OGNI SCUSA È BUONA. CONSEGUENZE DI UN COMPLEANNO

Insomma, anche se nel tuo intimo pensi che sia anche troppo presto, che le candeline potrebbe spegnerle in famiglia e bona lì, la festa per i suoi tre anni gliela organizzi pure.
Ti ritrovi, come pare essere ultimamente un must delle patafeste, la sera prima, ormai quasi notte, a combattere con i cakepops. Questa volta l’impasto (di panettone avanzato da Natale) sembra tenere, ma portandoli fuori ad asciugare è il tavolo a fregarti, e boom, eccoli lì tutti spantegati.
Fragole e marshmallow vengono in tuo soccorso, e il risultato è tale che probabilmente i cakepops non proverai mai più a farli.

Nonostante gli inghippi, grazie anche a Nonnami che contro ogni suo principio si abbassa a decorare torta e muffin con PeppaPig, un buffet riesci anche ad allestirlo.

Ed è il giorno della festa. Una decina di bambini, di mamme e di nonne invadono la Patacasa.

Come sempre ti stupisci di come i bambini tutti insieme facciano meno casino che da soli, e le chiacchiere alleggeriscono la fatica..Patagnoma spegne le sue candeline tra applausi e scarta i suoi regali.

Lei è felice e tu sei felice. Sei felice perché lei è felice ma anche perché con la scusa della festa con tanti bimbi piccoli hai spostato indietro il divano. A questo punto hai spostato la poltrona gialla che ha fatto il gioco dei quattro cantoni e si è scambiata di posto con il tavolino rosa.

Ed eccolo lì, all’improvviso uno spazio vuoto. Nella patacasa è ovvio che vuoto sia un concetto piuttosto discutibile, ma tant’è. Schizzi in balcone e recuperi il salottino in vimini che stava lì a subire le intemperie in attesa di trovare un’improbabile sistemazione.
Non è una bellezza rara, non è un oggetto di desing, ma ce l’aveva in camera Nonnami quando era piccola. È sempre stato anche nella camera di Patamà bambina. Anche in quella di Patamà ragazza. È stato una poltroncina, un divanetto, un divano letto, una capanna e probabilmente qualcos’altro che non ricordo.

Finalmente è tornato in casa, e credo che per un po’ resterà lì, nella sala con i mobili spostati.
D’altronde non è colpa tua, è che hai dovuto organizzare una festa!