STAR BOMBING YOUR WINTER #DIYWINTERLOOK

Una delle cose che mi ha colpito di più quando ho lasciato la città per la campagna, ormai una vita fa, è stato scoprire l’inverno.

Non che in città non ci si accorga che il freddo arrivi, che la nebbia scenda, che le foglie scompaiano dagli alberi, per carità, ma fuori città, e chi ci vive lo sa, l’inverno ha tutto un altro aspetto.

Sarà che in città ci sono sempre le luci accese e quindi che il buio arrivi alle quattro del pomeriggio ha un peso meno impattante. E’ un buio meno buio. Sarà che le case scaldano e il ghiaccio non si forma ovunque la notte.

La prima mattina che ho trovato il cancello ghiacciato sono rimasta a guardarlo stupita. E io fuori città ci sono cresciuta. Avevo un cavallo bianco in giardino, due anatre e tantissime rane. Ma certe cose da piccoli non si notano, o forse non le notavo io.

E così ho riscoperto un mondo che perde i suoi colori, che si ricopre di brina bianca, che ghiaccia l’erba che coraggiosa presidia i prati. Alberi neri fanno da sfondo perdendosi nella leggera nebbia che si alza dai campi, quando un pallido sole fa capolino in un cielo di latte. Brillanti di ghiaccio i rami, immobile e silenziosa ogni cosa.

biancoenero

Una parte di me, quella che ha un freddo boia, soffre moltissimo, ma c’è anche un’altra parte che talvolta si ferma incantata a guardare.

neroebianco

Certo che poi penso anche che un po’ di colore non guasterebbe…ma va? Quest’anno l’inverno ancora non è arrivato, un autunno dolce e lunghissimo sta tenendo le foglie sui rami per un tempo che sembra eterno, colorandole di colori mai visti.

Ma prima o poi cadranno… io e Patagnoma ci stiamo allenando per un progetto invernale che prevede di riempire il paese di stelle colorate, cadranno le foglie, ma ci penseremo noi.

idrante

lavatoio

contatore

chiesa

Se avete voglia di colorare il vostro inverno basta una stella, del patafix e un po’ di faccia tosta ( e poi naturalmente un hastag #starbombingyourwinter ).

patafix

starbombingyourwinter

Tutti i vestiti di Patagnoma delle foto sono di Prenatal, che per certe missioni è fondamentale essere caldi e comodi…pronti per la fuga!

LE STELLE AI TUOI PIEDI

Patasgnaffa per il suo compleanno si era fatta regalare da NonnaFi delle scarpette tutte sberluccicose. Lei, la nonna, le avrebbe scelte blu, ma poi se ne è dovuta fare una ragione. Se ne è dovuta fare una ragione anche Patagnoma, che mica era il suo di compleanno, e lei le scarpe non le aveva ricevute. E stranamente ha incassato il colpo con una certa dignità tanto che ho deciso di premiarla.

spider

Con un paio di scarpe nuove, alla nostra maniera, ovviamente. E via di reciclone. Qui si parla addirittura di terza mano, che dalla prima foto già potete intuire che le povere scarpe, eredità di qualche buona amica, erano già passate per le mie grinfie.

primat

Glitterare le scarpe è un’operazione piuttosto semplice. Bisogna procurarsi la famigerata Mod Podge, che è un incrocio tra una colla e una vernice. Si mescolano i brillantini e la colla e si procede a spennellare le scarpe. In mezza giornata, la colla sarà asciutta, la superficie bella coriacea, ma la scarpa comunque ancora elastica.

matt

dopot

brillanti

È  possibile che i brillantini si staccheranno, in fondo lo fanno anche quelli delle scarpe delle Lelly Kelly, ma in compenso voi potrete rimediare al danno!

a spasso

borsetta

contesa

scarpe e golfino Patasgnaffa : Boden

vestiti  : Gap

borsetta : Zara

PATADRESS: EAST MARKET

Domenica siamo stati all’East Market, per me è stato un atto d’amore portarci tutta la famiglia ( Patasgurzo in realtà si è rifiutato ) per Patapà è stato un atto d’amore accompagnarmici. Alla fine è stato bello averli attorno, e Patapà si è divertito quindi l’amore ha trionfato ancora una volta. Evviva.

In realtà Patapà è stato contento perché lì abbiamo incontrato dei nostri amici che abitano vicino a noi, dopotutto, mangiare insieme dopo aver fatto 50 chilometri, quando ne potevi fare solo miseri cinque, dà molta più soddisfazione, volete mettere?

Loro hanno una figlia che è la migliore amica di Patasgnaffa e così si sono incontrate in questo enorme capannone industriale, entrambe bionde con gli occhi azzurri, una alta, una meno, una con le scarpe glitterate, l’altra con una gonna di tulle ricoperta di stelle. Quando se ne sono andate in giro sole per le bancarelle, diciamo che si sono fatte notare. Del resto finivano sempre per stare sempre e soltanto davanti a un unico banchetto sfiorando lo stalkeraggio estremo, ma devo dire che vendeva cerchietti davvero divertenti.

Io, mentre Patagnogma si divorava un panino lungo quanto il suo braccio, e sto esagerando, ma di pochissimo, me ne sono andata in giro, un po’ da sola, un po’ con le principesse, come Alice nel paese delle Meraviglie.

Sono molto soddisfatta del mio bottino, e adesso ve lo faccio vedere, che ormai ho capito, che mi date grandi soddisfazioni.

Però un bidone devo confessarvi che l’ho preso, ma in anni di peregrinazioni pulciose, in fondo ci sta. Mi spiace un sacco perché si tratta di una gonna pantalone che mi piaceva un tantissimo. L’avevo presa, non tanto per il modello, che comunque era molto divertente, ma per la stoffa che aveva disegnate sopra delle sagome di bambini in un bosco…bellissima. Peccato che lavata a freddo si sia disintegrata, perdendo colore e riempiendosi di buchi…ci ho messo una pezza sul più grande, ma mi sa che dovrò inventarmi qualcos’altro…sob.

bonjourtristesse

Gli altri vestiti invece mi hanno dato grande soddisfazione!

Questo ha una piccola macchia sul fondo ma è così lungo che prima o poi mi deciderò ad accorciarlo, prima o poi…È un po’ trasparente, ma posso anche decidere di metterci un body sotto e epater le bourgeois ( hem…lo farò senz’altro), oppure metterci una sottoveste sotto ( più facile). Oggi per esempio lo indosso come camicia, con sotto i jeans…

bergère

Poi ho preso questo vestitino a fiori, avevo paura di non entrarci, ma l’ho scelto con Patasgnaffa, e abbiamo deciso che al massimo lo avrebbe messo lei.

irmaladolce

Questa camicetta e questa gonna probabilmente molto vintage non sono, essendo H&M e Zara, ma il prezzo sì. e quindi non sono stata così fiscale.

sotuttoio

Poi ovviamente foularini, che il freddo sta tornando!

teamfoulard

La zuppa di miso mangiata per strada con la mano stretta in quella della mia bambina ha reso la giornata assolutamente perfetta.

MA COME MI VESTI? : PATAGNOMA

Settimana scorsa vi avevo raccontato del nostro piccolo esperimento: “trattiamo la mamma come la Barbie“, e vi avevo fatto vedere come mi aveva vestita Patasgnaffa.

Che non mi aveva stupita poi tantissimo scegliendo un abito stretto, corto e di pizzo. Che fosse dotato di spalline lo devo al fatto che quelli senza sono spariti dal mio armadio quando sono comparsi in casa individui sotto il metro il cui passatempo preferito è appendersi al mio decoltè. Abitudine che pare non passare con il trascorrere dei cicli lunari, ragion per cui tali capi di abbigliamento si sono dispersi come foglie al vento. E per fortuna alla giovane donna ancora non è venuto in mente che una gonna può diventare un vestito senza spalline…forse un giorno glielo dirò.

Patagnoma che credevo mi avrebbe trasformato in un incidente frontale tra Elsa e Raperonzolo, invece a sorpresa ha tirato fuori dall’armadio abiti neri. Certo il nero nel mio armadio va un filino tarato, quindi la gonna è cosparsa di fiori e la maglietta da pois. Ma la sicurezza con cui li ha abbinati mi ha lasciata basita.

Poi quando mi ha tirato fuori un paio di pantaloni lampone da mettere sotto la gonna l’ho amata alla follia e ho deciso che d’ora in avanti mi vestirà sempre lei.

camminare

Ha scelto per me anche un tatuaggio con un uccellino che aveva gli stessi colori dei fiori della gonna. Il tatuaggio lo potete trovare qui , è portentoso, io, giuro, mi sono lavata ma ce l’ho ancora!

ioelamano

Mi ha detto di farmi la coda, mi ha scelto un colletto e una cintura e siamo uscite in giardino. Quando le ho messo la macchina fotografica al collo è stramazzata a terra, quindi sono corsa a prendere il cavalletto. Dopo avermi suggerito pose che solo lei riesce ad assumere mantenendo un certo contegno e una paccata di stile, ha ceduto la macchina alla sorella ed è venuta a farsi fotografare, perché è un tipo da ribalta.

posascema

kissCollage

È stato così divertente che temo lo rifaremo…..

LA SCUOLA NEL BOSCO #DIYWINTERLOOK

Cominciò tutto con una fatina dai capelli rossi che lasciò sulla soglia di casa una scatola piena di piccoli tesori splendenti.

diywinterlookit

Bastò sollevare il coperchio e la magia iniziò a fare il suo corso…piccole foglie colorate svolazzarono fuori, casualmente si incontrarono con un cerchietto che se ne restava lì, tutto nero e triste a chiedersi cosa ne sarebbe stato dei suoi giorni. Una manciata di brillantini fatatati e voilà, una piccola corona era pronta per essere afferrata da una frettolosa manina…

kitcollage

…Indossato il cerchietto, la bionda bambina si trovò in un bosco dagli alti alberi che si perdevano tra le nuvole del cielo. Buffi animaletti corsero ad accoglierla, c’era la fatina dai rossi capelli e una talpa con gli occhiali di nome Signor Maestro.

ascoltailmaestro

Il bosco si rivelò essere una strana scuola in cui il tempo passava lento e veloce in egual misura. La voce del Signor Maestro era calda e appassionata e potevi stare ad ascoltarla per anni interi.

scrive

colora

C’erano momenti in cui la bambina leggeva, in cui ascoltava, momenti in cui giocava e in cui ballava;

pallaschiena

cheerleader

piccoli fiori viola accarezzavano le sue caviglie e i rami degli alberi benevoli le carezzavano i capelli.

pompomgirl

Passarono gli istanti, i giorni o forse i millenni e venne il giorno del diploma.

happiness

Tutto ciò che poteva essere stato appreso lo era stato, passato dalle calde note della voce del Signor Maestro.

ilmaestroepatasgnaffa

ciaociao

La bionda bambina lo strinse a sè, ma non appena levò la mano in un timido saluto, si ritrovò sul suo letto, sorpresa e smarrita.

Aveva forse sognato tutto? forse, ma in un angolo della stanza c’era un cerchietto di foglie e alcuni meravigliosi vestiti che sapevano di alberi che si perdono nel cielo.

I vestiti di questo post sono tutti Prenatal. Il vestito in felpa con il vezzoso bordo in pizzo, la mini jeans che nasconde un anima di short, la felpa blu con la schiena a coda di rondine, il golfino blu con piccoli fili di strass e la gonna di tulle con dei luccicanti fiocchetti. Ma anche le calze e la maglietta grigia che si intravede sotto a tutto.

La fortuna è che si possono trovare non solo nel bosco incantato ma in tutti gli store Prenatal, e persino online (me l’ha detto la fatina dai rossi capelli).

MA COME MI VESTI? : PATASGNAFFA

Io ho un problema di gestione del controllo sui vestiti dei bambini. Voglio decidere come devono essere vestiti e faccio moltissima fatica a lasciar scegliere a qualcun’altro.

Soffrivo tantissimo le prime volte che Patapà vestiva Patasgurzo e non credo che fosse solo perché metteva le tutine che andavano allacciate dietro con i bottoni davanti e le salopette sotto le magliette.

Soffrivo quando li vestivano le nonne e non solo perché secondo me viviamo sempre in stagioni diverse e perché infilavano i pantaloni della tuta dentro i calzettoni.

Ancora adesso quando faccio le valigie per le vacanze delle nonne tendo a fare i rotolini  dei vestiti con gli abbinamenti già fatti, cosa che loro, giustamente, poi ignorano bellamente.

Preparo i vestiti la sera per la mattina, e il fatto che questo renda tutto più comodo, lo so, è solo un’alibi.

Ma ci sto lavorando su, perché lo riconosco, i bambini hanno bisogno di autonomia, e di esprimersi anche in questo.

E così finalmente Patasgurzo da un paio d’anni è libero di fare da solo, anche se ne farebbe a meno, e così la sua tecnica di scelta si chiama “pesco a caso nel mucchio”. Il risultato è che io ora lo guardo tantissimo negli occhi.

Le bambine si scelgono i vestiti da sole in vacanza, il weekend, o la sera se non perdono tempo a fare altre cose, cosa che non capita mai.

Ho pensato però sarebbe stato divertente che mi vestissero loro per una volta, e così mi sono offerta di essere per una mattina la loro Barbie personale.

Mi immaginavo un paio d’ore di delirio, con la camera invasa di vestiti e accessori, perché avrebbero dovuto scegliere ogni cosa, con me rannicchiata in un angolo incerta se ridere o piangere (erano passate due ore nella mia testa, ricordate).

Invece tutte e due le mie piccole stylist, come non avessero mai fatto altro nella vita, a passo deciso si sono fiondate nell’armadio e a colpo sicuro hanno tirato fuori i vestiti che gli servivano.

Avrò dovuto rimettere via sì e no tre capi, faccio molto più casino io ogni mattina.

Poi mi hanno detto come pettinarmi e siamo uscite in giardino e ogni stylist si è trasformata in fotografa.

È stato molto divertente. Per loro che per una volta potevano stare dall’altra parte della macchina fotografica e per me, che con loro al comando, mi sono scoperta sciolta come non lo ero stata mai.

cerchio tienisuquelmuro

Tornata a casa, davanti a una tazza di caffè mi sono imbattuta in questo post di Justine, che le amiche mica si scelgono per nulla.

Descriveva appieno i sentimenti che avevo provato giocando alla modella con le mie bambine.
Prendendolo come un gioco, per la prima volta, ho lasciato andare il giudizio, me ne sono fregata di tutto, anche dei vicini che perplessi mi guardavano mentre davano da mangiare alle galline. Mi sono divertita.

youarefunny

Non so se saprò conservare questa leggerezza che sa di sicurezza di sé che chissà perché deve sempre sembrare una cosa un po’ sporca, ma io ci proverò, ci proverò a fare come i bambini che si “sparano le pose”, ma in senso buono.

spararsi le pose

Intanto ho dovuto farmi fare delle foto con un improponibile vestitino di pizzo rosa e fucsia che riesco a mettere solo quando la mia abbronzatura è al suo culmine stellare, cioè mai. Ed è così corto che solitamente lo porto con sotto un paio di jeans…ma a parola data non si torna indietro e così ho fatto come la stylis mi ha ordinato di fare, e poi ho seguito gli ordini della fotografa che le somigliava terribilmente.

lafotografadice

modellaefotografa
fotografa
me&you
stylist

TU PARLI, IO ASCOLTO

Tu parli io ascolto.

No, non è un post su come gestire i capricci dei bambini. Un post così dovrei leggerlo, non scriverlo, che Patagnoma ci sta facendo vivere tutte le sette piaghe d’Egitto, o quante diavolo erano non lo so, tutte insieme. I capricci si sa, sono una richiesta d’ascolto, anche se non so come sia possibile ascoltarla più di così. Ultimamente allora glielo dico “parlami, ti ascolto”, così per provare ad essere più incisiva….

Mi riesce meglio con i vestiti, quelli vintage che mi piacciono tanto.

vestito

Io li guardo, e loro mi raccontano una storia. Anche più di una.

Me li immagino indossati, a volte da più di una persona. Me li immagino in situazioni diverse, ondeggianti al ritmo di una musica allegra, sollevati da un vento leggero. Scompigliati da un bacio rubato, tirati da una manina impaziente. Macchiati da un gelato fuori stagione, piegati con cura in un armadio che profuma di lavanda o gettati con rabbia in una valigia marrone.

heart

Altri mi parlano con voce più calda e quando li indosso mi stringono come un abbraccio. Sono quelli che arrivano da casa, passati casualmente da nonna a madre e da madre a figlia.

redpassion

Ci sono poi vestiti come questo che arrivano in pacchi stropicciati da noncuranti postini. E alle storie che racconta, di donne slanciate con fragili tazze di te, posate per battere veloci le dita smaltate su rumorose macchine da scrivere, aggiunge quella di un’amica che questo vestito ha saputo ascoltarlo a tal punto che ha sentito chiaramente invocare il mio nome, e allora niente, me lo ha spedito.

diritto al cuore

Grazie Camilla! ♥

cin cin
un Campari con te, amica….cin cin

COSì CALDO CHE TI SPENNO

Ci sono post che ti immagini nella testa per un sacco di tempo. Di alcuni ti immagini i testi, Poetici perfetti, che ti scorrono via, limpidi e cristallini come l’acqua di un torrente, che va da sé, l’avevano capito già secoli fa, quella scorre e non torna mai più.

Di altri ti immagini le foto, nitide, meravigliose. Solitamente bianchissime, con i colori a sbalzar fuori.

Le foto di questo post dovevano essere come un vero e proprio servizio, con scenografie complesse, acchiappasogni, piume volanti, teepee e le bambine con piume nelle trecce e collane di perline.

acchiappasogni

E poi è arrivata la caldazza,  quella mostruosa, e con lei le valigie da fare, quelle per le vacanze lunghe, quelle che mi porteranno lontana da lei, la stampante.

Ecco vi vedo, vi sta partendo, lì, all’angolo della bocca, il sorrisino; ecco vi sta partendo lì, dalla quinta corda vocale, il gridolino di gioia; ebbene sì, per almeno un mese e mezzo non vi potrò più proporre un DIY con la carta da stampare e stirare.

D’altronde me lo chiedono imploranti anche i miei avambracci che puntualmente ustiono con il ferro da stiro, mentre posiziono meglio l’immagine da stirare…

adesso basta

Comunque mentre fuori c’erano 40 gradi, davvero, mi sono fatta una Patatee con delle piume che avevo comprato da Tiger, inesorabilmente attratta dal loro colore.

girl in clogsLe ho ricoperte in punta con dei brillantini, usando della colla in tubetto. In stampa non si vede benissimo devo dire, anche perché ho scelto una maglietta grigia con le stelle, ma mi piaceva mescolare le due cose, tuttavia il colore delle piume è più mosso, un pochino cangiante, e nel complesso mi piace molto.piume glitter

E anche se di questo post, con foto demenziali non c’era alcun bisogno, voi tenete ben a mente una cosa: ne uccide più la penna che la spada….

penna killer

*qualsiasi contenuto di questo post è totalmente da imputarsi a temperature estremamente elevate

storia di patamaga

LA SOTTOVESTE BIANCA

la sottoveste ev

Sicuramente è stata confezionata per una bambina bionda. Il ricamo delicato, il tessuto leggero, le piccole balze sul petto.

pensosa

Indossata sopra leggeri mutandoni, con il merletto fino a far capolino e sopra magari un vestito in seta azzurro con dei piccoli fiori in rilievo.

l'albero

Poi è finita in un baule lassù nella soffitta, con i raggi di sole a tagliar di sbieco la luce che filtrava dai coppi leggermente spostati, con i granelli di polvere che danzavano nell’aria, leggeri a scandire gli anni che parevano quasi un secolo. E forse è stato quasi così.

le temps des cerises

NonnaMi poi chissà dove l’ha scovata e me l’ha portata. Un dono prezioso, un vestito speciale, non da indossare tutti i giorni. Per eventi speciali, che non ricordo essere mai arrivati. Troppo delicato per essere usato come gioco e così l’ho indossato quasi solo il giorno in cui ha deciso di scattarmi delle foto (mi ricorda qualcuno…).

l'altalena del tempo

Però è stato anche uno dei pochissimi abiti che ha superato anni e traslochi e che possiedo ancora. È appeso nell’armadio di Patasgnaffa, ma non può certo metterlo un giorno qualsiasi, è troppo delicato. Non può quindi neanche usarlo per giocarci…mi è toccato scattarle delle foto…

la sottoveste bianca