Caccia al tesoro per me è sinonimo di compleanno. Quando ero piccola, per tutte le elementari NonnaMi infatti ne organizzava una per il mio compleanno. Prima preparavamo i biglietti di invito, ne ricordo uno con una balena dai grossi denti e lo schizzo esibizionista. NonnaMi disegnava e io coloravo, coloravo, coloravo….non so quanto prima la macchina compleanno si mettesse in moto o se venissi deprivata del sonno, so solo che gli inviti da colorare erano almeno una quarantina. E che bello scegliere un colore per ogni amico. Poi veniva il giorno della festa, e solitamente pioveva. Quindi la festa slittava, oh ma si faceva. Un grosso cartello con le indicazioni per la strada compariva all’incrocio e il giardino veniva invaso da frotte di bambini con regali per me e per la Leo. Sì perchè una festa è bella, ma se è condivisa è ancora più bella. E se sei così fortunata e la tua migliore amica è nata il giorno dopo di te, nel tuo stesso ospedale, non approfittarne sarebbe una follia. Il grande giardino con le alte ripe e la pineta era il luogo perfetto per una caccia al tesoro. I cotogni, il vecchio castagno, il pollaio perfetti nascondigli e a furia di farci correre su e giù per il giardino la festa volava via. Non ricordo assolutamente come fosse strutturata, forse c’erano giochini da risolvere. E soprattutto non mi sono mai resa conto di come fosse difficile organizzarne una, fino a che non ci ho provato io per la festa Pirati e Sirene. Mannaggia a trovare nascondigli e rime mi fumavano le meningi. Il fondo però l’ho toccato l’estate scorsa quando, in un pigro pomeriggio in campagna i bambini mi hanno chiesto di organizzare una caccia al tesoro estemporanea…beh vi dico solo che i biglietti li ho nascosti nei posti sbagliati….le cacce al tesoro vengono decisamente meglio se organizzate da NonnaMi o da Patasgurzo che deve averne ereditato i geni. Però non sono così impedita da non essere in grado di partecipare alla caccia al tesoro di Mammafelice….hem spero!
Il primo biglietto che nascondo parla dei Patasgnaffi, non quelli veri , ma del blog. Nato perchè commentare in giro altri blog, senza dare in cambio una parte di me mi faceva sentire a disagio e continuato perchè è divertente, terapeutico, ispirante e perchè è dal liceo che non scrivevo più. Poi perchè ho scoperto la magia della macchina fotografica e le foto condivise sono sempre più belle.
(ecco qui andrebbe una foto, ma tutta la tecnologia che ho tra le mani, ed è fin troppa, si sa ribellando. Io potrei anche mettermi a urlare forte, ma forse è meglio se porto Patasgnaffa a fare un bagno, prima che si metta a urlare più forte di me)
Il secondo biglietto rimanda alla pagina fb , a Patamaga che bazzica Instagram da poco e ne è totalmente rapita e a Flickr che costudisce, neanche troppo gelosamente, le foto della Patacasa
Il terzo biglietto rimanda a questo post perchè sbircia quello che che c’era prima e stabilisce fondamentali parametri, e a quest’altro perchè sgarrare dal quattro e passare al cinque è una svolta ardita.
Biglietto dopo biglietto si trova un tesoro pare. Ma io in fondo l’ho già trovato…

