MA COME MI VESTI? SPECIALE CAPODANNO

Se non sapete come vestirvi a capodanno un consiglio spassionato a questo punto, a terzo giro di, gioca alla Barbie con la mamma, posso darvelo. Non affidatevi a una bambina di quattro anni.

Perché questa volta, la mia stylist preferita mi ha tradita brutalmente, vestendomi come una strega in un film a basso budget di un canale satellitare per bambini.

vabenecosì

Viola, argento e nero, lunghezze diverse e orli sfrangiati. Del resto ci si potrebbe chiedere come io potessi avere certe cose nel mio armadio, ma, uno, butto via poco, due, la gonna viola la metto solitamente con sotto altre gonne e l’effetto è un pochino diverso.

miarrendo

Ma per amore dei figli si fa anche questo, del resto l’oroscopo dei gemelli del 2016 non è tutto rose e fiori e forse questo è solo l’inizio.

me&yougnoma

Patasgnaffa si è rivelata più abile, ha pure azzeccato i colori, deve avere visto più telefilm a tema.

Il vestito è bellissimo, era addirittura della mia bisnonna, peccato che il pizzo sia andato e pura la cerniera abbia dato forfait un paio di anni fa…devo trovare una brava sarta restauratrice (esistono vero?).

2015

Per fortuna l’ho convita a farmi mettere un golfino perché andare in giro con la cerniera aperta non è dignitoso anche se sei una fotografia.

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Questa sera la passerò con pochi amici in casa, probabilmente in jeans con la mia collana di Natale, ormai un must di queste feste, ma solo perché non posso scegliere tra i due outfit, spezzerei il cuore a una delle mie due figlie….anche se….

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Buon fine anno a tutti voi, e che il prossimo sia meraviglioso, in barba a tutti gli oroscopi, pieno di dolcezze stupore, e piccoli slanci da madre degenere , anche se madre non lo siete, poiché essere madre degenere, in piccole dosi è un attitudine che ti salva la vita.

MA COME MI VESTI, CHRISTMAS EDITION

Col sopraggiungere delle feste non potevamo non cogliere la palla al balzo e rifare il gioco della mamma Barbie.

Del resto loro avevano già i loro bei vestiti di Natale pronti, che per altro hanno già sfoggiato, perché sì, abbiamo già cominciato con i cenoni natalizi, e visto che prima mi lamentavo di averli tutti ravvicinati per quest’anno farò voto di silenzio, o quanto meno sospendo il giudizio.

Certo che con il passare degli anni la tentazione di rannicchiarsi sotto una bella coperta è sempre più forte, ma credo che il freddo faccia molto; proporrei, per un anno, così, per provare di festeggiare il Natale a Ferragosto, secondo me sarei meglio disposta a muovermi.

Comunque, tornando al punto, loro sapevano cosa mettersi, io no, e così, anche senza aver bevuto nient’altro che un caffè e neanche corretto, mi sono messa nelle loro mani.

Anche questa volta sono state di una rapidità sorprendente, e di una sicurezza da lasciare a bocca spalancata. In meno di un quarto d’ora avevo le mie mise pronte e mi avevano anche allestito il set fotografico.

allesimento

Patagnoma ha scelto un certo numero di colori, tanto che persino io sono rimasta un filino sconcertata.

colloaltoLola

Mi ha fatto mettere un abito vintage con i colori di Babbo Natale, delle calze viola perché sono il suo nuovo colore preferito e un maglione fucsia dato che il primo amore non si scorda mai, e mi ha fatto assumere pose improbabili perché il bello del gioco è anche quello.

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Zoccoli argentati Lotta From Stockholm per quel tocco di sfarzo che noi piace tanto.

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Quel tocco di sfarzo che a noi piace tanto ha spadroneggiato nella mise scelta da Patasgnaffa che ha tirato fuori dall’armadio un bolerino di paillettes di mia nonna che adoro tantissimo ma che non riesco a mettere mai perché è troppo pesante in estate e troppo leggero in inverno e sopra non ho mai trovato nulla da metterci.

perme?

Ma lo amo tantissimo…o meglio lo amavo tantissimo fino a ieri quando Patagnoma ha insinuato ci fossero ricamati sopra dei vermi….credo fosse una subdola tattica per farselo regalare….

grazie

Me lo ha abbinato a una gonna blu, e io sciocchina l’ho sempre portato con i pantaloni…ho tutto da imparare a quanto pare.

ioepata

Abbiamo scelto anche i vestiti per capodanno, ma intanto godiamoci questo Natale, magari anche in pigiama, stretti stretti sotto una bella coperta a darci tanti bacini e mangiare pandoro e ravioli in brodo…il mio Natale perfetto.

amorsgnaffo

Buon Natale a tutti voi, come più vi piace ♥

 

LA LETTERINA PER BABBO NATALE (LA MIA)

Posso resistere a tutto tranne che alle provocazioni, soprattutto se vengo provocata a fare qualcosa di ridicolo, di molto ridicolo.

Qualche giorno fa Gaia Segattini ha pubblicato un divertente post in cui elencava 10 modi per rendersi ridicoli a Natale.

Al punto quattro c’erano due povere bambine che una fetente mamma blogger aveva vestito da albero di Natale nell’ovvia disperata ricerca di nuove condivisioni e followers.

Ora io sono una mamma blogger e Natale si avvicina, e non nego che nella letterina che ancora non ho scritto qualche followers in più ce lo metterei pure.

Insieme a La Bag di Justine, perché non ho una borsa capiente decente per quando devo fare la sherpa, e se proprio devo farlo vorrei farlo con stile.la-bag-orchidea-con-logo-giallo-1Vorrei anche la Pearl perché con i bambini un pochino più grandi mi sto abituando a viaggiare più leggera, almeno ogni tanto, e la mia cervicale commossa ringrazia.pearlVorrei la lampada Bambi che si trova da Funky Table, dove c’è anche un Bambi che non si illumina, e anche delle luci da fiesta messicana, insomma non è che saprei bene cosa decidere neanche io.bambiSento un pochino il bisogno di questi pantaloni della Sartoria Vico perché non sono io che li chiedo, ma i miei anfibi con i fiori, vedetevela con loro.vicoHo un bisogno quasi fisico dell’Olimpus-Pen che probabilmente è solo una macchina da blogger fighetta, ma è così bella che le si perdona qualsiasi cosa.olympuspenSono convinta che una Pezza mi farebbe passare lo streptococco più in fretta dell’antibiotico.pezzeE non credo potrei affrontare un 2016 senza una camillosissima agenda, i miei neuroni hanno bisogno di aiuto e organizzazione.camillaOvviamente ho bisogno di un altro paio di zoccoli, davvero, è che non ne ho neanche un paio neri, per la verità non ho proprio delle scarpe nere, bisogna provvedere.swedishasbeensDetto questo, lo ripeto, una manciata di follower in più mi farebbero felice, in fondo sono una blogger fighetta (vedi macchina fotografica) e fetente. E soprattutto posso resistere a tutto tranne che alle provocazioni, soprattuto se sono ridicole….buon Natale!4 Collage1 Collage2 Collage3  Collage12

 

 

UN NATALE LEGGERO COME UNA PIUMA

Ci sono fior fior di studi che provano come la mancanza di sonno possa provocare danni e causare comportamenti anomali. Noi mamme ne sappiamo qualcosa.

Quando mi avevano detto che i bambini non dormivano avevo pensato a un’esagerazione, poi è nato Patasgurzo e non lo ha fatto per tre anni. Dormire è la cosa che io amo fare di più al mondo, e forse non sto neanche esagerando.

Come io mi sia ulteriormente riprodotta è quasi un mistero, soprattutto perché non ho mai vinto “il bambino che dormiva”, Patasgnaffa è stata la più brava ma non è che le darei un premio, le mie notti bianche le ho fatte anche con lei.

Patagnoma ormai dorme abbastanza, ci mette una vita a decidere di farlo, ma poi in linea di massima tira diritta per la sua strada fino al mattino.

Ma se decide di non farlo son cavoli amari, come l’altra notte che si è svegliata per un bicchier d’acqua e si è riaddormentata quasi tre ore dopo.

Ecco, credo che alla carenza di sonno un pochino ci si abitui quando non lo fanno per mesi, per anni. È una tragedia, ma è la tua vita, e in qualche modo devi sopravvivere.

Ma quando hai ripreso a dormire ed è un episodio  sporadico è una tragedia, e il comportamento inconsulto è dietro la porta.

Io per esempio la mattina dopo ho fatto le prove per la mise en place della tavola di Natale. In nessuna condizione di mente normale l’avrei mai fatto, è stata la carenza di sonno.tavolopiumewhitloveForse è per questo che la tavola di Natale quest’anno sarà ricoperta di piume come dopo una battaglia di cuscini? piattopiumabottigliabuonnatalePersino la renna sembra scappata da un circo di Moira Orfei, omaggio quantomeno allo stile estetico dell’eccentrica signora.rennaorfeirennaorfeipart.È che le piume ultimamente mi piacciono sempre di più, ho anche provato a convincere Patapà a farsene tatuare una sul braccio ma non ne ha voluto sapere…plumeLe ho appese anche sul bordo della tovaglia, con la mia nuova migliore amica, la graffettatrice, e le ho legate intorno alla bottiglia dell’acqua.tovagliatotalonetovagliapiattopiumaLe ho ritagliate nella carta da pacco e ricoperte di brillantini, perché è pur sempre Natale.sedia rosaChe sia un giorno lieve come una piuma, che porti gioia e tanto sonno ai piccoli inquieti che affollano le vostre case.

Le bellissime etichette sui piatti sono BlueBells Desing

La renna Zodio

 

 

FALSO TELAIO, ANCORA

E nulla, questi telai che affollano Pinterest stanno diventando la mia ossessione, e lo sapevo, sì lo sapevo quando avevo visto i primi e proprio no, non mi erano piaciuti. Perché è sempre così, gli amori difficili sono quelli che intrigano di più, l’uomo bello piace, ma vuoi mettere il brutto con carattere?

Come tutti gli amori impossibili ancora ci stiamo girando attorno, il nostro diciamo  che è un amore a distanza, perché il telaio ancora non l’ho approcciato. Ne ho comprato uno minuscolo da Tiger ma se lo cincischia svogliatamente Patasgnaffa e non è che mi attiri un granchè.

Non mi piace la sua pratica, ma mi piace il suo risultato, e allora come al solito ci giro attorno. Ne ho fatti ai ferri e adesso ho pensato che, per la miseria, il tessuto non è forse perfetto per realizzare un arazzo?

E così, dopo aver gettato nel cestino un orribile progetto a cui stavo lavorando stranamente da un po’, in mezz’ora ho realizzato una nuova cosa, perché forse per i progetti a lunga distanza io non sono proprio tagliata.

step1

Ho preso quattro cannucce di carta, che continuo a comprare perché sono bellissime, ma diciamocelo, fanno schifo per berci, si sciolgono subito e tutto sa di cartone (parola di Patasgnaffa). Ci ho infilato dentro del fil di ferro e ho formato un quadrato.

step2

Poi ho tagliato delle striscioline di stoffa, piuttosto larghe, ma se avete più pazienza di me potete farle più sottili, verrebbe bellissimo. Ho iniziato a fissare le strisce di stoffa su due lati opposti del quadrato utilizzando una semplicissima graffettatrice. Terminati i primi due lati sono passata agli altri due opposti, questa volta le strisce di stoffa le ho fatte passare alternativamente sopra e sotto le strisce già messe, come nella trama di un tessuto.

falsotelaio

Per eccesso di frivolezza vi ho aggiunto delle frange.

quandovuoicisono

Ci ho messo davvero una mezz’oretta, e nel computo del tempo forse ho calcolato anche il parto dell’idea.

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Le palle delle foto sono le bellissime palle di Natale di Lepalle.it …se non le avete Babbo Natale non arriva!

 

COME SOPRAVVIVERE ALL’ALBERO DI NATALE #DIYWINTERLOOK

Questo è un post che probabilmente da una crafter non vi aspettereste, ma che io sono pressapochista ormai l’avrete pur capito.

Quando sento che c’è chi si immagina già ad Agosto il suo albero di Natale ho dei sudori freddi, e non è il Calippo che qualche bambino mi sta sgocciolando sulla schiena perché il Calippo è un gelato proibito (e quindi desideratississimo, ovvio). Ma  ho anche giramenti di testa quando mi raccontate come sarà il vostro albero a metà Novembre, quando mi dite che sarà tutto declinato nei colori pastello, decorato con palle di Natale esclusivamente home made, o comprate al mercatino natalizio sull’isola di Puri Puri. Che sarà addobbato con i tappi delle bottiglie, i calzini spaiati, gli orecchini vintage della collezione della contessa di Tunonsaichisonoio, con le pigne ricoperte di quinoa che costa più del glitter delle supenova, con le palline dei cinesi, ma solo quelle blu cobalto. Che sarà tutto bianco, bianco, ma un ramo sì e uno no, bianco ma con gli shatush rosa, tutto arcobaleno come Raimbow Dash, che sarà sintetico che lo vedi lontano anche attraverso la finestra, finto ma che sembra più vero del vero. Ricoperto di neve, con le pigne o vero per davvero, che ora di Natale sarà tutto spelacchiato. Ma avrà un bel profumo e se così non sarà brucerete candele e olii essenziali che neanche le streghe in una notte di plenilunio.

Che ci metterete luci bianche, luci colorate, a intermittenza da far venire un attacco a un epilettico o candele vere…no, ecco a candele vere vi fermerei dicendovi, “seriamente parliamone, forse sta cosa che i pompieri son tutti belli potrebbe essere una leggenda metropolitana, sicura di voler provare?” .

E in tutti questi miei giramenti di testa, ve lo assicuro c’è tanta, tanta ammirazione, perché io l’albero di Natale lo faccio sempre uguale. SEMPRE.

E quest’abitudine è determinata da una molteplicità di variabili:

  • quella economica: mi piacerebbe variare ogni anno, ma il costo di una singola pallina è già di per sé fantascientifico.
  • quella sentimentale: è quella che mi piace di più ovviamente, quella che che mi consente di far passare il mio albero per qualcosa di ragionato e non rotolato fuori dal garage: le palline del nostro albero sono sempre le stesse, alcune sono addirittura dell’albero di quando ero piccola io. Ce n’è due tre che persino mi ha regalato Patapà quando era così innamorato da compiere insulsi gesti romantici (non è vero, l’altro giorno mi ha portato dei panini dalla Svizzera, sa ancora commuovermi). Ce ne sono ormai moltissime che sono i lavoretti che i bambini fanno all’asilo. In merito io sono terribile, butto senza pietà, quelli di Natale no, quelli finiscono sull’albero….
  • quella legata alla mia pigrizia. Quella mi frega sempre.

Che poi bastasse pensarlo l’albero, no perché poi va pure fatto, e lì son dolori anche maggiori. Infatti nella mia mente son sempre rose e fiori, stelle di natale e fiocchi di neve. Mi immagino sempre un pomeriggio in cui fuori fa freddo, magari nevica. In casa c’è odore di biscotti e i canti di Natale risuonano nell’aria. I bambini sono eccitati ma collaborativi, l’albero svetta in salotto e piano piano tiriamo fuori una decorazione dopo l’altra, ne raccontiamo la storia e tra un sorriso e una gioiosa carola troviamo la sua collocazione sull’albero.

Un par di balle, mi si permetta. Il più delle volte l’albero finisco per farlo perché uno dei bambini è malato e fare l’albero è un modo come un altro per ammazzare la giornata, fosse pure il 3 di Novembre. Allora vado in garage cerco l’albero che come l’alpino è stato tagliato in cinque pezzi e distribuito in sette punti diversi (tutto è possibile, si chiama Miracolo di Natale). Ovviamente in garage si muore di freddo, non si vede niente ed è tutto sporchissimo. Non si contano i viaggi per cercare le decorazioni, ed è scontato che la scatola in cui sono contenute si romperà spargendo palline per tutto il cortile.

Quando finalmente tutto il materiale, sarà in casa, inizierà il simpatico teatrino di me che monto l’albero di natale. Non è difficile, ma ogni anno sbaglio, ogni anno credo che mi manchi un pezzo, ogni anno torno in garage a cercarlo, ogni anni bastava invertire l’ordine degli addendi, ogni anno nel frattempo c’è il bambino malato di turno che piange.

Ci sarebbe poi il siparietto di me che tento di sbrogliare le luci che si sono attorcigliate come avessero ballato la macarena per un anno intero, di me che mi accorgo che la metà di loro non funziona solo dopo averle montate e di me che non trovo prolunghe, schuko e ciabatte, ma forse è meglio che ve lo risparmio altrimenti andate sul divano a far compagnia al bambino che piange.

Va da sé  che mettere su le palline a questo punto più che un divertimento diventa un supplizio. Il bambino malato probabilmente è entrato in coma, quelli sani hanno chiesto asilo politico e il marito è uscito a comprare le sigarette. Quindi resto io a gettare palline sull’albero alla velocità della luce, cantando Bianco Natale a voce altissima per fare finta di divertirmi.

Quest’anno però ho voluto giocare d’anticipo, e non nel senso che ho fatto l’albero ad Ottobre.

teatime

Ho scelto un giorno in cui le bambine stessero bene, Patasgurzo ho avuto l’accortezza di non prenderlo in considerazione.

 

Ho scelto un giorno in cui ci fosse il sole, in cui non facesse troppo freddo e non troppo caldo, in modo che fare avanti e indietro non fosse una sofferenza.

sgnaffadrink

 

Ho montato l’albero quando le bambine erano a scuola e sì, sono dovuta tornare in garage a cercare il fantomatico pezzo mancante che non mancava, ma tanto avevo tempo.

 

Ho montato in loro assenza anche le lucine, provandole pure!

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Quando sono tornate da scuola ci siamo vestire eleganti, abbiamo fatto una bella merenda natalizia in giardino, cogliendo gli ultimi raggi di sole.

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Avevo fatto il succo di mela caldo con chiodi di garofano e cannella così la casa profumava di Natale, senza aver bruciato i biscotti.

appledrink

Poi finalmente ho dato il cesto delle decorazioni alle bambine che hanno iniziato ad attaccarne una a una, guardandosele prima e chiedendomi da dove arrivassero…proprio come nei miei più sfrenati sogni.

chibencomincia

Certo hanno attaccato quasi solo i loro lavoretti, ma va bene così, sono i più grossi, e riempiono di più. Sì perché dopo una ventina di minuti ovviamente si sono stufate e hanno piantato lì tutto, anzi, Patagnoma mi ha detto che l’albero è perfetto così, che più decorato sarebbe eccessivo.

addobba

Io non sono per niente convita, ma quest’anno ho deciso di prendermela con comodo. Ho lasciato il cesto delle decorazioni sotto l’albero, e ogni tanto passo e ne attacco una.

decora

Forse per Natale avrò finito, questa nuova versione calma e rilassata di me mi piace un sacco, questa tradizione di una decorazione al di potrebbe anche prendere piede….

lasciacosì

I vestiti delle bambine sono tutti Prenatal, io non avevo assolutamente niente di così bello da sfoggiare. Patasgnaffa la pelliccia se la metterebbe anche per dormire, come darle torto e Patagnoma con il suo vestito di sberluccichini argentati è così bella che se non sta attenta appendo pure le all’albero!

Monkey filter

Ogni tanto gira la polemica di turno se sia giusto postare solo immagini belle, se sia corretto raccontare solo aneddoti in cui i bambini sembrino perfetti ( ma quando mai), in cui noi sembriamo sempre felici, con una vita piena e appagata, in cui la nostra casa sia in ordine e perfetta.3littlemonkeysIo credo che queste polemiche servano perlopiù a far girare ulteriormente il proprio traffico, che sia un problema costruito a tavolino, che siano lacrime di coccodrillo. Ma forse sono solo una persona molto cattiva.thedoctorsaidmonkeyPer quel che mi riguarda la mia casa è un bordellame pazzesco, piena com’è di cose e di persone tenerla in ordine davvero sarebbe pressoché impossibile, a meno di non avere del personale di servizio, e punto l’accento sul plurale, o una personalità disturbata.2littlemonkeysQuindi, se sembra in ordine è perché non avete mai aperto un mio armadio, e vi prego di non di farlo mai altrimenti potrei dover allertare la protezione civile, o semplicemente perché quando la fotografo prima la metto in ordine, o cerco di azzeccare l’inquadratura.the doctorsaidmonkeyI bambini…i bambini, sembrano bravi, sembrano bravi perché nelle foto non c’è il sonoro, e soprattutto perché le foto sono un’istantanea.1littlemonkeyNon è che siano dei mostri, sono dei bambini e come tali urlano, litigano, disobbediscono e ci sono dei momenti, anche parecchi, che mi mandano ai matti. Loro urlano, ma io molto di più, per chi non mi conosce, si sappia che so tirare fuori un vocione notevole.mammadoctormonkeyPerché non ne parlo nel blog? Perché non ne ho voglia, questo è uno spazio mio, che mi ritaglio, incollo e dipingo con cose che mi piacciono e rasserenano…e loro i miei bambini in fondo ci sono parecchio no?threelittlemonkeysPerò una cosa ve la voglio raccontare, quest’estate Patagnoma, probabilmente lasciata a briglia sciolta dalla routine dell’asilo era diventata totalmente ingestibile, più tirannica del solito. Eravamo arrivati a fine Agosto tutti veramente provati. Io e i bambini siamo andati a Caorle a fare un’ultima mini vacanza ed è stata una mini tragedia, gli scoppi d’ira della piccola dittatrice ci tenevano in completo scacco, camminavamo letteralmente sulle uova…non eravamo un bello spettacolo, la direttrice dell’albergo, non molto simpatica comunque, ce l’aveva fatto pure notare.theloveofmamaSulla via di casa io ero davvero stremata e sfibrata e avevo davvero bisogno di una megacoccola e così ho fatto un colpo di testa e ho dirottato la macchina verso l’uscita dell’autostrada e ho portato i bambini a regalarmi un vestito da Lazzari… il cambio di programma inaspettato li ha destabilizzati e divertiti, il ritorno all’asilo ha rimesso in carreggiata Patagnoma che rimane con un carattere dominante, ma almeno non ci terrorizza più, io ho un vestito bellissimo, e voi vi siete letti tutto questo post solo per venirlo a sapere.

 

 

LAMPAMONDO

La barzelletta dei carabinieri che per avvitare una lampadina girano l’intera casa è vecchia come il cucco, io però forse sono anche peggio perché ogni volta che devo cambiare una lampadina tendenzialmente cambio anche il lampadario.

E per fortuna che hanno inventato le lampadine a basso consumo.

Ieri sera Patasgurzo laconico mi ha comunicato la dipartita di una sua lampadina, accidenti, non aspettavo l’ora. Avevo da riutilizzare un mappamondo di quelli che si illuminano che avevo smontato perché mi serviva una palla per questo post…ehm sì, succedono anche queste cose, e inoltre mi serviva uno dei due lampadari di carta che erano nella sua stanza. Perché raramente le cose poi vengono buttate, una seconda, terza, quarta vita non la si nega a nessuno.

Per realizzare il nuovo lampadario ho dovuto procedere a un brutale discioglimento della calotta glaciale artica, sentendomi come un cattivo nei film dei super eroi, e la cosa peggiore è che in un certo senso è stato anche stato esaltante (muahahahaha) . Per rendere più credibile la cosa ho tenuto i tacchi mentre ero in piedi sulla scala, perché i super cattivi sono anche super stilosi. Questa ovviamente è stata la parte più difficile di tutta l’operazione.

libreria

E così ora la stanza del fanciullo sembra sempre di più un centro geofisico, piena di mappe e cartine, mentre lui cresce sempre più, tracciando nuovi percorsi, nuovi tracciati che ancora non si sa dove lo porteranno.

mappamondoluce

Anche se di una mappa, un navigatore, in questo periodo avremmo bisogno poiché è venuto il momento di scegliere la scuola superiore. A vederlo scritto mi viene male, del resto mi sono sentita male anche l’altro giorno quando gli ho dovuto prendere i vestiti nel reparto da uomo.

stanza

E così sono cominciati i primi open day, incontri in lande vaste, affascinanti, misteriose e inesplorate, che quasi quasi una mappa me la metto sul letto pure io.

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