Mercoledì scorso un certo nervosismo serpeggiava nella Patacasa. Patapà era in partenza e Patagnoma affrontava la sua prima febbre. Sguardo vacuo, ore abbandonata al sonno…per Patamà un’aliena, abituata a malati irrequieti, insonni e appiccicosi.
Forse il nervosismo strisciante, forse una pancia che è molto più saggia della testa, ma in serata Patamà decide di portare la piccola a farsi un giretto in pronto soccorso.
Lascia luci accese in casa, gatti affamati e parcheggia i più grandi da nonnaMi. Pregusta una serata, con Patagnoma stroncata dal sonno, stravaccata sul divano dopo rassicuranti parole della pediatra.
E invece le rassicurazioni non arrivano, gli esami sono sballati e scatta il ricovero.
Pediatria è un grande reparto di ben tre stanze posto alla fine del corridoio di ostetricia. Stessi letti, stessi suoni, stesso personale.
Dopo meno di otto mesi Patamà e Patagnoma ripassano da dove sono partite. Ancora una volta loro due sole.
Patamà impreca per il sonno interrotto e per le notti che sono uguali ai giorni. Ma rincontra anche persone che le sono state accanto in momenti della vita che sono indimenticabili. Anche quelle che troppo simpatiche non sono state e non sono ancora.
E in un certo senso è stato anche bello