AI CONFINI DELLA REALTÀ: 10.1 BURDA

Io non sono mai riuscita a vedere un film dell’orrore vero e proprio.  E se considerate che ho ancora gli incubi per Twin Peaks, forse potete anche immaginare il perché.
Ma covo da sempre, anche se non si direbbe, un’anima gotica e sono cresciuta a pane e Poe, acqua e Walpole, salame e vampiri.

Il mistero è ciò che guida ancora le mie letture, prevalentemente gialle, e mi incolla a uno schermo.
Da ragazzina impazzivo per “ai confini della realtà”. Mi sono vista tutta la nuova serie, e poi anche la prima, quella ancora in bianco e nero, molto più inquietante.
La cosa che affascinava era che scenari apparentemente assurdi venissero inseriti in contesti incredibilmente banali e possibili.
Pur credendo a cose come le fate, ho sempre però pensato che queste storie fossero frutto di abili sceneggiatori.
Invece mi sbagliavo. Di brutto.

La prova provata la trovate su Burda di Marzo. Se andate a pagina 92 c’è una tipa che mi assomiglia così tanto che sono proprio io.
Io che ho due macchine da cucire rotte probabilmente perché le uso male, io che faccio cuciture deperibili, con date di scadenza ravvicinate, io che taglio storto, cucio sghembo e se mi parlate di precisione faccio addirittura fatica a capire il termine.
La regia di questo imperdibile episodio è di Gaia aka Vendetta Uncinetta (a proposito avete visto che bello il nuovo sito?), la cui vena dark è un filino più percepibile della mia.