Quando ero piccola a San Valentino Nonnami mi regalava sempre dei cioccolatini e Nonnolu mi dava dei baci di barba bagnata.
A otto anni poi ho vissuto il San Valentino perfetto.
Immaginatelo con me.
Venezia, con gondole e canali. Arriva Nonnolu con una rosa rossa. E a ruota arriva anche lui; Marco, occhi azzurri, biondo, otto anni. Con un altra rosa rossa.
E già cosi un San Valentino praticamente perfetto, ma poi la sera io e lui. In pizzeria. Da soli. L’aranciata al posto del vino.
È ovvio che quel giorno si è colmato il vaso dei miei San Valentino romantici. Da allora sono stata o sola e arrabbiata o con Patapà.
Patapà sta a San Valentino come il Grinch al Natale. In realtà sta al romanticismo come il Grinch al Natale, ma a San Valentino può usare anche la scusa di non voler dar seguito a una festa fasulla nata per vendere rose e cioccolatini.
E io me ne sono fatta anche una ragione, anzi, se interpellata storco il naso e dico che è una festa fasulla fatta solo per vendere fiori e cioccolatini.
Ma quest’anno una bionda creatura saltellante è venuta ad annunciarci l’imminenza della festa degli innamorati e la storia che è stata inventata per vendere rose e cioccolatini le ha tolto, anche se per poco, il sorriso dal suo faccino.
E così io oggi ho riempito la casa di cuori, perché i sorrisi dei miei amori sono il motore delle mie giornate…e perché avevo questi sottopasticcini a forma di cuore…


