FESTA A TRE

Oggi eravamo invitati alla festa di due fratelli nati a tre giorni e tre anni di distanza. Per loro Patamà aveva lavorato di fretta e furia i Ranelli e alle tre del pomeriggio la Patafamiglia era quasi pronta per partire.
Ma Patasgnaffa rognava da un po’, e in effetti proprio fresca non era…così Patapà si è sacrificato ed è rimasto a casa con lei.
All’avventura sono partiti Patamà, Patasgurzo e Patagnoma.
E’ stato bello per Patamà passare un pomeriggio con il suo ometto che ormai le arriva quasi al naso.
Alla festa non conosceva praticamente nessuno, tranne la mamma dei ranocchietti ovviamente (quest’amica merita una parentesi. E’ nata il giorno dopo Patamà nello stesso ospedale, si sono ritrovate insieme all’asilo, alle elementari, alle medie e al liceo…sempre nella stessa classe.).
E così Patasgurzo ha chiaccherato con lei mentre Patagnoma guardava affascinata la masnada di bambini urlando e sbattendo le braccia come a voler prendere il volo.
A un certo punto dalla borsa di Patamà è uscito il Nintendo, ma da un bambino di nove anni in una festa in cui il più grande ne aveva quattro, non si può pretendere di più. E così Patamà ha chiacchierato con l’unica altra mamma che conosceva, arrivata in ritardo. In ritardo giustificato perchè aveva partorito la sua seconda bimba da sole due settimane….sul tappeto del salotto!
Poi i tre sono risaliti in macchina, Patagnoma è schiantata in un sonno profondo e anche Patasgurzo si è ammutolito con la testa appoggiata al finestrino. E mentre il sole moriva tingendo di rosa lunghe nuvole grigie, Zazà ha costeggiato tre laghi ed è arrivata a casa con il suo prezioso carico.

IL RANELLO

Dopo aver seminato Gufelli sulla testa di buona parte della famiglia, zii e cugine compresi (prima o poi riuscirò a fare una foto di gruppo a tutta la patafamiglia con Gufello….prima o poi riuscirò a fare una foto di gruppo a tutta la patafamiglia, punto) è nato il Ranello per una mia amica che colleziona….mah, chi lo sa?
Adesso devo farne un altro perchè la donzella tiene due pargoli, entro sabato e con la mastite.
Quando si dice missione impossibile!

PATAYOGA

Quest’estate Patamà è stata viziata.
Nel mese passato in campagna da Nonnoro, due volte a settimana veniva Mariagrazia e le donne di casa, appena alzate la mattina si riunivano nel fienile per fare yoga.
Patamà a volte riusciva a far tutta la lezione, a volte no, ma se ne stava a guardare con Patagnoma attaccata alla tetta e si rilassava comunque un sacco.
Patasgnaffa faceva veloci incursioni ma veniva gentilmente allontanata per eccessiva produzione di rumori molesti.
Patasgurzo si è degnato di comparire solo l’ultimo giorno, ma si è incredibilmente scatenato in una danza per poi perdersi nella contemplazione di una fiammella.
Patagnoma assisteva pacifica su un cuscinone rosso, mangiucchiando o facendosi cullare da Mariagrazia.
Comunque sempre attenta, con quella serietà e saggezza che sanno avere solo i bebè o i vecchi.
Finita l’estate il corso di yoga più vicino a casa era impraticabile come orari da Patamà, e quello per bambini è stato dimenticato.
Patamà si era ripromessa di fare il saluto al sole almeno una volta al giorno….ma l’avrà fatto un paio di volte….in sei mesi!
Però ogni tanto i Patasgnaffi tirano fuori un poster con un po’ di asana e le riproducono in modo incasinato e chiassoso….non si farà yoga, ma Patayoga si!

ROSSO D’AUTUNNO

La rabbia non è esattamente estranea a queste mura.
Ha dominato i due anni di Patasgurzo, un classico lo so….ma non scherzo dicendo che la rabbia lo dominava. Lui non provava rabbia, la subiva. Lei arrivava e come un fiume di lava incandescente si portava via ogni  suo controllo. Erano capricci magistrali, urla e movimenti scomposti. Nulla lo calmava. Non valeva il contenimento, l’emulazione, la calma, l’indifferenza….si poteva solo stare a guardare, stando attenti che non si facesse male, aspettando che si calmasse da solo, che, letteralmente, tornasse in se.
Fortunatamente con i tre anni questi fiumi di lava rabbiosa si sono seccati. Un problema con il controllo persiste, salta fuori con il dolore fisico. Anche se minimo si manifesta come se fosse estremo e finale. La nostra risposta è decisa e apparentemente spietata, ma è l’unica che un pò funziona.
Patasgnaffa ha avuto anche lei i suoi due anni (incredibile no?). Ci ha allietato anch’essa con i suoi capricci. Ma erano meno e sicuramente di minore intensità. Anche in quel caso poi, la sua vena istrionica la faceva da padrona. Perfettamente controllando le sue emozioni, al contrario del fratello, ti guardava prima dopo e soprattutto durante per vedere (neanche tanto di nascosto) l’effetto che faceva.
Ci sono stati poi anni di relativa calma.
Ma adesso la rabbia è tornata. Più silente, più controllata, ma è la novità dell’autunno.
Patasgnaffa ha cominciato per prima. La sera spesso veniva presa da un nervosismo che lei stessa diceva di non saper spiegare. Faceva la sua faccia satanica, grattava con le mani l’aria e sussurrava con le mascelle serrate di voler spaccare tutto.
L’ho dotata di una vecchia rivista e lei per qualche sera l’ha rabbiosamente stracciata andandosene poi tranquillamente a letto.
La rabbia serale sembra affievolita adesso. Rimane una rabbia frustrata che scoppia quando non riesce a fare qualcosa. Ma ancora una volta questa bambina mostra un controllo e una consapevolezza incredibili e ti viene a dire che è arrabbiata così tanto che avrebbe voglia di mordere questo sentimento che per lei è concreto e palpabile. Allora la rabbia diventa una pizza, rossa e fumante che lei deve mangiare a grandi morsi…anche questo funziona.
Anche Patasgurzo ha i suoi momenti d’ira. Per la prima volta nella sua carriera scolastica, non ha voglia di fare i compiti. E quando gli tocca, e gli tocca, scaglia quaderni, sbatte sedie, mi guarda e dice : “vorrei fare come Patasgnaffa, vorrei rompere tutto”. Per lui vale di più il time-out. Si distende sul letto e dopo un pò gli passa.
Non so esattamente  perchè siano tutti e due così arrabbiati. Probabilmente iniziano a realizzare che sono davvero in tre, e che le esigenze di tutti vanno limate e fatti combaciare come in un puzzle. E per questo ci vuole un’amorevole pazienza, tanta amorevole pazienza!
Ma va bene così, meglio che si arrabbino così che con la sorellina….e sì perchè c’è anche lei, che in questo momento sta urlando, arrabbiata da morire, perchè non vuole addormentarsi. Ma da quella rabbia a quanto pare tutti i miei figli ci devono passare….chissà perchè, io adoro dormire!
Questa pagina partecipa al blogstorming

TÊTE À TÊTE

Una delle domande più frequenti che mi vengono fatte da quando è nata Patagnoma è : ” ma com’è averne tre?”. La mia risposta è sempre la stessa….” pensavo peggio, va tutto bene.”
Ed è assolutamente così, mi sento proprio bene, completa, a mio agio e felice nella mia famiglia sempre più simile a una tribù! I bambini sono tutti fantastici, i grandi controllano e rilasciano a piccole dosi le loro grandi e giustificate gelosie, la piccola ci regala sorrisi e inconcepibile quiete.
Però adesso è arrivato, non so se perché sono passati cinque mesi o perché sono stata un pò sola con loro. È arrivato il peso del loro numero: tre. Tre contro due, quando c’è Patapà, e, grazie al cielo e grazie a lui, c’è tantissimo. Tre contro uno quando sono sola o quando semplicemente, anche in una folla, vogliono la mamma. E la mia vita è un continuo accudimento, finisco con uno e comincio con l’altro….faccio la pipì e ricomincio con il, la bisognosa di turno. Ma mi piace, non è di questo che mi lamento….va be’ ogni tanto anche di questo….di solito quando non riesco a fare neanche la pipì (e si sa che in certi frangenti le donne  poi sono scontrose…)! Sono terrorizzata di non riuscire a dare abbastanza a tutti e tre. Saranno paranoie da figlia unica, non lo so, è che sempre più spesso sogno dei tête à tête…
Sogno di partire con Patasgurzo per una grande città, dove soffermarci con un taccuino davanti a un quadro, sdraiarci in un parco a leggere un libro, provare un nuovo ristorante, stravaccarci in una bella camera d’albergo e perché no, cercare la maglietta di calcio della squadra locale.
Sogno di prendere Patasgnaffa e rinchiuderci in una casetta tutta rosa, fare torte, lunghi bagni pieni di schiuma, pastrocchiare con carta, colori, forbici e colla, travestirci da fate, principesse e spose, pettinare le bambole e pettinare la mia bambola.
Sogno di trovare una stanza piena di colori e di cuscini su cui stendermi con Patagnoma, guardare le sue coscette scalciare, baciarle la punta del mento per sentirla ridere, ridere di gola, di pancia e di occhi. Guardare i suoi occhi che ancora non hanno deciso di che colore essere e restare lì fino all’infinito e basta( per parafrasare Patasgnaffa).
Poi mi sveglio e ricomincio a correre cercando di regalare ad ognuno un piccolo pezzetto di sogno, trattenendomi a stento da chiedere loro ” ma ti basto, ma faccio abbastanza?”….nel dubbio prendo un libro e vado a sdraiarmi in piscina…. Magari!!!!

DI POCHE PAROLE:VITA DA MARE

Svegliarsi e coccolarsi è un piacevole obbligo,

Poi con molta calma ci si reca in spiaggia…alla spicciolata e Patagnoma è sempre l’ultima…pigra che non è altro!

Si ritorna a casa e i Patasgnaffi svolgono la bassa manovalanza

dopo pranzo c’è chi dorme, chi fa i compiti e chi si dedica al suo”lavoratorio”

A questo punto urgono nuove coccole, e viene chiamato anche Patapà…

Un bagnetto in compagnia, sperando che Patagnoma non arricchisca l’acqua con elementi interessanti….

Si progetta la serata….la giornata non è mica finita, aperitivo da amici…e che vista!

Cena al ristorante, con tavolo rigorosamente under 10…per la gioia di tutti…tranne che del cameriere e dei vicini!

E perchè poi farsi mancare la discoteca….già perchè!?

Finalmente a casa…un libro nell’acquario e buonanotte a tutti!

UN MESE

La maestra ieri ha detto che Patasgurzo era distratto, che aveva la testa da un’altra parte, che era anche un po’ agitato.
Verso la fine della mattina, impaziente ha chiesto se fosse passato mezzogiorno. La risposta affermativa gli ha illuminato il volto, e non perché la scuola volgesse ormai al termine, ma perché la nuova sorellina compiva un mese…
Mi sai dire Patagnoma dove mai potrai trovare un fratello più innamorato?
Innamorato di te ogni giorno di piu’.
Di te che sei la sua copia, ma che lo sei anche di Patasgnaffa.
Di te che fai le facce buffe e dei versi non umani.
Di te che ogni nuovo giorno sei più sveglia, che inizi a guardarti intorno, che inizi a guardare noi e forse a chiederti dove sei finita!
Innamorato di te, innamorati di te tutti noi, trenta volte di più rispetto a un mese fa, e chissà cosa succederà quando ti deciderai a sorriderci davvero!