UNA NOTTE D’AMORE

L’altra notte passi lievi sulla scala e un sussurro ” mamma sto male”, mi hanno svegliata.
Ho seguito un sottile bambino biondo e l’ho accompagnato lungo due ore di straziante mal di pancia. Tra lenzuola stropicciate, piastrelle del bagno. Tra catini e tazze. Tra boule e canarini.
Patasgurzo è sempre stato il re della sceneggiata quando stava male. Non si è mai risparmiato nel manifestare, non dico il dolore, ma anche il più lieve malessere con urla e strepiti. Anche questa volta ha pianto, ma perchè io l’ho incoraggiato a farlo. Anche questa volta si è buttato per terra dicendo “oh mamma muoio, non ce la posso fare”, ma poi si è fatto coraggio e ha anche trovato un sorriso.
Si è poi lasciato tenere tra le braccia e cullare. Si è fatto raccontare barzellette ma anche cantare la sua ninnananna.
E se una parte di me si è straziata come ogni volta che il dolore dei miei figli mi lascia svuotata, attonita, impotente e infelice, una parte di me si è goduta questa meravigliosa creatura che ha abbandonato tra le mie braccia il bambino che è svelandomi un poco dell’uomo che sarà.
Fortunatamente, come avevo promesso, in un paio d’ore il peggio è passato e una calmo respiro di sonno è di nuovo sceso in casa.
La mattina, con un irrilevante ritardo, il mio amore mi ha anche omaggiata del biglietto dimenticato per la festa della mamma:
“Mamma sei come un velo perchè hai le braccia morbide;
mamma sei come un ‘aquila che cerca la preda perchè corri di qua e di là per noi;
mamma hai i capelli  come il grano dorato perchè li hai folti e biondi;
mamma hai gli occhi come perle perchè sono verdi come smeraldo;
mamma la tua bellezza mi rimarrà sempre impressa.”
…il più bell’epilogo di una notte d’amore.