#PATARIVOLUZIONE: NUOVO BLOG

Oggi apro un nuovo capitolo della #patarivoluzione, uno più virtuale, ma che comunque un po’ di sbattimento e nervosismo l’ha provocato.

Certo, qualcuno potrebbe anche puntualizzare che non ho ancora finito di farvi vedere la #patarivoluzione di…hem….settembre, me ne assumo tutta la responsabilità e la colpa, anche se preferirei condividerla chessò, con le cavallette. È che ho temporeggiato, aspettando di finire davvero tutto, e così mi sono giocata la possibilità di fotografare delle stanze per bambini, in cui i bambini non fossero ancora entrati. L’altra volta avevo fatto così, ma se non si impara dagli errori, forse non si impara neanche dalle cose ben fatte. Non si impara, punto, ma altrimenti forse la vita sarebbe più noiosa…diciamo così.

Voi abbiate fiducia in un giorno di pulizie profonde e di sole, direi quindi nelle pulizie di primavera (il fatto che non le abbia mai fatte è irrilevante). Nel frattempo, benvenuti nella mia nuova casa ♥ (dove posso aggiungere anche i cuoricini)

divano

Il ritratto di famiglia ce lo ha fatto NonnaMi. E io oltre a grazie, dico che è stata davvero bravissima.

AGGETTIVAMENTE BLOGGER

In questo mese ho letto almeno due post in cui blogger di professione raccontavano come fosse il loro lavoro. Non che dubitassi del fatto che fosse un lavoro a tempo pieno, ma è comunque stato istruttivo. Perché è evidente che io non sono una blogger, e il fatto che non guadagni una mazza non è assolutamente il dato più rilevante.
Non faccio la blogger per lavoro, diciamo però che “blogger” mi definisce come aggettivo. Tipo: sono bionda, impaziente, permalosa e blogger.
Perché ho un blog, e questo è lapalissiano.

Perché quando mi alzo la mattina controllo subito i social, come i fumatori che si fanno la prima sigaretta ancora sotto le lenzuola

Perché perseguito la mia famiglia raccontandone i fatti privati e puntandole addosso un obbiettivo ogni due per tre.

Perché punto l’obbiettivo verso ogni cosa che mi piace, instancabilmente, e da qui traggo altra ispirazione.

Perché amo i dettagli, vi sommergo le mura domestiche e mi soffermo a sognare su quelli che gli altri seminano nel mondo.

Perché guardo una casa da fuori e finisco per immaginarla dentro. Perché arredo anche le chiese che visito e metterei mani in ogni luogo in cui entro. Anche nei baracchini sulla spiaggia per esempio.
E a proposito di spiaggia, sono pienamente felice soprattutto se c’è wi-fi (che roba brutta eh?).

Perché anche facendo la spesa compro solo cose belle (non è vero! purtroppo), e fotografo la tavola dopo averla apparecchiata.

Perché compro lana colorata e sono felice.

clicklink

Perché scelgo stoffe così belle che talvolta non oso usarle.

clicklink

Perché la casa si popola di strane creature.

clicklink

Perché un rotolo della carta igienica in fondo è qualcosa di più.

Perché un tavolo non sempre è solo un tavolo.

Perché la colla e le caramelle possono anche andare d’accordo.

Perché tra i miei migliori amici ci sono il pennello e la carta vetrata, e raramente un mobile resta com’era.

Perché mi incanto davanti alla carta e con lei ricoprirei tutto, anche mia mamma (attenta!).

Perché spostare i mobili mi dà la carica…così tanto che sposto anche le stanze.

Perché dei piccoli rotoli di scotch mi fanno sorridere.

Perché per un compleanno ci metto più tempo a preparare la festa che a viverla davvero, ma penso anche sia questo il bello (non solo eh?).

Perché anche la Barbie ha i mobili dell’Ikea.

Perché ogni tanto qui sembra di essere su un set fotografico.

Perché cerco di fare tutto, anche se non sono capace, come ricamare.

Perché carnevale piace più a me che ai miei figli.

Perché amo sfogliare le riviste belle.

Perché mi perdo tra le stanze di Pinterst.

Perché porto scarpe che possono essere definite con un hastag e spesso me le fotografo.

Perché ho più di due pezzi Bräkig in casa.

Perché ho molti vestiti a righe.

Perché ho scritto questo papiropost e non ho dovuto fare neanche una foto, mi è bastato saccheggiare il mio profilo Instagram (seguimi, o tutti i tuoi scatti verranno sottoesposti!)

Perché sento il bisogno di condividere il bello di cui mi circondo, il bello che mi capita, ma anche i momenti più difficili, perché mi dà conforto.

Soprattutto questo, questo desiderio di condividere, di scrivere, che se avessi una tastiera collegata nel cervello scriverei molti più post.

Quindi sono bionda, impaziente, permalosa e blogger.

Se anche tu potresti scrivere sulla tua carta di identità “blogger” se non sotto la voce professione, in una voce sospesa tra l’altezza e il colore degli occhi, magari potresti anche aggiungerci CF style…guarda un po’ qui!