LACRIME LETTERARIE

A Natale insieme a doni vari, piccolo e timido è arrivato anche un sottile libretto.
Qualche giorno dopo distrattamente l’ho preso in mano e ho incominciato a sfogliarlo…per fortuna ero sola.
Nella prima pagina una mamma bacia le ditina del suo bebè, contandole una ad una. Anche io l’ho fatto. Quelle mani dalle lunghe dita, un po’ arrossate e con le unghie sottili ed imperfette.
E poi pagina dopo pagina, il bebè che è una bambina cresce. Vede la neve per la prima volta, cammina, dà la mano alla mamma. I capelli si allungano e così le gambe. E si allunga la distanza tra quelle dieci perfette dita dalla mano della mamma, che diventa anche nonna.
E poi alla fine è solo un ricordo e una foto sul davanzale.
E niente, ho pianto, ma in fondo al Natale ci arrivo sempre un po’ stressata.
Ieri mi sono fatta coraggio e l’ho letto a Patasgnaffa, ma anche questa volta, più pagine giravo, più il groppone mi saliva su per la gola. E anche questa volta, sotto gli occhi perplessi della mia bambina, ho pianto.
Non sono una dalla lacrima facile, sarà forse che avevo l’influenza?

Un giorno
di Peter H. Reynolds, Alison McGhee
Ape junior