erano il motivo principale per cui avevamo comprato il divano e le avevo anche ridipinte. Oggi doveva essere il mio giorno fortunato perché l’incastro era perfetto, e così il nuovo letto mi piace davvero tanto. Il fatto di essere senza pedata e testata lo rende facile da tener pulito e ora che due zampe sono dotate di rotelle è ancora più facile da spostare.

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Anche il comodino andava cambiato perché era un carellino blu su cui si depositavano tonnellate di polvere.
DaMaison du Monde ho trovato un bellissimo comodino, già bello decorato come lo avrei fatto io. Perfetto. E mentre mi avviavo a passo spedito verso la cassa non ho potuto non notare lui, un bellissimo tappeto di plastica. Sapete bene che ho un problema di dipendenza. Infatti non ho resistito e di tanto in tanto penso agli altri due che ho lasciato in negozio con le farfalle che mi svolazzano nella pancia.

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E così direi che la camera di Patasgurzo è abbastanza bonificata. La libreria che potrebbe essere un problema funge da testata del letto e il suo retro è chiuso da un pannello di legno foderato con carta da parati.

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Sono abbastanza soddisfatta, certo, dover passare l’aspirapolvere tutti i giorni mi rende un po’ meno felice, però mi sono comprata una nuova scopa a vapore. Verde.

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ILUMINAZIONE

Il tappeto della sala io lo amo molto. Ha messo il punto a un momento difficile, e ha dato una nuova luce e un certo rigore alla stanza.

Però tenerlo pulito è un supplizio, infatti pulito non lo è quasi mai. Ogni tanto mi metto in modalità Cenerentola e con spazzola e candeggina e cerco di togliere il possibile, ma il più delle volte ho di meglio da fare.

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Era quindi un po’ che cercavo un tappeto nuovo, ma di così grandi non è che ce ne siano a bizzeffe, e il mio cervello è sempre settato sul “prezzo ragionevole”, che poi mi stufo in fretta, ormai lo so. Un tappeto non è per sempre, quasi neanche un diamante.

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Poi l’altro giorno su Casa Facile, l’illuminazione, i tappeti si possono anche sovrapporre. Che poi è stato un refresh, infatti nella casa precedente causa pavimento inguardabile (aveva delle mattonelle con i cespi di lattuga, veraverità), gatta malata e spannolinamento avevo sovrapposto stuoie e tappeti che neanche in un suk. Ma me l’ero scordato!

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Mi sono quindi comprata un nuovo tappeto che era un po’ che filavo, e viste le dimensioni, lui ogni tanto potrà farsi un giro in lavatrice.

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Incredibile come un tappeto nuovo ogni volta possa rendermi così felice….e ora che ho cominciato anche a stratificarli temo sarà la fine!

POLVERE SOTTO IL TAPPETO

Ottobre è finito, e devo dire che non posso che esserne felice. E’ stato un mese orribile perché sono stata molto male.

Non ho intenzione di ammorbarvi con particolari e dettagli, anche se come una vecchia in ciabatte che rincorre il postino per avere nuove orecchie che la ascoltino, sarei molto tentata. Chissà perché gli avvenimenti dolorosi ci sembrano mille volte più interessanti da narrare di quelli felici. Chissà perché le mamme si soffermano sui dettagli raccapriccianti di un parto, e meno sulle capriole che fa il cuore al suo primo sorriso.

Vi dirò che ho passato momenti bui, freddi e duri, attanagliata da un dolore che reclamava tutto per se.
Gli attimi in cui la mente riusciva a fuggire erano pochi, pochissimi, ma sapete dove andava?

All’Ikea a comprare un tappeto. Eh sì, uno grande grande, possibilmente bianco e nero. Perché anche se quando qualcuno di molto autorevole, già molto tempo, fa mi aveva detto che il nero sarebbe stato il nuovo bianco, io avevo pensato che mai, io mai, avrei potuto cedere all’assenza di colori.

Però nella vita ho imparato che la cosa più stupida da fare è dire mai, e comunque ieri ho fatto una risonanza magnetica alla testa per cercare di spiegare questa strana pulsione.
E così settimana scorsa, nonostante sarebbe stato più saggio me ne restassi tranquilla a casa, proprio non ho resistito e all’Ikea ci sono andata lo stesso. Pare si chiami TRS (terapia di recupero svedese), e mi sono comprata un grande tappeto bianco e nero.

A quel punto ho dovuto comprare anche delle tende bianche e nere, perché se no lui si sarebbe sentito drammaticamente solo. E non voglio vedere musi lunghi in casa mia!
Certo, le tende bianco e nere sono rimaste ben poco, ma almeno ci ho provato. Non è colpa mia, è che sono state subdolamente attaccate da pennarelli e pezzi di stoffa mentre ero distratta.

Oggi Patagnoma, al posto di mettere via un puzzle lo ha infilato pezzo per pezzo sotto al tappeto, come faccio io per le pulizie al volo. Sì, faccio anche certe nefandezze.
La stessa cosa voglio fare di questi miei tristi giorni di ottobre, li voglio coprire con un grande e bel tappeto nuovo. in modo da camminarci e ballarci sopra nei mesi successivi, tanto da ridurli in minuscoli granelli di polvere che dispersi nell’aria voleranno via.
Ecco.