LO SCOLLO

Ultimamente sono in fase introspettiva, nel senso che sono proiettata dentro al mio armadio. Ho comprato grucce nuove, tutte colorate ma super sottili per cercare di tenerlo più a posto e continuo a guardare con occhi nuovi cose che già c’erano. Un’ecatombe. E così dopo la camicia, la felpa di Patasgurzo, oggi è venuto il turno di mettere le mani su un golfino che aveva la sola colpa di essere solo blu e il notevole merito di possedere una maglia sufficientemente grande da farci passare in mezzo un uncinetto con dei fili di lana. ingiùSe anche voi avete un golfino che risponde a queste caratteristiche potete arricchire il suo scollo con dei pompon, perché di pompon e tutù non se ne vedono mai abbastanza.materialeAvrete bisogno di alcuni gomitoli di lana colorata, gli avanzi vanno benissimo, un uncinetto, una forbice, un golfino e ovviamente un po’ di pazienza.nappinaCon l’uncinetto inserite in un unica maglia lungo lo scollo un  gruppetto di fili di lana, una quindicina più o meno, dipende dallo spessore del filo, lunghi un quindicina di centimetri, in modo da ottenere un cappio. Poi rigirate le estremità dei fili all’interno del cappio stesso e con pazienza tirate un filo alla volta, ed ecco che avrete ottenuto il primo pompon…non dovete far altro che andare avanti!sole

POLPIMITATION GAME

Parte tutto da un tweet durante Sanremo, ovviamente della mia Guru, che ognuno ha la musa che si merita.

twett

 

Parlava di una giacca, citando una felpa e io a con mia grande sorpresa pur essendo beatamente ignorante di tutto ciò che può essere definito di moda o di tendenza, ne avevo colto i riferimenti.

Merito di una partita di pallone in piazzetta al mare a Natale, non mia ovviamente, di Patasgurzo. Io mi limitavo a passare di lì annoiata in cerca di un raggio di sole, ma la felpa di un amico del mio beneamato figliuolo aveva prepotentemente attratto la mia attenzione, tanto che in una pausa del gioco gli avevo pure chiesto dove l’avesse presa.

Lui mi aveva risposto che era del “signor” Iuter  e poi si era rimesso a correre non ricordo se per inseguire il pallone o per sfuggire a Patasgnaffa che è da anni innamorata di lui e  normalmente lo dimostra rincorrendolo. Abbiamo provato a farle capire che in amore vince chi fugge ma il concetto non sembra ancora far molta presa su di lei.

Ora, Gaia nel tweet dice che è la felpa più copiata della storia e dunque come potevo non copiarla io? In fondo mi era piaciuta tanto tantissimo e in un momento di più rosee finanze la avrei pure comprata…accidenti.

Ho pensato quindi di omaggiare Patasgnaffa con la felpa uguale a quella del suo amore, ed è stata una gran soddisfazione perché pur non assomigliandoci per nulla, ancora mentre la cucivo lei mi ha detto: “ma è la felpa di Dodo!”…son soddisfazioni.

polpojump

polpimitation game

Come l’ho fatta? ho preso una felpa di Patasgurzo, ormai piccola per lui, e pure una sua maglietta. Ho infilato la maglietta sopra la felpa ritagliando il collo perché fosse più larga. Poi ho fissato con dei piccoli punti invisibili le cuciture delle spalle della maglia facendole coincidere con quelle sottostanti della felpa in modo da tenerla ferma. A quel punto ho potuto ritagliare  i tentacoli del polipo che poi purtroppo ho dovuto fissare alla felpa imbastendoli…normalmente l’imbastitura è contro la mia religione.

felpa

felpa+tee

Ho cucito con il punto a zig zag la maglietta fissandola completamente alla felpa a cui avevo tagliato polsi collo e cintura per renderla un pochino più femminile.

polpotee

retropolpo

Infine ho aggiunto dei bottoncini colorati per richiamare le ventose del polipo e poi perché una felpa bicolore….vogliamo scherzare!?

polpoolander

….eh sì, abbiamo visto Zoolander ;-D

 

 

 

LOST IN TRALSLATION

Dove sono finita? l’inverno mi ha inghiottito e sepolto sotto una coltre di neve che non è mai caduta?fiocchiA volte vorrei che fosse successo, un letargo consentito, legalizzato, concesso. Un dormire quieto, un sonno ristoratore che ti culla e ti porta in salvo verso giorni più tranquilli.

Invece sono stati giorni inquieti questi. È una storia un po’ triste che in realtà non riguarda me in prima persona, ma riguarda Patasgnaffa e quindi come dire che non mi riguardi? Come facciamo a proteggere i nostri figli dalla sofferenza se non facendocene carico noi? E poi come possiamo smaltirla?

Patasgnaffa è una bambina incredibilmente solare e aperta al mondo. Parlerebbe anche con i sassi e forse qualche volta lo fa pure. Vive su una nuvola ma non vuole assolutamente starci sola e ci trascina a forza chiunque abbia voglia di seguire il suo sorriso.

Ma con le sue compagne ha sempre avuto un pochino di difficoltà di integrazione, sin dall’asilo, difficoltà che ha sempre cercato di superare o forse di ignorare. Però quest’anno, forse perchè più grande la cosa ha iniziato ad essere più difficile, ha iniziato a farla soffrire e io sono andata a scuola per far presente la cosa, chiedendo anche il supporto della psicologa.

Nei mesi successivi, una compagna in particolare ha cominciato a prenderla di mira, escludendola dai giochi, tirandosi dietro il gruppo,  e aggredendola con parole pesanti, che anche un adulto farebbe fatica a sentirsi dire.

Io ho continuato ad andare a scuola per far presente la cosa, lei ha continuato ad andare a scuola a testa alta, cercando di essere, per quanto possibile, il più fedele possibile alla sua felicità.acchiappailfioccoMa il pomeriggio tornava a casa e piangeva, la sera faticava ad addormentarsi, lei che alla sola parola cuscino, timbrava diretta il biglietto per il cinema Bianchini ( un figlio su tre, mi sia concesso!), e se dormiva poi arrivavano i brutti sogni.

Durante le vacanze di Natale, lontano dalla scuola, è come rinata, una conferma per noi, se ci fosse proprio voluta, che il problema fosse esclusivamente lì. Perchè domande, se hai un minimo di coscienza te le fai, che scaricare il barile di responsabilità su altri è sempre troppo semplice e non voleva essere la nostra strada. Che i bambini iniziano a essere inquieti prima di una volta, lo avevamo già visto con Patasgurzo, e magari tutta questa sofferenza poteva venire anche da altrove.

Però poi la scuola è ricominciata e lei si è di nuovo spenta, per accendersi solo con accenni di irritabilità, e poi è arrivato il giorno in cui è tornata a casa con una lettera scritta in caratteri grossi, rossi, grandi. Parole terribili, tante, una pagina intera, di frasi che nessuna bambina si dovrebbe sentir dire e che nessuna bambina dovrebbe aver bisogno di dire. Che nessun’altra bambina a conoscenza della lettera dovrebbe pensare non siano pericolose o che siano solo un gioco. Ma questo è quello che è successo.

E ancora una volta abbiamo scelto di affidarci per un ultimo tentativo a una scuola che fino ad ora ci aveva ignorato. Perché non lo so, lealtà? Fiducia nelle istituzioni, nella giustizia?Fiducia incondizionata nel genere umano?

Qualsiasi cosa fosse era, non dico sbagliata, ma sicuramente mal riposta e la situazione è stata mal gestita al punto da degenerare.

La cosiddetta goccia che fa traboccare il vaso, quella goccia che ogni tanto ti rimette in bolla e ti fa vedere le cose nella giusta prospettiva. Nel giro di un giorno Patasgnaffa ha cambiato scuola. Niente di drammatico, anzi va in quella più vicino a casa. Più piccola, più colorata, per quel poco che ho visto un luogo dove ai bambini è ancora concesso l’incredibile privilegio di essere tali, perché non sempre è così.mangiare la neveCerto è molto presto per esprimere un giudizio, ma lei, pur non conoscendo nessuno nella nuova scuola, esce cantando tutti i giorni e in due settimane è già un successo.

Non prendete questa conclusione come un’affermazione di estremo egoismo, ma quella che ancora non canta sono io. Sono come prosciugata, ho passato notti senza dormire, giorni senza mangiare. Adesso sono come avvolta dalla bambagia, e veramente, vorrei solo andare in letargo.

Dover affrontare la sofferenza dei propri figli è una cosa terribile, ed è difficilissimo prendere per loro decisioni drastiche, fossero anche indispensabili per il loro benessere.

Quindi sono un po’ scomparsa…ma prima o poi la nebbia si dissolverà.candor

…(finiranno anche le influenze che mi inchiodano al capezzale dei Patasgnaffi che è da Natale che stanno correndo una staffetta virulenta senza perdere un giorno vero????)

 

 

LA CAMICIA È COME IL MAIALE

Se avete fatto a pezzi una povera camicia che non aveva fatto niente di male, se non giacere nell’armadio ed essere grandissima, se ne avete ricavato una gonna, e poi pure dei pantaloni del pigiama, non vi resterà neanche il materiale per fare uno straccetto per la polvere, neanche per i ninnoli quelli piccoli, che il buon senso imporrebbe di buttare.collettoPerò rimarrà lui, integro e glorioso, il colletto. Vorrete mica buttarlo vero? anche perché recuperarlo è la missione umanitaria più semplice a cui potrete mai partecipare, basterà rifinirne i bordi con la forbice a zig zag.ricamoCerto, le più temerarie e ardite di voi potranno anche spingersi fino a una decorazione con ago e perline, ma sono cose che richiedono coraggio e super poteri particolari..o quanto meno buona vista perché io mi sono resa conto che infilare il filo di nylon nella cruna dell’ago ormai per me è un operazione praticamente impossibile. Forse per questo che ci si riproduce, per avere chi ti infila l’ago nel filo quando non vuoi ammettere che forse il tempo delle bifocali sta per arrivare. moi

C’ERA UNA VOLTA UNA CAMICIA

C’era una volta una camicia, poteva essere quella vecchia vecchia del papà, quella rubata al fidanzato, quella presa di soppiatto dall’armadio del figlio che tanto ormai le mangiava in testa, o poteva essere quella comprata apposta più grande al banchetto dei giganti al mercato, perché in casa aveva la tendenza di contornarsi di intellettuali magrolini…non è proprio dato da sapere, le origini della vicenda sono avvolte nelle fredde nebbie invernali.camiciaFatto sta che la povera camicia incontrò delle affilate forbici, pare forgiate con il metallo più prezioso del popolo dei Nogaru, e fu così che perse le maniche e addirittura il colletto.cutmodelloIn suo soccorso però andò una gentile gonna fiorata, che adagiandosi sopra a ciò che rimaneva della camicia ne determinò una nuova forma e indicò la strada per la sua nuova vita…per la quale in fondo bastavano un paio di cuciture e un elastico.redgonnasmileE delle maniche cosa successe, si chiederanno i più attenti di voi. Diventarono le gambe di un buffo pigiama, non proprio bellissimo in verità, ma pare con il potere di accompagnare nel mondo dei sogni, quello più colorato e pacifico di tutto il regno. Dote rara e preziosa, di cui giovani principesse in pericolo, hanno al momento disperatamente bisogno.lungoprimoprimissimo

La coscienza di Tenenbaum

Prima o poi doveva succedere, prima o poi dovevo guardare il famigerato TE TRUE COAST, il video documentario che racconta come vengono prodotti i vestiti fast fashion che ingordamente riempiono i nostri armadi. Avevo rimandato, negli anni avevo glissato sulle etichette made in Orienteland raccontandomi che nel 2000 le fabbriche ovunque fossero sarebbero state comunque umane. Poi la Guru del Conero ha parlato e sapete bene che non posso non ascoltarla e allora ho guardato.

Per fortuna, avendo letto qua e là ero preparata, è stata dura ma fattibile, e certo ha messo molto in discussione nella mia testolina bionda, forse anche troppo. Perché se si fanno così i vestiti si faranno così i tessuti, le tazzine, le sedie che tanto mi piacciono, i miei tappeti di plastica (probabilmente quelli di Madamepot no)…e così via in un circolo infinito che mi vedrebbe bandita dallo shopping per sempre. Che poi forse Patapà sarebbe anche contento.

tenenbaumprofile

Comprare solo consapevole e MadeinItaly non me lo posso permettere. Per le cose che piacciono a me spesso vorrebbe dire un solo capo in tutta la stagione, magari prima o poi ci arriverò, ma non ne sono sicura, i vestiti mi affascinano troppo. Però prometto di tenere d’occhio i saldi.

Posso comprare quasi solo vintage, direi che quella forse è la mia strada.

margot&margot&margot

Per quel che riguarda il resto i mercatini delle pulci sono già una seconda casa per me, devo solo stare più attenta e tenermi lontana il più possibile dai grandi magazzini. Il più possibile credo sia la parola chiave, per quel che mi riguarda, perché conosco i miei limiti, rinunciare del tutto all’Ikea credo potrebbe provocarmi un Ictus. Anche vegetariana sono riuscita ad esserlo per soli due anni.

Però non mangio bambini (solo i miei), e compro solo carne allevata in fattoria qui dietro a casa (le gioie della vita campestre)…tentativi di scelte consapevoli, il più possibile.

È quello che vorrei  fare con i miei vestiti, cominciando anche a tirare fuori dall’armadio della nonna la pelliccia, mai messa perché poco etica. Ma è più etico mettere una pelliccia fatta con bestiole ahimè morte cinquant’anni fa, che la permanenza in un armadio dubito riporterebbero in vita, o comprarne una sintetica nuova fatta in Bangladesh?

Margot&Margot

Però davvero non ho ancora sciolto il bandolo della matassa per quel che riguarda le bambine. Il ritmo con cui cambiano i vestiti, per crescita e disintegrazione (particolare attenzione ai colli che vengono succhiati da tutti e tre i miei figli tristemente bloccati alla fase orale e alle ginocchia…che non vengono succhiate però) e sporcizia (ciao, mi chiamo Gaia e non riesco a stare dietro ai bucati di cinque persone) è talmente elevato che solo il fast fashion per ora risponde a tutte le mie esigenze…ma no, non alla mia coscienza.

DISFACIMENTO

Sono sempre stata un precoce montatrice di alberi di Natale, talvolta anche in serie. Ricordo un anno in cui in un pomeriggio ne montai uno in salotto, uno in camera di Patasgurzo, uno in salotto, uno nell’androne del palazzo e uno nel mio negozio…i tempi in cui ero giovane, cittadina e primipara.

Però sono sempre stata carente nello smontaggio, la Befana col cavolo che si portava via qualcosa, forse solo la voglia di fare, e Gennaio sempre più mi avvolgeva nelle sue fredde spire letargiche.

Quest’anno non avevo piani molto diversi, a parte quelli che prevedevano languide occhiate al piumone, anzi pensavo di svestire l’albero e per lui, se l’accidia non mi avesse uccisa, avevo dei diabolici piani di mantenimento…che probabilmente non si sarebbero mai avverati.

Ma due, dico due membri della famiglia sta volta si sono messi di traverso, richiamandomi alle mie responsabilità: “tu lo hai fatto, tu lo disfi”.

E infatti si è trattato di una missione tristemente solitaria, in una grigissima mattina, in una casa insolitamente silenziosa.

Patapà ha una sua bislacca teoria sul fatto che l’albero interferisca con il suo impianto stereo, una sorta di invidia per lucine intermittenti.

Ovviamente, una teoria del complotto e della cospirazione non sarebbero mai state sufficienti a farmi alzare dal divano e liberarmi del verde inquilino.vuotoMa anche quella bassa bassa ha decretato fossero finiti i giorni dell’albero, ieri, appena aperta la calza della Befana. davantiPerché in un mondo ordinato e pieno di certezze, quale dovrebbe essere quello in cui vivono i bambini, è così che dovrebbe succedere, e se c’è un detto che recita “l’epifania tutte le feste si porta via”, all’epifania, qualsiasi cosa essa sia, per la miseria, le feste pouf, all’istante dovrebbero sparire. Senza indugio. Come quando io il giorno dopo aver compiuto sei anni mi svegliai pronta per andare a scuola, prontissima…peccato fosse metà Giugno.versoE così quando questa mattina, con la nebbia fredda impigliata nelle ruote della macchina l’ho portata all’asilo dopo tanti giorni, e lei, la testolina china sotto il suo berretto bianco, il cappotto rosa forse ancora troppo grande, stringendomi forte la mano mi ha sussurrato “sì mamma, ma io ti voglio”, non ho potuto far altro che dirle che dovevo andare a casa per fare una cosa importantissima, e che poi sarebbe stata fiera di me.viaBeh, devo dire che lo è stata, e io ora gongolo.

MA COME MI VESTI? SPECIALE CAPODANNO

Se non sapete come vestirvi a capodanno un consiglio spassionato a questo punto, a terzo giro di, gioca alla Barbie con la mamma, posso darvelo. Non affidatevi a una bambina di quattro anni.

Perché questa volta, la mia stylist preferita mi ha tradita brutalmente, vestendomi come una strega in un film a basso budget di un canale satellitare per bambini.

vabenecosì

Viola, argento e nero, lunghezze diverse e orli sfrangiati. Del resto ci si potrebbe chiedere come io potessi avere certe cose nel mio armadio, ma, uno, butto via poco, due, la gonna viola la metto solitamente con sotto altre gonne e l’effetto è un pochino diverso.

miarrendo

Ma per amore dei figli si fa anche questo, del resto l’oroscopo dei gemelli del 2016 non è tutto rose e fiori e forse questo è solo l’inizio.

me&yougnoma

Patasgnaffa si è rivelata più abile, ha pure azzeccato i colori, deve avere visto più telefilm a tema.

Il vestito è bellissimo, era addirittura della mia bisnonna, peccato che il pizzo sia andato e pura la cerniera abbia dato forfait un paio di anni fa…devo trovare una brava sarta restauratrice (esistono vero?).

2015

Per fortuna l’ho convita a farmi mettere un golfino perché andare in giro con la cerniera aperta non è dignitoso anche se sei una fotografia.

ioetesgnaffa

Questa sera la passerò con pochi amici in casa, probabilmente in jeans con la mia collana di Natale, ormai un must di queste feste, ma solo perché non posso scegliere tra i due outfit, spezzerei il cuore a una delle mie due figlie….anche se….

me&yousgnaffa

Buon fine anno a tutti voi, e che il prossimo sia meraviglioso, in barba a tutti gli oroscopi, pieno di dolcezze stupore, e piccoli slanci da madre degenere , anche se madre non lo siete, poiché essere madre degenere, in piccole dosi è un attitudine che ti salva la vita.

MA COME MI VESTI, CHRISTMAS EDITION

Col sopraggiungere delle feste non potevamo non cogliere la palla al balzo e rifare il gioco della mamma Barbie.

Del resto loro avevano già i loro bei vestiti di Natale pronti, che per altro hanno già sfoggiato, perché sì, abbiamo già cominciato con i cenoni natalizi, e visto che prima mi lamentavo di averli tutti ravvicinati per quest’anno farò voto di silenzio, o quanto meno sospendo il giudizio.

Certo che con il passare degli anni la tentazione di rannicchiarsi sotto una bella coperta è sempre più forte, ma credo che il freddo faccia molto; proporrei, per un anno, così, per provare di festeggiare il Natale a Ferragosto, secondo me sarei meglio disposta a muovermi.

Comunque, tornando al punto, loro sapevano cosa mettersi, io no, e così, anche senza aver bevuto nient’altro che un caffè e neanche corretto, mi sono messa nelle loro mani.

Anche questa volta sono state di una rapidità sorprendente, e di una sicurezza da lasciare a bocca spalancata. In meno di un quarto d’ora avevo le mie mise pronte e mi avevano anche allestito il set fotografico.

allesimento

Patagnoma ha scelto un certo numero di colori, tanto che persino io sono rimasta un filino sconcertata.

colloaltoLola

Mi ha fatto mettere un abito vintage con i colori di Babbo Natale, delle calze viola perché sono il suo nuovo colore preferito e un maglione fucsia dato che il primo amore non si scorda mai, e mi ha fatto assumere pose improbabili perché il bello del gioco è anche quello.

posesceme

Zoccoli argentati Lotta From Stockholm per quel tocco di sfarzo che noi piace tanto.

ioelola

Quel tocco di sfarzo che a noi piace tanto ha spadroneggiato nella mise scelta da Patasgnaffa che ha tirato fuori dall’armadio un bolerino di paillettes di mia nonna che adoro tantissimo ma che non riesco a mettere mai perché è troppo pesante in estate e troppo leggero in inverno e sopra non ho mai trovato nulla da metterci.

perme?

Ma lo amo tantissimo…o meglio lo amavo tantissimo fino a ieri quando Patagnoma ha insinuato ci fossero ricamati sopra dei vermi….credo fosse una subdola tattica per farselo regalare….

grazie

Me lo ha abbinato a una gonna blu, e io sciocchina l’ho sempre portato con i pantaloni…ho tutto da imparare a quanto pare.

ioepata

Abbiamo scelto anche i vestiti per capodanno, ma intanto godiamoci questo Natale, magari anche in pigiama, stretti stretti sotto una bella coperta a darci tanti bacini e mangiare pandoro e ravioli in brodo…il mio Natale perfetto.

amorsgnaffo

Buon Natale a tutti voi, come più vi piace ♥