NANOPOST: di già

Ci siamo attardate all’asilo, che voleva fare un putzle. Cioè, l’ho fatto io.
Il sole era smagliante, l’aria frizzante e tersa, le foto sono stupefacenti anche senza filtro in questi giorni.
Arrivate a casa, giro intorno alla macchina grigia (ma si può? grigia) e la trovo con gli occhi chiusi, il cappello sghembo e la testa reclinata sul seggiolino.
Ma gli occhi sono un po’ troppo strizzati. Mi chino su di lei e piano sussurro “stai facendo finta di dormire?”. Un sorriso si apre sotto il ciuccio, gli occhi si strizzano ancor più.
Non ancora due anni e già mi prende in giro. Aiuto.

6 thoughts on “NANOPOST: di già

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