Questa settimana i Patasgnaffi hanno fatto, come l’anno scorso, un campus di inglese.
Il mio campus preferito perchè l’unico che non batte ciglio e mi prende sia la marmocchia dell’asilo che il giovanotto delle elementari…Il fatto che di inglese non facciano quasi nulla, di fronte a tale disponibilità, passa nettamente in secondo piano…e chissà se l’anno prossimo mi prendono anche il piccolo koala!
L’anno scorso si teneva in una fattoria incantata in un bosco della Val Cuvia e io mi sobbarcavo volentieri il tragittone. Quest’anno anche volendo non sarei riuscita a passare tre ore al giorno in macchina, ho come il sospetto che Patagnoma non avrebbe punto gradito! E voilà, magia magia, hanno spostato il campus dietro a casa nostra! Certo il posto è meno incantato, un po’ puzzolente e infestato da insetti molesti, ma i bambini si abituano a tutto.
Come l’anno scorso ai Patasgnaffi è piaciuto molto, anche a Patasgurzo che è sempre reticente quando il programma non prevede di rincorrere senza sosta una palla. Invece a sorpresa si è divertito, non solo a fare gli innumerevoli e creativi lavoretti (fatti davvero dai bambini e non dalle maestre come accade, ahimè, a scuola e all’asilo) ma anche a occuparsi di caprette, a fare escursioni nel bosco e addirittura a montare un pony (la diffidenza del giovine verso gli animali tutti è per me fonte di continuo stupore e perplessità).
La sera ritornavano stanchissimi ma allegri e soprattutto luridi. Vedere su di loro la tangibile traccia di cibo, terra e colore ha riempito ogni sera la vasca da bagno di acqua, la lavatrice di vestiti e il cuore di Patamà di gioia.