#PORNANO

I fari sono tutti accesi, puntati sul campo che è di un chiarore quasi abbagliante.
Sulle tribune i pochi spettatori si riparano sotto morbide coperte e se ne stanno abbandonati, quasi fossero su un divano, un occhio al campo e uno al grande schermo.
A bordo campo c’è tutto un tramestio di gente che va e che viene e butta distratte occhiate.
Il numero sette parte all’attacco, vede la palla, vede un varco e vede la porta.
E’ un attimo, scarta l’avversario, ma qualcosa non va, forse il campo scivoloso, forse una distrazione e la palla scappa via. Forse viene colpito l’avversario che indifferente prosegue la sua corsa.
Il numero sette è a terra, nell’indifferenza di tutti. Si alza, la partita viene sospesa, viene applicato del ghiaccio ed è ormai ora di cena. Tutto viene dimenticato.
Ma la mattina dopo il piede è un po’ gonfio, il mister distratto si mette il rossetto e dice che ci si penserà nel pomeriggio.
La sacra arte del pallone di gommapiuma giocata in salotto ha mietuto una nuova vittima, il piede è rotto.
E che palle, il braccio a giugno e non era la prima volta. Ma forse è l’inverno a portare sfortuna….chissà.