LETTERE E PROFEZIE

Io non amo stare con le mani in mano. In questi giorni bloccata dal torcicollo, con la luce e il cielo blu che si burlano di me, sono parecchio nervosa.
Ma in fondo non è colpa mia, è colpa di NonnaMi, è sempre colpa delle mamme.
Da quando sono nata l’ho sempre vista fare qualcosa, passando dall’affrescare i muri, fino ad arrivare a creare bonsai (più o meno).
Quando cominciava a fare una cosa, continuava per un certo periodo. C’è stato il periodo dei fiori secchi, quello degli acquerelli, quello delle gonne a palloncino, quello dei gioielli di cera….e anche quello dei piatti dipinti.
Funghi, mi sembra case, e lettere che ricopiava dai libri tipografici di mio nonno.
Quell’anno a natale sono stati regalati piatti, ne sono sicura. In casa nostra apparvero i funghi, una strega ed un fantasma, e le nostre iniziali.
La casa poi cambiò, e solo le iniziali furono riappese, sulla porta della cucina. Ma poi altri piatti, numerosi e preziosi fiorirono sul muro e i piatti con le iniziali furono messi in un armadio.
Quando poi ci trasferimmo noi, tutta la casa fu svuotata, per poterla curare. Molte cose furono buttate via, ma i piatti no, loro vennero rimessi in fondo all’armadio.
Ogni tanto li guardavo, ma poi non sapevo dove metterli.
Poi mi sono ritrovata con un ingresso, che aveva n muro oscenamente nudo, almeno per i miei gusti.
Il pensiero è corso ai piatti in fondo all’armadio, e dopo un attimo di esitazione sono stati appesi…dei piatti in ingresso sembravano bizzarri persino a me.
Ma poi quando li ho visti appesi improvvisamente ho capito. Le lettere si sono composte e un sorriso ha incurvato le mie labbra.
L come Luigi, M come Milena, G come Gaia.
Ma anche L come Luca, Lapo e Lola, M come Maia, G sempre come Gaia.
Eccole lì le mie lettere, le lettere del mio destino,  colto appieno solo quando le ho viste appese sul muro, memoria passata, presente e futura.

O porca miseria, ora sapete i nostri veri nomi…e adesso?